La libertà di religione

Ritorno, a freddo, sull’ultimo punto discusso nel consiglio comunale dello scorso 24 febbraio: l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza “Contro la persecuzione dei cristiani nel contesto della libertà religiosa”.
Ringrazio lo spettatore (trovate qui il suo commento) che ha resistito fino alla conclusione dei lavori e che con tanta chiarezza e semplicità ha riassunto la posizione che abbiamo sostenuto. Accetto anche il suo implicito suggerimento: cercherò, per quanto mi riguarda, di essere meno noioso la prossima volta 🙂
Rispondo anche alle “provocazioni” riportate sul sito dell’UDC di Lonate: basta riascoltare la registrazione del consiglio [mp3 N11] per rendersi conto che nessuno (ripeto NESSUNO) ha mai chiesto di togliere dall’ordine del giorno il riferimento ai “cristiani”. Il confronto si è sviluppato soprattutto sul concetto di “reciprocità”: persino i consiglieri della Lega Nord ne hanno chiesto l’eliminazione dal testo per poterlo approvare.

Il richiamo alla “reciprocità” inserito nell’ordine del giorno proposto al Consiglio Comunale fondamentalmente vuol dire: “io do una cosa a te se tu dai una cosa a me”. Come ho detto più volte in Consiglio Comunale (quasi fino alla noia), penso che questo principio si possa applicare alle merci, ma non certo ai diritti dell’uomo. Io non accetto che un diritto fondamentale come la libertà di religione possa essere oggetto di un baratto, che possa essere trattato alla stregua di mera merce di scambio. Questo è il motivo per cui non ho voluto votare quell’ordine del giorno. Non ho votato contro, non mi sono astenuto, semplicemente non ho partecipato al voto!!

Detto questo, mi permetto anche di riprendere le parole riportate sul blog dell’UDC di Lonate Pozzolo:

E’ in atto un tentativo di cancellazione della memoria cristiana che suscita una reazione piena di sdegno in tutti noi e che spinge a rinnovare l’impegno per rimettere in primo piano le radici cristiane dell’Europa, baluardo essenziale per difendere la libertà religiosa nel mondo
La rappresentanza della sinistra Lonatese in consiglio(fortunatamente non tutta)nel tentativo di trasformare un appello alto ed appassionato, come l’ODG presentato in consiglio comunale dalla maggioranza PDL-UDC contro la persecuzione dei Cristiani nel contesto della libertà religiosa, in un’anonima riaffermazione di principio, che non coglie l’attuale drammaticità in cui versano i cristiani in tanti Paesi del mondo, mostra tutta la debolezza di una Sinistra che, in linea con l’ideologia egemone nella cultura di sinistra, vorrebbe perfino censurare la parola cristiani

e di confrontarle con quelle pronunciate da Paola Binetti lo scorso 1° febbraio (le ho trovate sul sito dell’UDC nazionale)

E’ in atto un tentativo di cancellazione della memoria cristiana che suscita una reazione piena di sdegno in tutti noi e che spinge a rinnovare l’impegno per rimettere in primo piano le radici cristiane dell’Europa, baluardo essenziale per difendere la libertà religiosa nel mondo, sia che si tratti di cristiani che di altri credenti.
Il Consiglio dei Ministri degli Esteri, coordinato da Lady Ashton, è riuscito a trasformare un appello alto ed appassionato in un’anonima riaffermazione di principio, che non coglie l’attuale drammaticità in cui versano i cristiani in tanti Paesi del mondo. La banalizzazione dell’appello proposto mostra tutta la debolezza di un’Europa che arriva perfino a censurare la parola cristiani …

Perlomeno la deputata Paola Binetti ricorda che la libertà religiosa nel mondo riguarda sia i cristiani che gli altri credenti, una “sfumatura” che i consiglieri lonatesi dell’UDC non hanno voluto (o non hanno potuto) considerare quando si è discusso l’ordine del giorno in consiglio comunale. Peccato, perché si è persa un’occasione per approvare all’unanimità (e quindi con una forza “politica” ben maggiore) un documento che, pur facendo riferimento alle recenti persecuzioni dei cristiani, richiamasse il valore universale della libertà di fede.

PS Grazie per aver messo la “sinistra lonatese” al pari del “consiglio dei Ministri degli Esteri” della Comunità Europea.

14 pensieri riguardo “La libertà di religione”

  1. Fan-ta-sti-co! Mi sono fatto una ghignata come colazione! Grande The Jack a pescare il plagio, la patacca, come mi diverto a fare io con le canzoni.

