[Audio] Consiglio Comunale del 04-07-2017

Riportiamo, come di consueto, l’audio del Consiglio Comunale.

Questi i punti della seduta del 04-07-2017

1. Approvazione dei verbali della seduta consiliare del 05.06.2017
2. Comunicazioni.
3. Comunicazione di prelevamento dal fondo di riserva.
4. Comunicazione dei contenuti della Deliberazione n.89/2017 della Corte dei Conti – Sezione Regionale Controllo per la Lombardia.
5. Designazione dei componenti elettivi dell’assemblea dell’Unione dei Comuni Lombarda di Lonate Pozzolo e di Ferno in rappresentanza del Comune di Lonate Pozzolo.
6. Regolamento di polizia mortuaria, attività funebri e cimiteriali – integrazione art.48 comma 2 lett.E) e correzione errori materiali.

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Resoconto Incontro Pubblico Tornavento 29/06/2017

Riportiamo un breve resoconto della serata di ieri sera, a Tornavento, che era volto a presentare lo “Studio di fattibilità per la realizzazione di una pista ciclopedonale in via Goldoni e di una rotatoria incrocio via del Gregge“.
Il condizionale è d’obbligo, dato che, durante la serata, molto animata, si è parlato di molto, molto altro, e ben poco del progetto in sé.

Ma procediamo con ordine. E’ necessario fare una breve premessa: il progetto di una pista ciclopedonale in quella zona risale a diversi anni fa, nata con l’intenzione di unire idealmente capoluogo e frazioni mediante percorsi ciclabili, appunto, ha avuto negli anni variazioni, stop e ripartenze, e un’improvvisa accelerazione negli ultimi tempi.
Del progetto iniziale è rimasto ben poco: la parte di pista relativa alla via Sant’Anna è stata stralciata, dimezzandone di fatto la lunghezza complessiva, ed è stata inserita una poderosa rotatoria (40mt di diametro) all’incrocio di via del Gregge. L’opera prevederebbe anche la variazione dei parcheggi esistenti in zona Farmacia, sottratti dalla nuova rotatoria, e uno sbocco regolato su via del Gregge (con rimozione di una fetta del parco giochi esistente)

[ci scusiamo per la scarsa qualità, in mancanza di foto ufficiali]
Dopo una una breve introduzione, è stato dato spazio ai cittadini per le domande. E le domande, numerose, sono arrivate; forse un po’ a sorpresa, per l’Assessore Patera, presentatore della serata. Le domande e gli interventi, però, e qui direi senza sorpresa, erano tutte volte a capire il perché di un’opera come questa, in questo momento, mentre è chiaramente emerso che le priorità di Tornavento sono ben altre: la cronica mancanza di parcheggi, la scarsità di controlli da parte della Polizia Locale, la mancata manutenzione della Piazza, l’assenza di telecamere di controllo, solo per dirne alcune. Il dibattito si è poi sviluppato rincorrendo parecchie fantasiose ipotesi, che vedevano la pista ciclabile spostarsi a destra e a sinistra della carreggiata, parcheggi a stallo, poi a lisca di pesce, sensi unici e richieste di spostamento a nord o a sud della rotatoria. Nel complesso parecchia confusione, qualche promessa strappata sui parcheggi e veramente poco su quello che implica un’opera come quella. La serata si è conclusa tra molti “vedremo” e “valuteremo”.

Due parole sui tempi e i costi: ho provato a porre qualche domanda, tra la bagarre generale, sui tempi e i costi di tale opera. L’impegno è stimato “intorno ai 600.000€” (facendo bene i conti, però, dalla delibera di giunta risulta di 637.722,97€ quasi 640.000€, quindi).
Per quanto riguarda i tempi, la data prevista è “intorno a Gennaio, Febbraio 2018” per una durata di 200 giorni, quasi un anno di disagio quindi, per i cittadini e i frequentatori di Tornavento. Altro punto di incognita sono i terreni su cui si va ad incidere, con alcuni impegni di cessione gratuita (in cambio di cosa?) e altre trattative ancora in corso.

Un progetto, quindi, che ha ancora degli aspetti poco chiari e, soprattutto, sembra destinato ad essere rimaneggiato, pesantemente, ancora una volta.

Senza nulla togliere alla necessità di mettere in sicurezza un incrocio pericoloso come quello di via del Gregge, non si comprende l’urgenza di un’opera come questa, slegata da altri collegamenti ciclopedonali, senza un effettivo «piano parcheggi», che verranno sottratti dalla pista, senza una reale strategia urbanistica, e che non risponde nemmeno alle necessità primarie dei cittadini della zona. Attenderemo di vedere le annunciate modifiche, per verificare se risponderanno ai requisiti richiesti.

Incontro con il Prefetto

Questa mattina (29/06/2017) abbiamo avuto, come Consiglieri Comunali, un incontro con il Prefetto di Varese, il Dott. Giorgio Zanzi, per esaminare la disastrosa situazione in cui si trova Lonate Pozzolo, con un sindaco in carcere e un segretario comunale indagato.

