The winner is… Stefanina Mirata

Il mio vicino di posto ha preso appunti con una penna...schierata!

«A mani del Sindaco»: quando ho letto il volantino per la prima volta, sono sobbalzato. Il premio Rosa D’Oro consegnato a-mani-del? Io avrei scritto per-mano-del. Evidentemente, però, a-mani-del si può dire eccome. Insomma, meglio a-mani-del o per-mano-del? A tagliar la testa al toro – povero toro, forza Toro – ci ha pensato proprio il Sindaco: non c’era. A fare gli onore di casa, la simpatica Assessora alle Pari Opportunità, Ausilia Angelino, che però non ha concesso al Sindaco nemmeno il classico saluto in differita, una cosa del tipo: «Purtroppo per un imprevisto il Sindaco non può essere presente, ma mi ha pregato di salutare tutti i presenti e di congratularsi con la vincitrice». Niente di tutto ciò. E va be’, speriamo soltanto che l’assenza non sia legata a qualcosa di spiacevole.
A mani dell’Assessora Ausilia Angelino, allora, è stato conferito il primo Premio Rosa D’Oro a Stefania Mirata, per tutti noi la Stefanina. Splendida ottantenne, la Stefanina ha pronunciato a braccio il suo discorso di accettazione, rinunciando addirittura al microfono. Nemmeno la dichiarata commozione o il visibile infortunio al polso hanno potuto incrinare l’energia e la padronanza della scena della premiata. L’Assessora Angelino ha preferito affidarsi al discorso scritto, così la spontaneità delle parole è andata a farsi benedire, provocando un calo di attenzione ed emozione da parte del pubblico. Meglio due-parole-due, ma legate alla sensazione del momento. Gli applausi, comunque, sono stati educatamente dispensati per tutti. Ah, a proposito: sala piena, successone dell’Unitre, l’Università delle Tre Età.

La sala gremita e, sullo sfondo, Stefania Mirata che si risiede dopo la consegna del Premio

Era stata proprio l’apprezzata associazione lonatese a organizzare il convegno che è seguito alla premiazione. All’ordine del giorno: Insonnia, Ansia, Stress. Roba da star male solo a leggere il titolo. Il dott. Alessio Perretti, neurologo, ha invece messo a proprio agio la platea col suo stile molto familiare e gioviale. A conferma del buon clima instauratosi fra il relatore e il pubblico sono state le molte domande giunte. Solitamente rompere il ghiaccio è difficile, invece in questa occasione sarebbe servito un vigile per dirigere il traffico degli interventi.
Tra le tante chicche della serata, tre informazioni: 1) per l’ansia c’è sempre una motivazione ed è facile da trovare e curare; 2) la depressione è causata da un calo di seratonina; 3) ha fatto più morti la Novalgina che i farmaci ipnoinduttori.
Undici meno venti, tutti a casa. Verso la porta dell’uscita dal Monastero, una coda da casello tangenziale ovest nell’ora di punta. A incassare non-pedaggi-ma-complimenti, la protagonista della giorno, ancora lei: Stefanina Mirata, raggiante anzi lucente. Come una Rosa D’Oro.

Il volantino della serata