5 pensieri riguardo “Quale futuro per Tornavento?”

  1. Qualcosa non torna…nei numeri e nelle parole.
    I numeri certo hanno la loro importanza, soprattutto se per malintesi (?) si stravolge il senso di alcune affermazioni (Siamo in 12 su una città di 12.000 persone…dove il 12 è riferito ai membri del Comitato e poi si scrive 12 persone presenti all’incontro)
    Nessuno mette in dubbio che la partecipazione è stata poca rispetto all’importanza dell’argomento (giustamente se tutti si battessero come sta facendo il Comitato alla riunioni pubbliche ci dovrebbe essere la fila per entrare);
    Ma anche le parole hanno un senso. Leggendo gli articoli emerge anche questa differenza di vedute rispetto a quanto emerso durante la serata.
    Sta di fatto che personalmente ho ritenuto e ritengo ancora oggi fuori luogo le critiche rivolte al Comitato. Non si può chiedere conto a chi si batte da oltre un anno, mentre non ci si è mai voluti occupare di di questo problema, ignorando i tanti appuntamenti pubblici fatti in questi anni anche prima che esistesse il Comitato WVG.
    Quanto alle eventuali polemiche sorte con le famiglie di vai S. ANNA e Via del Gregge, ho preferito non entrare nel merito visto che qualcuno a favore della terza pista in Via S. Anna c’è e lo ha scritto sulla pagina di fb del comitato e comunque altre persone hanno criticato la scelta di occuparsi solo ed esclusivamente della parte della delocalizzazione.
    Rimane la mia personale convinzione che concentrarsi solo sulla parte relativa alla delocalizzazione significa dare per scontato che l’opera serve, che verrà realizzata quindi perché preoccuparsi di fermarla?
    Io personalmente mi occuperei e mi concentrerei sul fermarla, nel caso questa battaglia fosse persa allora si mi occuperei della questione delocalizzazione.
    Rimane il fatto che se non diventiamo noi cittadini i primi promotori verso i nostri vicini, verso quelli che non sono usciti da casa l’altra sera, verso tutte quelle persone che non sentono come prioritario il problema di salvare questo territorio dalla sciagura terza pista (+capannoni, capannoni, capannoni) non riusciremo a vincere questa battaglia.
    Sicuramente il lavoro da fare è enorme…vedremo quante persone si uniranno al Comitato per portare aventi questa battaglia di civiltà.

  2. Ringrazio il Signor Walter per la precisazione perché di confusione ce n’era tanta. La Prealpina dice “Siamo in 12 su una popolazione complessiva di 12 mila abitanti”, la Provincia di Varese dice “50 persone presenti” e sul sito del comitato invece “Sala, quasi piena” Per fare un po’ di chiarezza in definitiva quanti erano presenti all’incontro?

    1. Le persone presenti erano una settantina…contate circa a metà serata, ma dopo una certa ora sono diminuite (la riunione è terminata verso le 23.30); Abbiamo interpellato LA PREALPINA per chiedere spiegazioni e spiegare a chi ha fatto il titolo che forse lui e chi era presenti in sala forse non si sono capiti o non parlano la stessa lingua (qualcuno suggerisce di leggere la pagina del giornale in oggetto per capire come mai il titolo della serata del Comitato è questo…magari leggendo l’articolo che occupa la parte sopra della pagina…);
      Ci hanno assicurato una rettifica con le scuse già fatte telefonicamente al sottoscritto…certo che un titolo del genere fa male…all’immagine del Comitato…senza ombra di dubbio

      1. Gli errori dei titolisti della Prealpina sono assai frequenti e, prima ancora dei soggetti danneggiati, squalificano l’immagine del giornale. Siamo davvero alle comiche, involontarie.
        Di contro non dimentico che proprio La Prealpina per prima parlò di VivaViaGaggio. E anche lì con un titolo sbagliato: “PD e Lega uniti contro la terza pista” (o qualcosa del genere). In quel caso, l’errore ci giovò, per via del clamore che venne a creare. Riconosco altresì l’impegno di Prealpina nel seguire le iniziative di VivaViaGaggio, pur avendo una linea editoriale che strizza l’occhio, fa da cassa di risonanza, ai poteri forti di Sea, assieme alla malapolitica che la ingrossa e la ingrassa.

  3. Io ero all’incontro pubblico. Non ho contato i presenti, ma penso che cinquanta sia un numero congruo. Cinquanta, sala quasi piena. Sì, ci può stare, perché più di tante sedie non c’erano. I dati sono sempre interpretabili in tremila modi (ah, non c’entra niente ma… il PD nell’interpretare i dati è imbattibile: perdon sempre voti e si dichiarano ogni volta contenti).

    Quando chiedono a me quante persone c’erano, io rispondo: «Poche». Troppo poche.

    L’incontro ha offerto davvero tanti spunti, molti aspetti su cui lavorare.

    La frase che più mi ricorderò, probabilmente per tutta la vita, è stata la seguente: «In Malpensa la politica non c’entra niente». A pronunciarla, un graditissimo lettore e commentatore di questo blog, Gerolamo Bergamaschi. Riporto la frase qua, perché possa avere l’opportunità di spiegarla meglio. Alle mie orecchie, lunedì è risuonata come assurda. E mi ha fatto tornare in mente quei politici – e non solo – siciliani che dicevano e dicono: «Qui la mafia non esiste». Lungi da me paragonare la mafia alla politica, eh? Meglio specificare, per non avvitarci in sciocchi malintesi. Nelle due frasi cambiano i contesti, ma l’ispirazione è sempre quella: negare l’evidenza. Ciao.

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