    Allora l’accorato sdegno del blog lonatese vostro “concorrente” era un volgarissimo copia&incolla? Trattavasi di indignazione precotta? No comment!

    Caro The Jack, un quesito: in Germania si è appena dimesso il ministro della Difesa, pure lui di un partito cristiano democratico, per una storia di scopiazzatura. Tu non chiederai tanto ai tuoi colleghi di consiglio, vero? 😀

    Si scherza, eh! Dài che siamo al 150° dell’Unità d’Italia! Questo è l’anno di un laico giubileo, tutti i peccati sono rimessi. Anche ai leghisti, che non festeggiano. 🙂 Noi italiani siamo ecumenici e, per queste cose, non invochiamo la… reciprocità.

    CIAO!

    ps: continuiamo piuttosto a difendere, tutti assieme, il territorio di Lonate Pozzolo dall’invasione dell’aeroporto di Malpensa. Non uccideteci via… Molinelli (variazione sul tema)

  2. La libertà di religione deve essere garantita a tutti: è un principio e come tale per quanto mi riguarda lo garantirei indipendentemente dal fatto che anche altri di religione diversa lo facciano.
    D’altra parte, premesso che son convinto si possa praticare la propria religione senza necessariamente avere dei luoghi all’uopo predisposti, sarei più prudente o meglio ho dei dubbi sulla necessità di una “donazione forzata” di un luogo di culto (struttura, ecc.) senza un corrispettivo (reciprocità).

    1. Ciao Loi, spiegami meglio: se io fossi buddista, cosa dovrei darti in cambio per poter realizzare un luogo di meditazione? e se invece fossi mormone, potrei considerarmi sufficientemente vicino alle radici cristiane per poter avere uno sconto per la realizzazione di una Chiesa?

      1. Ciao.
        A mio parere dovresti in qualche modo “pagare” al legittimo proprietario (privato o stato)il luogo di meditazione: d’altra parte credo che anche le nostre(italiane)chiese (cristiane, cattoliche)siano state “pagate”.
        Ritengo assolutamente ininfluenti le radici: la libertà di religione (qualsiasi e da parte di chiunque) dovrebbe potersi esprimere con l’unico vincolo del rispetto delle regole del vivere civile.

      2. Scusa Loi, ma non capisco. Che c’azzecca questo “pagare” con la “reciprocità”?
        Mi sembra ovvio che, se debbo acquistare un terreno, lo debba pagare al legittimo proprietario, indipendentemente dalla destinazione dell’edificio che eventualmente ci voglio costruire e che debbano essere pagati anche gli oneri di urbanizzazione e le eventuali imposte nel rispetto della normativa vigente. Dovrò anche pagare tutti i lavoratori coinvolti … ma cosa c’entra con la reciprocità?

      3. Se ti è ovvio è molto probabile che siamo d’accordo: per me il concetto di reciprocità, data da parte mia per assodata la libertà di religione, si esprime nel fatto che l’espressione della propria religione debba avvenire, come già detto, nel rispetto del vivere civile.
        Quindi se uno viene a Lonate dove c’è una religione, pretende di praticarne un’altra e “combatte” la nostra, per quanto mi riguarda non è il benvenuto.

