Sfiducia

“La decisione di far saltare il Consiglio è stato un calcolo strategico”.

Le parole del Sindaco suscitano una doverosa riflessione: un Sindaco che, invece di tutelare la popolazione tutta, pensa a giochetti di strategia che fanno saltare un Consiglio Comunale è ancora legittimato a esercitare la sua carica?

Il mancato rientro in aula del Sindaco, invece che della sola maggioranza, è un chiaro segnale di quanto la volontà di essere “sindaco di tutti” siano le solite parole di facciata ma prive di fondamento.

Per questi motivi stiamo valutando la presentazione di una mozione di sfiducia per il Sindaco.

La Prealpina del 1° aprile 2016
La Prealpina del 1° aprile 2016

[audio] Consiglio Comunale 30-03-2016 [sospeso]

Pubblichiamo l’audio integrale della seduta del Consiglio Comunale del 30/03/2016

nota: Questa seduta ha visto, fatto più unico che raro, l’interruzione dei lavori per abbandono dell’aula da parte della Maggioranza. Riportiamo qui l’audio, ma ovviamente torneremo a descrivere quello che è successo durante la seduta.

0:00:00 Appello

0:01:42 13) Approvazione regolamento Affidi-abrogazione reg. precedente
0:06:32 14) Approvazione schema di convenzione associata Lonate P/Vizzola
0:10:10 15) Approvazione regolamento di ristorazione scolastica
0:43:45 16) Approvazione regolamento del periodico comunale

1:18:40 Richiesta di sospensione del Consiglio Comunale
1:37:40 Interruzione del Consiglio Comunale per mancanza di numero legale

I punti mancanti alla discussione sono i seguenti:

17) Surroga componente effettivo Commissione Elettorale
18) Mozione “Consigliere Rosa” oggetto: “Baratto Amministrativo”
19) Mozione “Consigliere Migliorin” oggetto: “Contro l’ideologia e la propaganda gender”

Mozione assurda

Approda anche a Lonate Pozzolo, con notevole ritardo rispetto alla discussione già avvenuta in parecchi comuni e in Regione Lombardia, la mozione sulla fantomatica teoria o ideologia del gender.

Una teoria definita correttamente “truffa culturale” dal Ministro della Pubblica Istruzione Giannini. Una teoria che esiste solo nella mente di chi vi si oppone, creata ad arte per suscitare paura e confusione.

La mozione presentata a Lonate Pozzolo da Armando Mantovani, per il tramite del forse inconsapevole Consigliere Migliorin non è altro che il solito tributo che la Giunta lonatese deve pagare alla Lega. Il capogruppo di maggioranza appone la sua firma su testi preparati da altri, non certo a livello comunale, e si fa paladino delle battaglie di altri.

Invece di pensare ai reali problemi delle persone (lavoro, casa, necessità sociali, …), invece di occuparsi di ciò che è di effettiva competenza comunale, si dà retta ai falsi problemi di chi ha deciso di agitare e preoccupare l’opinione pubblica creando problemi inesistenti per poi ergersi a salvatore della patria.

I toni poi sono estremamente preoccupanti. Si parla di censura, di eliminare libri dalla biblioteca (ricorda qualcosa un rogo di libri?), di fare piazza pulita dei libri che trattino argomenti diversi da quelli che garantiscono un’educazione “naturale e tradizionale” (e questo cosa vorrebbe dire?).
Si parte da premesse false e mal circostanziate, non verificabili, inventandosi una teoria pseudoscientifica per poi darle contro.
Sono proprio gli ambienti scientifici (ambiti accademici, Ordini degli Psicologi e così via) che affermano che niente di tutto ciò esiste e che si è montata una campagna mediatica con scopi evidentemente diversi dalla presunta protezione dei bambini e dei ragazzi.
Non a caso questi argomenti sono stati portati all’attenzione mediatica, in maniera artificiosa, quando si discuteva di diritti civili e della possibilità di unioni civili anche per persone dello stesso genere. E la stessa cosa, non a caso, è successa in altri Paesi, come la Francia.

Ma com’è nata la fuffa della teoria gender?
Innanzitutto gender semplicemente significa genere. E’ il solito termine usato all’inglese perché fa scena e perché richiama termini che possono inquietare qualcuno.
Gli “studi di genere” sono studi delle scienze umane e sociali che interpretano le differenze tra i generi all’interno dell’organizzazione sociali. Non si sta certo parlando di materie scolastiche destinate alle scuole primarie, ma di argomenti trattati a livello accademico.

Per i motivi opportunistici visti prima, si è pensato di diffondere l’idea che nelle scuole si volesse insegnare a scegliersi il proprio genere di appartenenza (come se peraltro fosse possibile…), male interpretando, volutamente, l’articolo della Legge 107 del 2015 (cosiddetta della “Buona scuola”) che si propone di combattere le discriminazioni:
16. Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119.
Le tematiche richiamate da questo articolo sono semplicemente quelle di prevenzione della violenza di genere e di ogni discriminazione.

