Mozione bocciata

Senza grossi colpi di scena, la mozione che avevamo presentato è stata bocciata. Potete ascoltare l’audio del dibattito qui.

In Consiglio Comunale abbiamo illustrato in questo modo le nostre motivazioni:
“Questo testo è stato protocollato pochi giorni dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere del sindaco e, francamente, pensavo che le dimissioni del primo cittadino sarebbero giunte tempestivamente e che non si sarebbe arrivati a discutere questa mozione.
Invece quello che a nostro giudizio, e a giudizio di moltissimi cittadini di Lonate che sono qui per questo motivo, è un atto doveroso e necessario ancora non è stato presentato. Il sindaco è in carcere da tre settimane, ovviamente sospeso dalla carica dal Prefetto, ma ha scelto di non decadere dalla sua carica. Questo, secondo noi, oltre ad essere al di fuori di ogni logica, è anche e soprattutto una enorme, gigantesca mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza. Le accuse sono così gravi che, pur non essendo ancora confermate da una sentenza di giudizio, non permettono ETICAMENTE il mantenimento, seppur sospeso, di un incarico tanto importante e tanto delicato come quello di Sindaco di un Comune, indipendentemente dall’esito finale della sentenza di giudizio.
I cittadini si sentono presi in giro: a parole si sbandierava una presunta, e lasciatemi dire ipocrita, volontà di ergersi a paladino dei principi di legalità e trasparenza nella tutela del bene comune, mentre dai fatti contestati emerge una ragnatela di interessi familiari che ha colpito e danneggiato tutti i lonatesi solo ed esclusivamente per vantaggio economico e personale.
Non sto dicendo che le accuse siano vere o false: non è questo il luogo. E’ certo che se fosse riconosciuta la colpevolezza, le mancate dimissioni sarebbero un insulto pesante per tutti.
Il fatto che il sindaco non faccia questo inevitabile passo indietro dà una grande responsabilità a tutti noi, che possiamo invece fare qualcosa per sbloccare il paese.
Tutti noi insieme possiamo ottenere lo stesso risultato delle dimissioni del Sindaco presentando contestualmente le nostre dimissioni da consigliere comunale, portando così allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario da parte del Prefetto. Solo così potremo azzerare una situazione marcia e poter finalmente ripartire da zero, concedendo alla cittadinanza una boccata d’aria nuova e pulita.
Tutti noi, e sono certa che lo ribadiranno anche gli altri colleghi dell’opposizione, abbiamo messo a disposizione le nostre dimissioni fin dal primo giorno. Ma le nostre non sono sufficienti. Ne occorrono almeno 9. Quello che chiediamo ai consiglieri Torno, Portogallo, Cinalli, Gioia, Russo, Grandinetti, Marino, Andreoli, Gelosa, Angelino e De Novara è di firmare questo foglio, per dimostrare un forte segnale di discontinuità con il passato.
Possiamo contestare diverse questioni a una maggioranza che resta in carica nonostante tutto quello che sta accadendo. Innanzitutto il fatto di essere letteralmente spariti. I primi giorni tutto il paese si chiedeva cosa stava succedendo e, soprattutto, quale sarebbe stato il futuro del Comune.
Non condivido per niente la vostra scelta di mantenere le cariche e proseguire come se nulla fosse, ma se questa è stata la vostra idea iniziale, che spero cambierete stasera, avreste dovuto prendere in mano subito la situazione. Il vicesindaco avrebbe dovuto dar subito peso al proprio ruolo e dimostrare di poter ricoprire la carica che, forse suo malgrado, oggi si ritrova a coprire, dare spiegazioni a chi le chiedeva, dare un segnale di competenza e di capacità amministrativa.
Probabilmente non siete stati aiutati dal fatto che il Segretario Comunale, che dovrebbe essere il garante della legalità dell’azione amministrativa comunale sia egli stesso indagato nella stessa indagine. E allora forse, il passo indietro sarebbe ancora più opportuno.
