Approssimazioni successive

L’approvazione del bilancio previsionale 2012 del Comune di Lonate Pozzolo porta con sé sgradite novità.

Innanzitutto l’IMU, che viene mantenuta dal Comune di Lonate con le aliquote e le detrazioni previste dalla legge introduttiva dell’imposta sugli immobili, senza alcuna variazione a favore dei cittadini.
Il Comune infatti ha la possibilità di variare le aliquote anche in diminuzione in un range stabilito per legge, ma questa strada non è stata seguita.

L’altra spiacevole notizia è l’aumento dell’addizionale comunale IRPEF.
Finora l’addizionale stabilita da Lonate Pozzolo era pari allo 0,30% del reddito complessivo, con l’esenzione totale per i redditi inferiori a 15.000,00 Euro. Il gettito portato al Comune da questa imposta nel 2010 e nel 2011 si aggira attorno ai 375mila Euro per anno.
Per l’anno 2012 invece il Comune ha calcolato le entrate dovute a questa imposta per Euro 873.219,00, cioè mezzo milione di Euro in più!
Come si ottiene questo risultato?
Prima di tutto modificando il calcolo dell’imposta introducendo degli scaglioni di reddito (che per legge sono quelli previsti per l’IRPEF), ma soprattutto aumentando considerevolmente le aliquote:
da 0 a 15.000,00 Euro –> 0,20%
da 15.000,01 a 28.000,00 Euro –> 0,60%
da 28.000,01 a 55.000,00 Euro –> 0,70%
da 55.000,01 a 75.000,00 Euro –> 0,75%
oltre 75.000,00 Euro –> 0,80%
Da questo schemino si capisce come l’addizionale, prima allo 0,30%, peserà di più su tutti i cittadini lonatesi.

Lo scorso 22 maggio l’assessore Cinalli spiegava che l’intenzione era di non gravare sulle fasce deboli e la stessa Prealpina titolava “L’Irpef sale, ma solo per le fasce alte”.
L’aliquota come minimo raddoppia per i redditi sopra i 15.000,00 Euro, che non credo siano considerati fascia di reddito alta!

Ma non basta!
Immaginate la nostra sorpresa quando in Commissione Bilancio abbiamo scoperto che il gettito stimato era calcolato applicando le aliquote non a scaglioni, come è logico, ma applicando l’aliquota all’intero reddito in base allo scaglione in cui si ricade.
Per esemplificare, un reddito di 50.000,00 Euro avrebbe scontato, secondo il Comune, un’imposta pari a 350,00 Euro (lo 0,70% di 50.000,00 Euro) e non pari a 262,00 Euro (con l’imposta applicata a scaglioni).
Ecco cos’ha studiato in extremis la Giunta per ovviare all’evidente errore: una rimodulazione dell’aliquota che mantenga il gettito invariato.
Considerato che la legge non permette aliquote superiori allo 0,80%, che si può fare?
Ma certo! Aumentiamo la tassazione ai redditi inferiori!
E così i nuovi scaglioni sono:
da 0 a 15.000,00 Euro –> 0,50%
da 15.000,01 a 28.000,00 Euro –> 0,60%
da 28.000,01 a 55.000,00 Euro –> 0,70%
da 55.000,01 a 75.000,00 Euro –> 0,75%
oltre 75.000,00 Euro –> 0,80%
Viene fortunatamente prevista l’esenzione totale per i redditi inferiori a 10.000,00 Euro, ma è evidente il notevole aumento del peso fiscale sui cittadini.

In ogni caso direi che l’obiettivo di non gravare sulle fasce più deboli è miseramente fallito.

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