2 pensieri riguardo “Prove di nuova viabilità”

  1. Tra l’altro, da una settimana sono stati messi dei cartelli di divieto di sosta lungo viale Giovanni XXIII, ma come accadrà per le zone 30, senza controlli rimarrà tutto uguale. Sarà la maleducazione, sarà l’abitudine, però penso che con un po’ di multe l’abitudine cambi!!

  2. Avevo seguito la presentazione delle proposte in Commissione. Trovo questo piano un pò confusionario e senza una visione globale. Sulla zone a 30 poi si fa l’opposto di quello che invece si dovrebbe fare. Concretamente una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano.
    La minore velocità consentita permette una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni. Biciclette e pedoni i soggetti direttamente interessati dalla mobilità e non dalla viabilità che si occupa di auto e camion.
    Nelle Zone 30 il progetto deve prevedere interventi che favoriscono pedoni e ciclisti come la riduzione dello spazio per la circolazione delle auto a favore di quello riservato alle piste ciclabili e ai percorsi pedonali.
    Per ridurre la velocità dei veicoli si possono usare rallentatori ottici e/o acustici, dossi, rialzi agli incroci, cuscini berlinesi, rotatorie e isole spartitraffico, senza creare ostacoli ai mezzi di soccorso.
    Qui invece si posizioneranno solo i cartelli e si sperimenterà la viabilità attuale ma con dei cartelli in più. Ci voleva sicuramente più coraggio per affrontare questo tema.
    Dopotutto bisognerebbe conoscere la differenza tra mobilità e viabilità per poi capire come e cosa sperimentare e realizzare concretamente. La riflessione che faccio qui in conclusione e che ho ripetuto anche durante la commissione è che questo progetto andava discusso e presentato insieme all’iter del pgt, proprio perchè i due piani devono per forza essere costruiti insieme. Un solo esempio: il centro storico come lo pensiamo per il futuro? Il pgt poteva suggerire tecnicamente come recuperare gli spazi e intervenire da un punto di vista tecnico-architettonico, ma le riflessioni politiche a monte avrebbe dovuto chiarirci che tipo di centro storico vogliamo avere? e in questa discussione si inseriscono tranquillamente i discorsi riguardanti la fruizione del centro: se lasciato in mano alle auto, così come Piazza S. Ambrogio oppure se preferire un centro diverso dove la mobilità dolce sostituisce la viabilità e si rende il centro a misura d’uomo, ma concretamente e non solo a parole.

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