Sono anni che parliamo di un conflitto di interessi quantomeno etico nella posizione di Rivolta, prima come assessore all’urbanistica e poi come Sindaco.
Eppure ho letto commenti in cui si parlava di “fulmine a ciel sereno”. E i commenti venivano da chi, nell’ordine, prima, quando si trovava all’opposizione, aveva chiesto le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Rivolta per l’inopportunità di quel ruolo e poi, passata dall’altra parte della barricata, si è trovata come sua sostituta nel ruolo di assessore all’Urbanistica. Lì addirittura si è vista passare sotto il naso la sostituzione di quegli onesti funzionari che non volevano avallare il sistema corruttivo di cui il sindaco è accusato. Eppure, (da oggi consigliere) Marino, le sembrava normale l’avvicendamento dei funzionari esperti che mandano avanti correttamente un ufficio delicato come l’Ufficio Tecnico? Non si è mai chiesta cosa stava succedendo nell’ufficio di sua responsabilità? Non le sembra, dopo questi avvenimenti, che sia il caso di farsi da parte?
Ho sentito anche che una delle possibili motivazioni delle vostre mancate dimissioni è il fatto di non essere colpevoli. Nessuno vi ha mai accusato di nulla, anzi! Sarebbe la scelta più saggia per tutti voi, per dimostrare il vostro totale distacco dal sistema di malaffare che è emerso dalla conferenza stampa della Procura. Non basta dire di camminare a testa alta per mantenere un ruolo che, mi spiace per voi, non siete legittimati politicamente a mantenere.
Il meccanismo elettorale comunale prevede che si eleggano il sindaco e i consiglieri comunali. La Giunta non è ELETTA: gli assessori sono nominati dal sindaco, come persone di sua fiducia, anche tra i non eletti o i non candidati. Ripeto: sono persone di sua fiducia. Non sarebbe per voi meglio prendere le distanze?
Di certo non siete responsabili penalmente delle azioni del sindaco, ma, citando La canzone del Maggio di De André, anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti. Le accuse parlano di abuso d’ufficio, di corruzione. Avete affiancato il sindaco per tre anni nella sua azione amministrativa, avete settimanalmente condiviso delibere di giunta, avete settimanalmente concordato azioni di governo del paese. Dovreste dimettervi proprio per dimostrare la vostra integrità, perché così potreste chiarire che siete stati presi in giro, esattamente come tutte queste persone, che sono qui per vedere se, come si dice, siete tutti uguali, se l’interesse di bottega o, in questo caso, di partito vince. Perché non cercare di mostrare almeno una volta che la politica è una cosa bella, quando davvero fa gli interessi dei cittadini, e che la politica non è cercare di mantenere una posizione acquisita personalmente?
Non a caso l’unico ad aver fatto un passo indietro è il consigliere Migliorin, un giovane che si era appena accostato all’attività politica comunale e che, purtroppo, è rimasto disgustato dall’ambiente in cui si è trovato.
Oggi stiamo scrivendo un capitolo importante nella storia di Lonate: qui si decide cosa può essere la Lonate del futuro: un paese onesto o un paese sospeso.
Non è responsabilità istituzionale andare avanti come se nulla fosse successo. Non è il bene della collettività quello che state dimostrando.
Il bene della collettività in questo momento sono le nostre dimissioni, per dimostrare che c’è qualcosa di più: un interesse collettivo che non può essere tutelato da un’amministrazione monca.
In questi giorni i cittadini si sono mobilitati per darvi un segnale: hanno scelto di partecipare con le loro quasi 300 firme raccolte in poche ore, hanno scelto di essere qui perché non li rappresentate più. Davvero volete essere ricordati per coloro che proseguono ciecamente a difendere l’indifendibile, arroccati sulle vostre posizioni?”

