Esempio virtuoso?

VaresenewsSpostarsi in Lombardia, luci e ombre del trasporto pubblico

Varesenews del 9 febbraio 2010
Varesenews del 9 febbraio 2010

Un suggerimento per i comuni che hanno la sfortuna di avere una stazione fatiscente… il trucco è NON USARLA!
Così si diventa esempi virtuosi.
Lasciatela ferma dieci anni, lavorate per una settimana anche di notte per tirarla a nuovo, fateci fermare pochissimi treni e avrete sempre una stazione come nuova.
Il servizio? Beh, quello è un altro discorso…

5 pensieri riguardo “Esempio virtuoso?”

  1. Ero già partito con il pistolotto, ma…no, troppo facile, sarebbe diventato un fatuo esercizio di stile.

    La cosa più giusta da fare sarebbe quella di contattare il Dott. Massimo Ferrari di Assoutenti e di chiedergli spiegazione sulla stazione di Lonate Pozzolo quale «esempio virtuoso». Che cosa intende?

    Allora, chi lo contatta?

  2. Ho trovato una mail: segreteria@assoutenti.it
    Cosa faccio: scrivo?

    Libertà è partecipazione. E il coraggio di una idea, la ricerca della verità.

    …e la democrazia, oggigiorno, è come il collutorio: buona per riempirsi e sciacquarsi la bocca, ma dura da mandar giù e digerire.

    Vero? Politici, vi prego, parlate! Saziateci di Cosa Pubblica! Ogni giorno. Non quindici giorni ogni cinque anni.

    Parlate, per favore, oppure vi staneremo.

  3. Come previsto, Massimo Ferrari ha risposto.
    Prima, la mia mail a lui:
    «Egr. Dott. Ferrari,
    sono un lettore di VareseNews. Nell’articolo «Spostarsi in Lombardia, luci e ombre del trasporto pubblico» Le è stata attribuita la seguente frase: «ad esempi virtuosi come la stazione di Corsico, di Cesano Boscone e Lonate Pozzolo – ha detto Massimo Ferrari di Assoutenti». L’articolo è stato ripreso dal blog dei democratici uniti di Lonate Pozzolo
    Più d’uno è sobbalzato. Fra quelli, anch’io. Chi conosce la storia infausta di quella stazione, difficilmente può citarla come esempio virtuoso.

    Per quanto strana può sembrare la cosa, ho pensato di cercare il suo email e di contattarLa.
    Mi piacerebbe conoscere meglio il senso della Sua dichiarazione. Se lo facesse direttamente sul blog, sarei ancora più contento.

    Ringrazio per l’attenzione.

    Distinti saluti»

    Ecco la sua replica, giusta in meno di ventiquattro ore. Davvero lodevole:

    «Caro Vielmi,

    riscontro la Sua mail, giratami da Assoutenti.

    Non nego di aver citato, nel corso dell’intervento tenuto martedì mattina alla
    Mobility Conference presso la Camera di Commercio di Milano,
    la stazione di Ferno/Lonate Pozzolo come esempio virtuoso (assieme ad altre
    aperte recentemente in Lombardia, dopo lunghe o lunghissime attese dei
    comuni interessati: e già questa è una buona, seppur tardiva notizia, nel
    deprimente panorama del servizio ferroviario italiano!).

    La dichiarazione, tuttavia, va inserita nel contesto del monitoraggio su treni
    e stazioni lombarde effettuato nell’autunno scorso dalla nostra
    Associazione, di cui stavo dando succintamente conto.

    Il senso di ciò che ho detto (ho parlato a braccio e posso aver dimenticato
    qualche parola) era riferito allo stato di manutenzione delle stazioni
    e suonava più o meno così:

    “In Lombardia, a pochi chilometri di distanza, convivono esempi virtuosi –
    come quelli delle nuove stazioni di Lonate Pozzolo, Trezzano, Cesano Boscone
    etc. da poco inaugurate – accanto a situazioni come quella delle fermate
    completamente abbandonate e vandalizzate di Vergiate e Casorate Sempione
    che penso non sarebbero tollerate in Tunisia…”.

    Confermo quanto sopra.

    Ho personalmente visitato la stazione di Lonate Pozzolo (di cui conosco,
    almeno in parte, le tormentate vicissitudini, inclusa la mancata apertura
    per lunghi anni) nel tardo pomeriggio di venerdì 11/12/2009.

    Ho trovato (con qualche difficoltà, vista l’assenza di indicazioni stradali
    nelle vie circostanti) un vasto edificio ancora pulito e ben mantenuto
    (erano passati pochi giorni dall’ inaugurazione) e con la biglietteria aperta
    (fatto ormai raro, invece, nelle stazioni Trenitalia, dove persino
    Milano Porta Garibaldi chiude la biglietteria nei giorni festivi!). Pochissimi
    i viaggiatori presenti (ma questo dipende dal servizio navetta per
    ora molto limitato). Complessivamente, però, dal punto di vista del potenziale
    utente, si tratta di una stazione dall’aspetto civile e decoroso, caso
    ormai purtroppo raro anche in Lombardia. In questo senso (e solo in questo)
    può annoverarsi tra gli esempi virtuosi.

    Forse l’impressione positiva era condizionata dal contrasto con le situazioni
    allucinanti riscontrate nelle vicine fermate di Vergiate e
    Casorate, visitate un’ora prima ( provi a farci un salto per vedere a che
    punto può degradarsi un servizio pubblico!).

    Tutto qua: naturalmente non ho alcun problema se vorrà riportare queste mie
    precisazioni sul Vostro blog.

    Cordiali saluti:

    Massimo Ferrari»

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