1 commento su “Appuntamento alla Maggia”

  1. Vedere il proprio nome da vivi sulla Prealpina non è cosa da tutti i giorni.
    Mia moglie, alla lettura del mio nome sul giornale, pur avendomi al suo fianco, si è preoccupata e mi ha chiesto che cosa mi fosse successo. Le mie rassicurazioni non sono servite e, nel dubbio, mi ha costretto a prendere una tachipirina. Non si sa mai.

    Mi dispiace dover smentire quanto scritto sulla Prealpina, ma Roberto Vielmi (mi tocca parlare in terza persona, nello stile di Francesco Totti, Silvio Berlusconi e Giulio Cesare) mai su questo blog ha voluto «un saluto ufficiale con i giornalisti e le autorità civili». Il nome, per di più, compare in grassetto. In effetti in questi anni un po’ grassetto Roberto Vielmi è diventato, ma questa è un’altra storia.

    Roberto Vielmi (ahi, che roba brutta parlare in terza persona) non comunica e non si manifesta su questo blog. Anche se così fosse, pur con tutta la stima che Roberto Vielmi può nutrire in se stesso, vedere il suo desiderio diffuso a mezzo stampa mi pare eccessivo. Ci si mette nei panni di chi legge.
    Roberto Vielmi non ricopre nessuna carica né elettiva, né associativa; non è nemmeno caposcala del condominio in cui risiede. Roberto Vielmi, ecco, messo lì così, in grassetto, ha il timore di diventare una macchietta a uso e consumo della stampa locale. Magari il timore è esagerato, ma da lui è percepito come reale. Qualora Roberto Vielmi volesse chiedere spazio sui giornali, lo farebbe con dei comunicati a suo nome e forse per delle cause diverse. Per esempio:

    – la disponibilità dei tuberi di zenzero presso il supermercato Tigros di Via Sofficino
    – l’acquisto di Messi da parte del Torino Calcio
    – la soppressione della marca da bollo sul passaporto.

    Insomma, per carità, non è morto nessuno (altrimenti l’articolo sarebbe stato in prima pagina), eppure tanto vi/mi dovevo. E qui sono riappropriato in extremis della prima persona.

    Un sorriso di pace.

    Cordiali saluti e complimenti per il blog.

    P.S. per quanto riguarda per «nuove idee» che «impazzano» sul blog dei D.U., si è attinto un filino dal catino della figura retorica dell’iperbole. Solo un filino, eh? 😀

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