Non trovo nulla di quanto indicato nella premessa della mozione presentata. “…pretesa di rieducazione dei bambini…”, “…riformatori sociali…”? Ma stiamo scherzando???
Peraltro quasi un intero anno scolastico è passato e non mi sembra che sia successo nelle scuole nulla di quanto paventato.
Si tratta solo di creare allarmismo e paura per condizionare l’opinione pubblica e ottenere consenso.

Non so se varrà la pena stare in Consiglio Comunale a discutere del nulla con persone che in nome delle proprie ignoranti e oscurantiste convinzioni fanno discriminazione contro l’intelligenza degli altri.

Se la mozione sarà approvata e verrà pertanto attuata una forma di censura arbitraria, si valuterà se questo vergognoso testo oltre che assurdo sia anche legalmente inammissibile, con le dovute conseguenze.

Nadia Rosa

La Prealpina del 27 marzo 2016
La Prealpina del 27 marzo 2016

Baratto amministrativo

La Legge Sblocca Italia del 2014 ha introdotto il cosiddetto “baratto amministrativo” in base al quale il cittadino, in cambio di lavori utili come la manutenzione del verde o la pulizia di una scuola, ottiene sconti sulle tasse comunali o l’azzeramento dei debiti accumulati per “morosità incolpevole”.
Già diversi comuni hanno regolamentato questo strumento, da comuni più piccoli come Invorio (NO) a grandi città come Milano.
La mozione sotto riportata ha l’obiettivo di chiedere all’amministrazione di Lonate Pozzolo di regolamentare e utilizzare questa misura che sostiene chi si trova in difficoltà nel pagamento delle tasse comunali permettendogli di contribuire concretamente al bene pubblico.

Oggetto: mozione “baratto amministrativo” (art.24 L.164/2014)

Il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo
Premesso:

  • che il Comune di Lonate Pozzolo, come le altre amministrazioni locali, ha difficoltà nella riscossione dei tributi, in particolare in questo periodo di persistente crisi economica;
  • che l’art. 24 della legge n.164 del 2014 (cd Sblocca Italia) così titolato “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”, recita: “I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”;
  • che già diversi Comuni hanno introdotto regolamentazioni per l’utilizzo dello strumento del baratto amministrativo e che molti altri Comuni stanno valutando l’introduzione di tale possibilità;
  • che il primo comune ad aver già deliberato in tal senso è il Comune di Invorio (Novara), che, con delibera del 2 luglio 2015, nell’applicazione del suddetto art.24 L.164/2014, ha introdotto la possibilità per i cittadini di offrire una propria prestazione di pubblica utilità “in corresponsione del mancato pagamento dei tributi comunali già scaduti ovvero di contributi per inquilini morosi non colpevoli, integrando il servizio già svolto direttamente dai dipendenti e collaboratori comunali”.

Considerato:

  • che il baratto amministrativo richiede che venga individuata, all’interno del bilancio del comune, una somma da destinare a tale scopo;
  • che ciascun comune può predisporre un regolamento funzionale alle proprie esigenze e ai bisogni dei cittadini (in particolare può indicare come criteri di accesso l’indicatore ISEE e attribuire un punteggio maggiore alle persone disoccupate o in cassa integrazione);
  • che compito di una Amministrazione è quello di tutelare il diritto di ciascun nucleo a preservare le risorse economiche per i bisogni primari garantendo al contempo il rispetto delle regole nel pagamento dei tributi;
  • che il baratto amministrativo è una modalità che concilia l’obbligo del pagamento di tributi con le disponibilità economiche del nucleo familiare e si delinea come un ulteriore strumento di politica sociale a favore dei nuclei disagiati;

impegna l’amministrazione comunale di Lonate Pozzolo
a introdurre e regolamentare il cosiddetto baratto amministrativo, in applicazione dell’art. 24 della legge 164 del 2014.

Gioco d’azzardo, casa dell’acqua e masterplan Malpensa

Questi gli argomenti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di giovedì 30 maggio 2013.

Verranno infatti discusse due interrogazioni e due mozioni presentate dal nostro gruppo.

La prima interrogazione riguarda lo stato di attuazione di una mozione sulle “case dell’acqua”, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, ma rimasta lettera morta.

Il gioco d’azzardo patologico è oggetto di un’interrogazione, per capire se e quanto l’amministrazione comunale tiene monitorato il fenomeno, e di una mozione per l’adesione al “Manifesto dei Sindaci” portato avanti dalla Scuola delle Buone Pratiche.

Infine presentiamo una mozione perché si richieda a Regione Lombardia di rivedere il parere favorevole formulato al Ministero dell’Ambiente riguardo al Master Plan di Malpensa.