Incognita biogas

L’impianto che SEA vuole realizzare a Sant’Antonino
SEA Energia SpA (società interamente partecipata da SEA) vuole realizzare un impianto di cogenerazione energia mediante trattamento della Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani all’interno dell’area occupata dal depuratore a Sant’Antonino.

Si tratta di un impianto che produce energia attraverso un procedimento di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti (umido) provenienti dall’aeroporto e probabilmente dai Comuni limitrofi.

L’impianto non è soggetto a VIA (valutazione d’impatto ambientale) per le caratteristiche quantitative dichiarate dell’impianto, pertanto il progetto presentato è già un progetto esecutivo e richiede per l’avvio semplicemente una conferenza di servizi semplificata, con la partecipazione obbligatoria del solo Comune su cui sorgerà l’impianto e non di altri Enti e con la necessità del solo assenso Provinciale.

Cosa ci ha riferito il Comune
Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 12 dicembre, ci è stato riferito che la comunicazione di avvio del procedimento ricevuta da SEA Energia era incompleta e che pertanto il procedimento era sospeso. Secondo il Sistema Informativo Regionale però il procedimento ha avuto avvio in data 30 ottobre 2013 e tutti i documenti sono allegati e consultabili.

Venerdì 17 gennaio 2014 i capigruppo sono stati convocati per una Giunta Comunale allargata ai capigruppo (di maggioranza e minoranza) per discutere di questo impianto, in occasione dell’imminente assemblea dei soci del Consorzio per la Tutela Ambientale Arno, Rile e Tenore convocata per mercoledì 22 gennaio 2014.

L’assemblea infatti aveva come ordine del giorno la presentazione del progetto dell’impianto, necessaria a SEA Energia SpA per chiedere l’assenso preliminare del proprietario delle aree (il Consorzio, appunto).

Probabilmente era opportuno muoversi con più anticipo, sia nell’analisi dell’impianto, per poterlo meglio contrastare, sia nel contattare gli altri Comuni del consorzio per ottenerne l’appoggio.

Cosa ne pensiamo
Siamo contrari alla realizzazione di questo impianto per tutta una serie di motivazioni.

Un impianto di questo tipo era già previsto all’interno del sedime aeroportuale. Evidentemente SEA ha ritenuto, per motivi che non ci sono noti, di avere convenienza a costruire l’impianto all’interno dell’area del depuratore, probabilmente avendo già l’assenso preventivo di qualcuno, altrimenti non si spiegherebbe come abbia potuto predisporre un progetto definitivo su un’area di cui non ha la titolarità né la disponibilità.

Il Comune di Lonate Pozzolo già sopporta i disagi creati dell’aeroporto (inquinamento acustico, inquinamento atmosferico, aree delocalizzate, …) e ora si ritrova con questo nuovo e inaspettato progetto di SEA (o perlomeno ci hanno detto che il Comune non ne sapeva nulla.)

Ci sarebbero conseguenze estremamente negative sulla qualità della vita degli abitanti di Sant’Antonino (e anche di Castano e Vanzaghello), in particolare per l’impatto olfattivo, come se non bastassero gli odori che a Sant’Antonino già si sopportano per la presenza del depuratore, ma anche per la ricaduta degli inquinanti emessi dall’impianto sul territorio circostante.

La caratteristica “verde” di questi impianti non è verificata e se le relazioni tecniche allegate al progetto vogliono tranquillizzare su un impatto ambientale minimo, non è per niente detto che i disagi poi non si verifichino. Basta una rapida ricerca per trovare situazioni in cui gli impianti a biogas si rivelano insostenibili per la cittadinanza a causa del caratteristico odore di uova marce, che si diffonde nonostante la teoria lo escluda (per esempio Bondeno (FE), Roseto degli Abruzzi (TE), Trasacco nella Marsica (AQ), Villa di Tirano (SO), Galatone (LE), Aprilia (LT), Matelico (MC), ma anche più vicino a noi, tra Boffalora e Bernate Ticino).
Se gli impianti che vengono realizzati non rispettano le previsioni per quello che riguarda gli odori (che tutti possono sentire e rilevare), chi assicura che le emissioni degli inquinanti e in particolare polveri sottili e ultrasottili siano effettivamente quelle di legge (tenuto conto che già attualmente le concentrazioni di PM10 sul nostro territorio sono insostenibili e superiori a quelle accettabili dal punto di vista normativo)?

In sintesi: aggiungere un’altra fonte di inquinamento non è certo quello che ci occorre.

Lonate si troverebbe ancora una volta a subire disagi, senza aver avuto alcun tipo di informazione preventiva, e senza alcun beneficio.

I Democratici Uniti saranno a Sant’Antonino la mattina di domenica 9 febbraio 2014 per informare la cittadinanza e illustrare il progetto presentato da SEA Energia.

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