  3. Non ero presente alla discussione, ho però letto il documento e ascoltato la registrazione e non riesco a capire molte delle osservazioni fatte finora. Premetto di non essere un gran frequentatore di chiese e di non capire neanche la necessità di un simile iniziativa in consiglio comunale. Ho però diversi dubbi sulla vicenda che tento di esprimere qui di seguito.
    Innanzitutto la singolarità del caso dell’anonimo ed “eroico” cittadino che a notte fonda, preso dallo sdegno verso cotanta bigotteria, invece di andare a dormire in vista del giorno di lavoro seguente, si attarda a lasciare qui un commento e poi scompare misteriosamente… spero solo che non sia stato scoperto e messo a tacere dai tre moschettieri (chi sono poi?). A seguire il commento del “Signor ????” vi è quello del Signor Walter che sommariamente etichetta tutto come “Un vero caso di estremismo cattolico… poco, poco edificante da vedere” stando però al suo commento lui questo spettacolo non l’ha mica visto perché aveva già abbandonato l’aula e quindi come fa ad esprimere un tale giudizio? (ai tempi del commento le registrazioni ancora non c’erano) dagli atteggiamenti dei consiglieri di maggioranza sui temi ambientali o informatici??? andiamo oltre
    Ho letto il documento in cui si parla della libertà religiosa (che non credo sia la stessa cosa della libertà di religione, come titola questo post) e mi è parso abbastanza chiaro anche se un po’ lungo. Nelle premesse si fa riferimento esplicito al diritto di libertà religiosa come diritto universale e da questo poi si va a parlare di un caso specifico che è quello della persecuzione dei cristiani. Non mi sembra che il documento neghi la libertà a nessuno, dice solo che i cristiani in molte parti del mondo non ce l’hanno e chiede dei provvedimenti. La libertà va garantita anche ai cristiani se è per tutti. Quindi tutta la polemica su questo punto mi pare un po’ infondata e pretestuosa.
    Sulla reciprocità il discorso si complica un poco, ma tutto sommato non mi pare tanto sbagliato. Se io non posso andare in Arabia neanche con una croce al collo, perché loro possono venir qui e fare quello che vogliono? Se libertà dev’essere, non dovrebbe essere libertà per tutti? Va bene essere buoni, però vediamo di non passare per c…….
    Sorvoliamo sulle scopiazzature e le posizioni dell’UDC, l’intervento del vicesindaco mi è sembrato fuori luogo, molto duro e intransigente.
    In definitiva comunque questo testo non mi è parso così sbagliato e alla fine mi sembra che tutta la discussione fin qui portata avanti dal professor Bonanno e dall’anonimo cittadino sia superflua e un po’ strumentale a scusare la posizione assunta dal gruppo dei Democratici Uniti di cui 2 consiglieri hanno abbandonato l’aula (mi pare poi per motivi diversi), 1 si è astenuto e uno ha votato addirittura a favore. Davvero una grande unità su un tema tanto importante, complimenti.

    1. Ribadire che il principio di libertà religiosa è universale significa chiedere che sia applicato dovunque, in Italia come in Arabia (e come in tutto gli altri paesi). Chiedere la reciprocità significa subordinare la libertà (di religione o altro) in Italia alla “concessione” di una analoga libertà in altri paesi (in Arabia, per esempio): su questo non sono d’accordo.
      Per quello che riguarda l’unità dei DU, mi sembra più “democratico” che su un tema di questo tipo sia stata sottolineata la libertà di ciascun consigliere di operare secondo coscienza piuttosto che sentire dichiarazioni di voto che hanno richiamato, come unica motivazione al parere favorevole, l’unità della maggioranza. Mi permetto anche di ricordare che nessuno ha votato contro l’ordine del giorno: secondo me è una dimostrazione di quanto poco ci sarebbe voluto per arrivare a una posizione condivisa.

    2. Caro Giovanni, ho ascoltato la registrazione e conoscendo bene i soggetti e i loro atteggiamenti sia sui temi religiosi che su altri temi affrontati quella sera o affrontati in quelle occasioni e mi sono permesso di dire la mia.
      Dopotutto da cattolico praticante, che deve avere come esempio il messaggio d’amore “universale rivolto a tutti gli uomini ” che è presente nel Vangelo, mi chiedo come sia possibile pensare solo a noi stessi e non pretendere che si parli di libertà di religione per tutti, indistintamente dalla propria religione di appartenenza.

  4. Anche io mi sono sottoposto all’ora di dibbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbatito. Sono gradualmente scivolato sotto il tavolo e ora ho la testa alla stessa altezza della tastiera, più in basso rispetto alle dita. Complimenti a chi a resistito “dal vivo”, da qualunque parte dei tavoli si trovasse. Dell’ora di tenzone, a tratti imbarazzante e sicuramente dimenticabile, mi ricorderò soprattutto le frasi della consigliera Rosa: «Ci si impegnasse in questo modo per le cose che riguardano il Comune di Lonate Pozzolo sarebbe una gran cosa, perché non sento mai intervenire così tanta gente per gli altri argomenti». (Ah, una curiosità: a chi appartengono gli inusuali clap clap clap, gli applausi che hanno sottolineato le parole? Parevano arrivare dal tavolo dei consiglieri). Nella mia intenzione, quelle parole non sono una tirata d’orecchie per – eventualmente – comportamenti sonnecchiosi del passato: non ho molti elementi per giudicare. Prendo queste parole, invece, come sprone per il futuro. Forza, consiglio comunale caro, forza lonatesi tutti: così come facciamo sentire la nostra voce per difendere i cristiani nel mondo, difendiamo, tutti assieme, anche i cristiani di Lonate Pozzolo. Difendiamoli, innanzitutto, dall’espansione dell’aeroporto. Difendiamo la nostra comunità sotto attacco. Ci stiamo a preoccupare dei mali del mondo (per carità, giustissimo) e intanto ci stanno scippando il nostro territorio, la nostra sovranità, la nostra identità.

