Allora era vero…

La Prealpina del 3 novembre 2009

Se non c’era niente di vero, com’è che lo studio viene presentato PROPRIO ai cittadini di Lonate?

Cito il virgolettato riportato qui: “…già nel primo mandato abbiamo escluso categoricamente ipotesi di tombamento di amianto nel nostro territorio comunale…”

Deduco che la presentazione dello studio viene fatta nella nostra Sala Civica per l’ambientazione suggestiva e non per altri motivi?

I testi di interrogazioni e mozioni presentate dai Democratici Uniti

1. Interventi per la prevenzione di atti vandalici
2. Interrogazione sullo stato di manutenzione delle strade comunali
3. Interrogazione su impianto di trattamento dell’amianto
4. Mozione su impianto di trattamento dell’amianto
5. Interrogazione sullo stato di avanzamento del Piano di Governo del Territorio
6. Interrogazione su mancata deliberazione Piano Casa Lombardia
7. Interrogazione sugli eventuali sviluppi dell’Accordo di Programma “Treperquattro”
8. Mozione per realizzazione “Casa dell’acqua”
9. Mozione Mobilità Sociale: “L’Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!”
10. Interrogazione aggiornamento portale Internet del Comune
11. Interrogazione trascrizione dibattiti di Consiglio Comunale mancanti
12. Interrogazione per richiesta cablatura Sala Civica

Amianto e dintorni

Per affrontare meglio il discorso sull’amianto sullevato dal post precedente, mi permetto di allegare qualche indicazione di siti dove si possono trovare informazioni e approfondimenti sul tema.
Una premessa: non ho la presunzione di riportare una bibliografia completa e dettagliata, voglio solo dare qualche spunto di approfondimento (lo ripeto: penso possano essere utili per affrontare al meglio la discussione, sempre che ce ne sia data la possibilità). Ovviamente commenti, critiche e integrazioni sono i benvenuti.

  • Un buon punto di partenza penso possa essere wikipedia, in italiano oppure, e meglio, in inglese (dove si trova anche una piccola parte dedicata allo smaltimento e all’eventuale riciclaggio).
  • Il sito web del dipartimento salute e sicurezza (health and safety) dell’European Trade Union Institute (ETUI) dedica una pagina all’amianto (asbestos in inglese).
  • Sul sito di Alessandro Ronchi si trova una collezione di FAQ su Amianto ed Eternit che è relativamente semplice ed efficace.
  • Presumo che la fantomatica “ditta di Ferno” sia la Zetadi Srl (sito) che si occupa, tra l’altro, di ritiro e stoccaggio di materiali per l’edilizia che contengono amianto (nel sito si dichiara che “Lo stoccaggio avviene nell’apposito impianto situato presso la nostra sede di Ferno, in provincia di Varese: un moderno centro di stoccaggio in cui rigorosi processi e attrezzature all’avanguardia ci consentono di lavorare nel pieno rispetto delle normative e delle leggi vigenti in materia, garantendo così la massima tutela dell’ambiente circostante.” Mi chiedo: se il sito di stoccaggio dell’amianto si trova a Ferno perché il comune di Ferno non è coinvolto nella discussione?). Sul sito web della Zetadi srl si possono trovare alcune presentazioni relative al progetto di inertizzazione amianto KRY AS (quello che presumo possa essere l’impianto di cui si parla nell’articolo della Prealpina):
    • presentazione del prof. Alessandro Gualtieri (Professore Ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia) che introduce il “problema amianto”;
    • presentazione del progetto KRY US;
    • articolo di presentazione del progetto KRY US.
  • Altre presentazioni si possono recuperare da altri siti web:
    • presentazione del prof. Gualtieri alla European Conference on Asbestos Risk and Management – Roma 4-6 dicembre 2006;
    • presentazione tratta dal sito della GE.PR.IN. srl (un’altra società che sembra coinvolta nel progetto);
    • presentazione del prof. Gualtieri ad un convegno tenuto ad Arborea il 23 febbraio 2006 e promosso dalla CGIL di Oristano e dalla FILLEA (Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, dell’Edilizia, delle industrie Affini ed estrattive). Questa presentazione è particolarmente interessante perché è l’unica in cui si spiega (a pagina 18) come mai ci siano pochi impianti di questo tipo . Riporto il testo:
      • diffidenza della popolazione nei confronti di questi processi di trattamento dell’amianto ed in generale del trattamento dei rifiuti;
      • opposizione (giustificata…) generalizzata da parte dell’opinione pubblica e delle associazioni ambientaliste verso tutto ciò che ha a che fare con l’amianto e con i trattamenti dei rifiuti (inceneritori, termovalorizzatori, …);
      • scarsa informazione su questo tipo di impianti/processi;
      • incertezze sulle condizioni di sicurezza e di impatto ambientale dei processi e degli impianti relativi;
      • pressioni politiche ed economiche a mantenere lo status quo e la gestione attuale del sistema delle discariche.

Allarme amianto

La Prealpina di venerdì 16 ottobre 2009 - pagina 12
La Prealpina di venerdì 16 ottobre 2009 - pagina 12

Alcuni punti a caldo:

  • se la proposta è già sui tavoli della Regione Lombardia come mai per il comune si tratta solo di “un’ipotesi di lavoro allo stato embrionale”?
  • se anche fosse “solo” un’ipotesi allo stato embrionale, con chi è stata discussa? chi ha partecipato agli incontri? quale proposta è emersa? con quale impatto sul territorio e sulla sicurezza?
  • in quale piano di sviluppo del comune si inquadra questa proposta? qual è la strategia che guida le scelte di governo del territorio di Lonate?

Insomma, ancora una volta la trasparenza è solo un bel termine da usare nei discorsi e nei proclami per soddisfare l’ansia retorica dei nostri amministratori: la si predica, ma ci si dimentica troppo spesso di praticarla!

Piano casa Lombardia

E’ arrivato il 15 ottobre e con questa data scade il termine che avevano i Comuni per poter deliberare sul Piano casa della Regione Lombardia.

Come previsto dalla Legge Regionale 13/2009, è scaduto infatti il 15 ottobre il termine ultimo entro il quale le amministrazioni lombarde potevano decidere per una riduzione dello sconto del 30% sugli oneri di urbanizzazione. Sempre entro la stessa data i comuni potevano, motivando la propria scelta, individuare parti del proprio territorio nelle quali il Piano Casa non trova applicazione in quanto area di interesse storico, paesaggistico-ambientale ed urbanistica.

I Sindaci sono stati sollecitati sia da Legambiente che dal Fai, per attivarsi per la tutela del proprio territorio.

Ci chiediamo il motivo per cui questa scadenza sia passata così sotto silenzio. Sarebbe grave se fosse sfuggita, ma non è accettabile neanche se questa possibilità sia stata volutamente ignorata.

Come ogni volta in cui si sta trattando del territorio, il silenzio è assordante. Non si hanno notizie dello stato di avanzamento del PGT, non si sono avute notizie da parte della maggioranza sulla volontà o meno di prendere provvedimenti riguardanti il Piano Casa, …

… e, da quello che si sente dire in giro, forse questa maggioranza ci sta nascondendo un’altra questione molto importante.