Piste ciclopedonali e dintorni

C’è stato grande dibattito in Consiglio Comunale sulle piste ciclopedonali passate, presenti e future di Lonate Pozzolo.

L’assessore Portogallo sogna di realizzarne di magnificenti (dato il costo che hanno…) ma forse un momento di riflessione bisogna farlo.

Nessuno di noi è contrario alle piste ciclabili, anzi! Sarebbe bello che tutti girassimo più spesso in bicicletta per il paese e che fosse possibile raggiungere agevolmente ogni meta con la bici o a piedi. A tal proposito sarebbe anche auspicabile che “sparissero” meno biciclette, ma questo è tutto un altro discorso.

Quello che abbiamo sottolineato è la modalità con cui verranno realizzate, se si dovesse seguire lo stesso criterio delle precedenti.

La Via Giovanni XXIII è diventata una strada stretta, avendo realizzato i marciapiedi da ambo le parti e i parcheggi su di un lato. Tutti noi però sappiamo come negli orari di punta dell’asilo e dell’oratorio la strada sia transitabile con enorme difficoltà. Per non parlare dei problemi di visibilità che causano le auto parcheggiate quando per esempio ci si immette sulla via provenendo da Via Antonio da Lonate.

L’altra criticità, purtroppo, è l’uso (o meglio il non uso) che viene fatto delle piste. Forse perché ricordano più marciapiedi che piste ciclabili, forse per la selva di segnali di dare la precedenza che frammentano il percorso della ciclabile, forse per abitudine, ma i ciclisti le frequentano ben poco.

Io stessa ero un po’ scettica su questa affermazione ascoltata in consiglio comunale, ma oggi ne ho avuto la controprova: transitando dall’incrocio tra Via Giovanni XXIII e Via Antonio da Lonate fino all’incrocio con Via Silvio Pellico oggi pomeriggio alle 14.35 ho incontrato cinque ciclisti. Tutti e cinque che viaggiavano sulla parte di strada riservata alle auto. E non solo, due viaggiavano anche fianco a fianco, occupando praticamente tutta la carreggiata.

La soluzione non è semplice. Servirebbe un cambio di mentalità (e prima che a qualcuno venga il dubbio: sì, io ero in auto), un’idea diversa di come fruire il paese, ma forse bisognerebbe pensare a come realizzare una pista che sia veramente utilizzabile: che non ricordi troppo un marciapiedi, che non costringa a dare la precedenza alle auto che escono dai cancelli privati (!!!), che non sia un continuo saliscendi.

Insomma, semplicemente un tratto di strada riservato alle biciclette, senza fronzoli e complicazioni.