La Prealpina del 7 giugno 2017
La Prealpina del 7 giugno 2017
Il Giorno del 7 giugno 2017
Il Giorno del 7 giugno 2017
La Provincia del 7 giugno 2017
La Provincia del 7 giugno 2017
Annunci

Lonate merita rispetto

Oggi è stato pubblicato un comunicato congiunto dei tre segretari cittadini che hanno appoggiato Danilo Rivolta alle ultime elezioni.

Tralasciando alcune affermazioni che sarebbero da chiarire, il succo del comunicato è: “Non ci muoviamo di qui”. Per responsabilità istituzionale, certo. Per il bene della collettività, certo.

Credo sia opportuno sottolineare un concetto riguardo alla Giunta che andrebbe avanti a governare senza il sindaco Rivolta: secondo l’art. 46 del d. lgs. 267/2000 gli assessori sono nominati dal sindaco.
Quando si parla di coalizione di maggioranza “regolarmente eletta”, bisognerebbe sempre ricordare che all’interno della Giunta sono presenti due assessori “esterni”: non sono eletti ma nominati direttamente dal sindaco, come persone di sua fiducia.

E una di questi due è il vicesindaco, che oggi è sindaco facente funzione pur non avendo ricevuto abbastanza voti neppure per essere consigliere comunale.

P.S. Tra le funzioni del commissario straordinario prefettizio c’è sicuramente anche quella di procedere con l’asfaltatura delle strade cittadine, e non solo.

Contraddizioni

E anche Volontè, per non essere da meno, smentisce il sindaco.

Su La Prealpina del 30 marzo Rivolta incautamente dichiarava che il testo della mozione era stato “più volte discusso e limato, condiviso da tutta la maggioranza”.

Nell’articolo sotto riportato, invece, il segretario UDC afferma che il problema sta proprio nel fatto che il testo è stato presentato l’ultimo giorno possibile per discuterlo in consiglio, senza metterlo prima in discussione.

Le contraddizioni si accumulano in maniera imbarazzante.

La Prealpina del 3 aprile 2016
La Prealpina del 3 aprile 2016

Scricchiolii

Cose mai viste ieri sera durante la seduta di Consiglio Comunale.

Questi i fatti.
Il capogruppo Migliorin arriva in aula prima dell’inizio della seduta, ma già al momento dell’appello risulta assente a causa di “un imprevisto”.
Il punto clou della serata, certo il più atteso, era la mozione assurda. L’assenza di Migliorin (unico firmatario) però, ai sensi di regolamento, ne impedisce la discussione, rinviandola al prossimo Consiglio Comunale di fine aprile.
Si nota un certo fermento con giri di telefonate e confabulamenti vari, ma Migliorin non torna.
Si prosegue perciò con le varie deliberazioni finché il consigliere Cinalli chiede una sospensione della seduta “per chiarire all’interno nostro un argomento che si deve votare in seguito”. E già questo è strano. Molto strano. Come era parsa un po’ anomala ieri la riunione di maggioranza a mezzanotte in chiusura della prima parte di Consiglio Comunale.
Dopo una decina di minuti abbondanti si finge un rientro in aula. Per la maggioranza prende posto solo Andreoli che invita il segretario comunale a formulare l’appello. Presenti 6 su 16: non c’è numero legale e quindi la seduta è tolta.

Difficile trovare una spiegazione logica a quello a cui abbiamo assistito.
La finta riunione e la fuga di massa penso possano essere ben definiti una pagliacciata.
L’estrema sintesi di ciò che è accaduto è che la maggioranza ha invalidato la seduta uscendo in massa per non discutere una mozione presentata dal capogruppo di maggioranza (non mi sembra che gli altri due punti mancanti potessero scatenare una tale reazione…).
E’ evidente che nonostante le rassicuranti parole del Sindaco riportate al mattino da La Prealpina (mozione “condivisa da tutta la maggioranza, che su questo testo è assai compatta”) la realtà è ben diversa.

Non ci si spiega la volontà di fare una così pessima figura.
Se questa sbandierata sintonia non c’è, bastava “approfittare” dell’assenza di Migliorin (voluta da chi? All’inizio si pensava a un problema familiare, ma con i fatti successivi è evidente che l’assenza non sia una coincidenza): il punto in discussione saltava e se ne riparlava tra un mese, al prossimo consiglio comunale, senza che fosse così chiaro a tutti un dissenso che evidentemente c’è.
Gestita in questo modo sembra invece che qualcuno stia puntando i piedi e lo voglia fare in modo che tutti vedano.

Gli stracci sono volati ancora almeno per mezz’ora dopo la fine della seduta all’interno della stanza dove la maggioranza si era riunita (nascosta?) nuovamente.

Nel frattempo si sentono forti gli scricchiolii di una Giunta formata, ricordiamolo, facendo ricorso a ben due assessori esterni e di una maggioranza che oggi ha chiaramente dimostrato di non essere così compatta come afferma.