Vogliamo risposte

Il nostro gruppo ha presentato in data odierna un’interpellanza per avere risposte concrete e ufficiali in merito a quanto avvenuto nell’ultima seduta di Consiglio Comunale del 30 marzo 2016.

Ai sensi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, “attraverso l’interpellanza si chiede al sindaco di conoscere relativamente ad un fatto:
a) i motivi della condotta assunta dagli organismi politici quali sindaco, assessori, consiglieri comunali ed in genere i rappresentanti dell’amministrazione designati nei vari organismi pubblici e privati;
b) i motivi della condotta del segretario comunale, del direttore generale, dei dirigenti o dei responsabili dei servizi.”

Di seguito il testo:

Oggetto: interpellanza su Consiglio Comunale – seduta del 30 marzo 2016

In relazione ai fatti accaduti durante la seduta del Consiglio Comunale del 30 marzo 2016, conclusasi con l’invalidità della stessa per abbandono dell’aula di Sindaco e gruppo di maggioranza, si formula al Sindaco la seguente interpellanza ai sensi dell’art. 8 del “Regolamento per l’esercizio dei diritti dei Consiglieri Comunali, per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari permanenti”.

Si chiede pertanto conto della condotta assunta dai consiglieri comunali di maggioranza che, in seguito alla già anomala richiesta del Consigliere Cinalli di sospensione della seduta per una riunione del gruppo consiliare di cui fa parte, hanno abbandonato l’aula interrompendo di fatto lo svolgimento della seduta del Consiglio Comunale.

Si chiede inoltre la motivazione del comportamento dello stesso Sindaco che, a fronte di un “calcolo strategico”, come da lui stesso dichiarato successivamente alla stampa, ha ritenuto di non rientrare in aula.
Si ritiene infatti che il ruolo del Sindaco sia al di sopra delle parti, e che quindi non possa adeguare i comportamenti a quelli della maggioranza, ma debba mantenere invece sempre il dovuto rispetto verso la carica istituzionale che ricopre.

Si chiede infine la motivazione e la regolarità del comportamento del Segretario Comunale, che ha ritenuto di ripetere l’appello nominale dopo una così breve sospensione (10/15 minuti), nonostante nessuno avesse chiesto la verifica del numero legale.
Ai sensi dell’art. 19, comma 4, dello stesso Regolamento prima citato infatti: “Nel corso della trattazione degli oggetti posti all’ordine del giorno, la verifica del numero legale per la validità della seduta non può essere effettuata se non in caso di votazione.”

Contraddizioni

E anche Volontè, per non essere da meno, smentisce il sindaco.

Su La Prealpina del 30 marzo Rivolta incautamente dichiarava che il testo della mozione era stato “più volte discusso e limato, condiviso da tutta la maggioranza”.

Nell’articolo sotto riportato, invece, il segretario UDC afferma che il problema sta proprio nel fatto che il testo è stato presentato l’ultimo giorno possibile per discuterlo in consiglio, senza metterlo prima in discussione.

Le contraddizioni si accumulano in maniera imbarazzante.

La Prealpina del 3 aprile 2016
La Prealpina del 3 aprile 2016

Sfiducia

“La decisione di far saltare il Consiglio è stato un calcolo strategico”.

Le parole del Sindaco suscitano una doverosa riflessione: un Sindaco che, invece di tutelare la popolazione tutta, pensa a giochetti di strategia che fanno saltare un Consiglio Comunale è ancora legittimato a esercitare la sua carica?

Il mancato rientro in aula del Sindaco, invece che della sola maggioranza, è un chiaro segnale di quanto la volontà di essere “sindaco di tutti” siano le solite parole di facciata ma prive di fondamento.

Per questi motivi stiamo valutando la presentazione di una mozione di sfiducia per il Sindaco.

La Prealpina del 1° aprile 2016
La Prealpina del 1° aprile 2016