    Riprendo ora quanto scriveva il Sig. Candido: «la posizione assunta dal gruppo dei Democratici Uniti di cui 2 consiglieri hanno abbandonato l’aula (mi pare poi per motivi diversi), 1 si è astenuto e uno ha votato addirittura a favore. Davvero una grande unità su un tema tanto importante, complimenti.» Qua parlo da elettore (semplice) dei Democrati Uniti: a me non frega assolutamente niente se hanno posizioni diverse su questo tema, che esula dalle faccende di Lonate Pozzolo e che non riguarda il programma che hanno sottoposto ai cittadini in campagna elettorale. Ci rimarrei male se portassero idee diverse sull’atteggiamento da prendere nei confronti dell’espansione dell’Aeroporto, tanto per fare un esempio a caso.

    Contesto a te, caro Loi, la tua interpretazione del termine reciprocità e sono totalmente d’accordo con il pensiero di Rosa e Buonanno. Su una cosa, invece, sono d’accordo al centouno-per-cento sempre con te, Loi: «son convinto si possa praticare la propria religione senza necessariamente avere dei luoghi all’uopo predisposti». Dio saprà dare a ciascun popolo, secondo i suoi meriti, il luogo giusto in cui pregare. Inutile avvitarsi in disfide e conflitti.

    Essendo stato per tanto tempo un buon-non-lo-so-ma-ci-ho-tentato cristiano, nell’ora infinita di dibbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbatito è stata dalla bocca di Nadia Rosa che ho sentito e riconosciuto le parole più cristianamente ispirate. Il catechismo non perdona.

    Ora vado a rilassarmi con qualcosa di più leggero: ecco qui. CIAO!

  5. Ringrazio tutti per le gentili risposte ricevute. A parte i molti giri di parole, precisazioni e correzioni atte a sviluppare il confronto o a confondere definitivamente l’argomento (dipende dai punti di vista) mi piacerebbe chiudere la discussione con una barzelletta che, a mio avviso, riassume bene la vicenda: “Un giorno Reagan Presidente degli Stati Uniti e Brèznev Capo dell’URSS decisero di sfidarsi in una gara di corsa sui 100 metri piani. La gara fu vinta dal Presidente Reagan. Il Washington Post il giorno dopo titolava “VITTORIA DEL PRESIDENTE REAGAN, Reagan batte Brèznev nei 100 metri…” la Pravada (che tra l’altro in italiano significa “verità”) titolava invece “GRANDE IMPRESA DEL COMPAGNO BRÈZNEV. Si classifica 2° in una gara di corsa, Reagan solo penultimo” la verità è sempre una, poi dipende da come la si racconta.

    1. Invece di una barzelletta riprendo una citazione di Popper (grazie a Floris che l’ha ricordata sabato scorso su RaiTre):

      Lo status della verità intesa in senso oggettivo, come corrispondenza ai fatti, con il suo ruolo di principio regolativo, può paragonarsi a quello di una cima montuosa, normalmente avvolta fra le nuvole. Uno scalatore può, non solo avere difficoltà a raggiungerla, ma anche non accorgersene quando vi giunge, poiché può non riuscire a distinguere, nelle nuvole, fra la vetta principale e un picco secondario. Questo tuttavia non mette in discussione l’esistenza oggettiva della vetta; e se lo scalatore dice “dubito di aver raggiunto la vera vetta”, egli riconosce, implicitamente, l’esistenza oggettiva di questa.

      Insomma: la verità esiste, ma non sappiamo se coincide con quella che stiamo proponendo noi.
      E se posso permettermi un ulteriore riferimento (anche a costo di diventar noioso :-)) suggerisco di leggere l’articolo di Gustavo Zagrebelsky “La Chiesa, la carità e la verità” pubblicato su La Repubblica del 13 maggio 2006 (e ripreso anche nel libro Contro l’etica della verità).

      1. comunicazione di servizio per The Jack – ecco quello che leggo quando cerco di aprire il link “La Chiesa, la carità e la verità”, da te segnalato qui sopra: Spiacenti, non è possibile recuperare il documento per la visualizzazione o non disponi dell’autorizzazione per visualizzare questo documento.

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