Famiglia a rischio sfratto

La Prealpina del 6 febbraio 2014
La Prealpina del 6 febbraio 2014
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6 thoughts on “Famiglia a rischio sfratto”

  1. Più volte ho manifestato il mio malumore per la linea editoriale della pagina lonatese della Prealpina. Una linea editoriale fatta soprattutto di “beghe di palazzo”, lamiere accartocciate e pochissimo altro.
    Se si dà risalto alle storie difficili dei cittadini, sono più contento. In questo caso, una cosa è certa: materiale non mancherà. Si potrebbero scrivere tre storie di questo tipo al giorno, una più drammatica dell’altra.

  2. Conosco 2 persone che si sono rivolte alla caritas per avere un aiuto, la risposta è stata (tornate tra qualche mese). Se l’assessore al sociale anzichè distribuire medaglie, targhe e pergamene e partecipare a feste di compleanni per una foto sulla pre-alpina, pensasse a queste persone (sfrattati-disperati -disoccupati) forse sarebbe meglio.

  3. Unico commento che mi permetto di fare. Se l’assessore a fronte di una famiglia che ha la cittadinanza italiana (per cui sono cittadini italiani al 100%) prospetta un ritorno in Marocco proprio non ci siamo. Cambi mestiere.

  4. Nel periodo pre-elettorale le acque si agitano e gli animi si scaldano. In più, la forma scritta rende tutto più aggressivo di quanto

  5. Nel periodo pre-elettorale le acque si agitano e gli animi si scaldano. In più, la forma scritta rende tutto più aggressivo di quanto non sia. Con il massimo della pacatezza e nel pieno rispetto delle opinioni altrui, chiedo:

    1) cosa c’entra la Caritas con “l’assessore al sociale”?
    2) perché “distribuire medaglie, targhe e pergamene e partecipare a feste di compleanni per una foto sulla pre-alpina” non consente di pensare “a queste persone (sfrattati-disperati -disoccupati)”. Tecnicamente è possibile fare entrambe le cose. E a Lonate si fanno entrambe le cose. Il fatto è che “queste persone (sfrattati-disperati -disoccupati)” sono sempre di più (alcune arrivate qui non da molto) e le risorse pubbliche non sono infinite.
    3) non vi pare che approfittare di questo caso umano singolo per attaccare l’assessore di turno sia quantomeno infelice? C’è un tempo per ogni cosa.

    Rifletterei piuttosto sul commento di Paolo.

    E resto dell’avviso che per una storia isolata come questa, simile a molte altre, un articolo di giornale non sia la collocazione giusta. Capisco poi che in certe circostanze le si provi tutte. E magari spunta il ricco possidente che mette a disposizione un alloggio. Chissà. Lo auguro alla famiglia. La speranza è l’ultima a morire (ma spesso è cagionevole di salute).

    Ciao ai lonatesi.

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