Durante l’incontro il signor Prefetto ha ribadito il ruolo e le competenze del Commissario prefettizio che verrebbe nominato in caso di dimissioni del Sindaco o della maggioranza dei consiglieri comunali.
La presenza del Commissario garantirebbe la corretta amministrazione del Comune fino a nuove elezioni, provvedendo a portare avanti gli impegni in essere e i punti strutturali come il bilancio e i lavori pubblici, oltre ai vari impegni di tipo sociale ed assistenziale.
Il commissario infatti assume tutti i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale (nonché di Presidente dell’Unione dei Comuni). L’attività amministrativa proseguirebbe senza particolari scossoni.

Non c’è alcun pericolo, quindi, di veder vanificato il piano di diritto allo studio o altre opere; “pericolo” portato come scusa dalla attuale Giunta solo per giustificare un comportamento che va sempre di più aggravandosi, con il passare dei giorni, nel voler perseverare a tenere in vita una Amministrazione decapitata e delegittimata, e che vede, lo ripetiamo ancora, il Sindaco in carcere, il Segretario Comunale indagato, insieme al Capo della Polizia Locale e ad altri soggetti legati alle passate Amministrazioni.
Non c’è neppure alcun ostacolo “per questioni di organico dell’ufficio” del Prefetto, così come riportato in consiglio comunale dal Presidente del Consiglio Andreoli. In caso di necessità (dimissioni del sindaco o del consiglio) il commissario viene comunque nominato e in tempi brevi.

L’attuale situazione DEVE trovare una soluzione al più presto, attraverso un azzeramento dell’attuale Amministrazione, passando per una necessaria condizione di commissariamento.

E’ ora di fare chiarezza, ristabilire la legalità e tornare a far decidere ai cittadini da chi vogliono essere amministrati.

Il Gruppo Consiliare DU

E’ ora di scegliere

Da quaranta giorni il sindaco è in carcere e la sua maggioranza e la sua giunta fingono indifferenza, come se tutto fosse assolutamente normale.

Noi continuiamo a sottolineare la loro responsabilità politica di questa situzione, di aver condiviso quotidianamente le azioni del sindaco, di essere stati eletti con lui e grazie a lui. Noi ribadiamo che la giunta è scelta dal sindaco e quindi non può essere legittimata a continuare come se nulla fosse, per una presunta tutela del bene comune.

Noi siamo dalla parte della legalità, sempre e comunque. E’ ora di scegliere da che parte stare.

Mozione bocciata

Senza grossi colpi di scena, la mozione che avevamo presentato è stata bocciata. Potete ascoltare l’audio del dibattito qui.

In Consiglio Comunale abbiamo illustrato in questo modo le nostre motivazioni:
“Questo testo è stato protocollato pochi giorni dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere del sindaco e, francamente, pensavo che le dimissioni del primo cittadino sarebbero giunte tempestivamente e che non si sarebbe arrivati a discutere questa mozione.
Invece quello che a nostro giudizio, e a giudizio di moltissimi cittadini di Lonate che sono qui per questo motivo, è un atto doveroso e necessario ancora non è stato presentato. Il sindaco è in carcere da tre settimane, ovviamente sospeso dalla carica dal Prefetto, ma ha scelto di non decadere dalla sua carica. Questo, secondo noi, oltre ad essere al di fuori di ogni logica, è anche e soprattutto una enorme, gigantesca mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza. Le accuse sono così gravi che, pur non essendo ancora confermate da una sentenza di giudizio, non permettono ETICAMENTE il mantenimento, seppur sospeso, di un incarico tanto importante e tanto delicato come quello di Sindaco di un Comune, indipendentemente dall’esito finale della sentenza di giudizio.
I cittadini si sentono presi in giro: a parole si sbandierava una presunta, e lasciatemi dire ipocrita, volontà di ergersi a paladino dei principi di legalità e trasparenza nella tutela del bene comune, mentre dai fatti contestati emerge una ragnatela di interessi familiari che ha colpito e danneggiato tutti i lonatesi solo ed esclusivamente per vantaggio economico e personale.
Non sto dicendo che le accuse siano vere o false: non è questo il luogo. E’ certo che se fosse riconosciuta la colpevolezza, le mancate dimissioni sarebbero un insulto pesante per tutti.
Il fatto che il sindaco non faccia questo inevitabile passo indietro dà una grande responsabilità a tutti noi, che possiamo invece fare qualcosa per sbloccare il paese.
Tutti noi insieme possiamo ottenere lo stesso risultato delle dimissioni del Sindaco presentando contestualmente le nostre dimissioni da consigliere comunale, portando così allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario da parte del Prefetto. Solo così potremo azzerare una situazione marcia e poter finalmente ripartire da zero, concedendo alla cittadinanza una boccata d’aria nuova e pulita.
Tutti noi, e sono certa che lo ribadiranno anche gli altri colleghi dell’opposizione, abbiamo messo a disposizione le nostre dimissioni fin dal primo giorno. Ma le nostre non sono sufficienti. Ne occorrono almeno 9. Quello che chiediamo ai consiglieri Torno, Portogallo, Cinalli, Gioia, Russo, Grandinetti, Marino, Andreoli, Gelosa, Angelino e De Novara è di firmare questo foglio, per dimostrare un forte segnale di discontinuità con il passato.
Possiamo contestare diverse questioni a una maggioranza che resta in carica nonostante tutto quello che sta accadendo. Innanzitutto il fatto di essere letteralmente spariti. I primi giorni tutto il paese si chiedeva cosa stava succedendo e, soprattutto, quale sarebbe stato il futuro del Comune.
Non condivido per niente la vostra scelta di mantenere le cariche e proseguire come se nulla fosse, ma se questa è stata la vostra idea iniziale, che spero cambierete stasera, avreste dovuto prendere in mano subito la situazione. Il vicesindaco avrebbe dovuto dar subito peso al proprio ruolo e dimostrare di poter ricoprire la carica che, forse suo malgrado, oggi si ritrova a coprire, dare spiegazioni a chi le chiedeva, dare un segnale di competenza e di capacità amministrativa.
Probabilmente non siete stati aiutati dal fatto che il Segretario Comunale, che dovrebbe essere il garante della legalità dell’azione amministrativa comunale sia egli stesso indagato nella stessa indagine. E allora forse, il passo indietro sarebbe ancora più opportuno.
Sono anni che parliamo di un conflitto di interessi quantomeno etico nella posizione di Rivolta, prima come assessore all’urbanistica e poi come Sindaco.
Eppure ho letto commenti in cui si parlava di “fulmine a ciel sereno”. E i commenti venivano da chi, nell’ordine, prima, quando si trovava all’opposizione, aveva chiesto le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Rivolta per l’inopportunità di quel ruolo e poi, passata dall’altra parte della barricata, si è trovata come sua sostituta nel ruolo di assessore all’Urbanistica. Lì addirittura si è vista passare sotto il naso la sostituzione di quegli onesti funzionari che non volevano avallare il sistema corruttivo di cui il sindaco è accusato. Eppure, (da oggi consigliere) Marino, le sembrava normale l’avvicendamento dei funzionari esperti che mandano avanti correttamente un ufficio delicato come l’Ufficio Tecnico? Non si è mai chiesta cosa stava succedendo nell’ufficio di sua responsabilità? Non le sembra, dopo questi avvenimenti, che sia il caso di farsi da parte?
Ho sentito anche che una delle possibili motivazioni delle vostre mancate dimissioni è il fatto di non essere colpevoli. Nessuno vi ha mai accusato di nulla, anzi! Sarebbe la scelta più saggia per tutti voi, per dimostrare il vostro totale distacco dal sistema di malaffare che è emerso dalla conferenza stampa della Procura. Non basta dire di camminare a testa alta per mantenere un ruolo che, mi spiace per voi, non siete legittimati politicamente a mantenere.
Il meccanismo elettorale comunale prevede che si eleggano il sindaco e i consiglieri comunali. La Giunta non è ELETTA: gli assessori sono nominati dal sindaco, come persone di sua fiducia, anche tra i non eletti o i non candidati. Ripeto: sono persone di sua fiducia. Non sarebbe per voi meglio prendere le distanze?
Di certo non siete responsabili penalmente delle azioni del sindaco, ma, citando La canzone del Maggio di De André, anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti. Le accuse parlano di abuso d’ufficio, di corruzione. Avete affiancato il sindaco per tre anni nella sua azione amministrativa, avete settimanalmente condiviso delibere di giunta, avete settimanalmente concordato azioni di governo del paese. Dovreste dimettervi proprio per dimostrare la vostra integrità, perché così potreste chiarire che siete stati presi in giro, esattamente come tutte queste persone, che sono qui per vedere se, come si dice, siete tutti uguali, se l’interesse di bottega o, in questo caso, di partito vince. Perché non cercare di mostrare almeno una volta che la politica è una cosa bella, quando davvero fa gli interessi dei cittadini, e che la politica non è cercare di mantenere una posizione acquisita personalmente?
Non a caso l’unico ad aver fatto un passo indietro è il consigliere Migliorin, un giovane che si era appena accostato all’attività politica comunale e che, purtroppo, è rimasto disgustato dall’ambiente in cui si è trovato.
Oggi stiamo scrivendo un capitolo importante nella storia di Lonate: qui si decide cosa può essere la Lonate del futuro: un paese onesto o un paese sospeso.
Non è responsabilità istituzionale andare avanti come se nulla fosse successo. Non è il bene della collettività quello che state dimostrando.
Il bene della collettività in questo momento sono le nostre dimissioni, per dimostrare che c’è qualcosa di più: un interesse collettivo che non può essere tutelato da un’amministrazione monca.
In questi giorni i cittadini si sono mobilitati per darvi un segnale: hanno scelto di partecipare con le loro quasi 300 firme raccolte in poche ore, hanno scelto di essere qui perché non li rappresentate più. Davvero volete essere ricordati per coloro che proseguono ciecamente a difendere l’indifendibile, arroccati sulle vostre posizioni?”

La Prealpina del 7 giugno 2017
La Prealpina del 7 giugno 2017
Il Giorno del 7 giugno 2017
Il Giorno del 7 giugno 2017
La Provincia del 7 giugno 2017
La Provincia del 7 giugno 2017