5 pensieri riguardo “Commercianti uniti contro la crisi”

  1. Innanzitutto, auguri per la simpatica idea della “panumeria”.

    Ora una riflessione non corroborata da una solida ricerca empirica. La si prenda pertanto per quello che vale. La riflessione mi porta a pensare che spesso si esalta la funzione sociale del commercio di vicinato, un aiuto a disposizione di chi ha scarsa possibilità di spostamento verso i punti vendita al di fuori del centro urbano. Questa idea scricchiola sempre più con l’andare del tempo. Nei supermercati si vedono molti, molti anziani, così a proprio agio con i loro carrelli pieni zeppi di merce.
    A Lonate Pozzolo la lotta del piccolo negozio del centro contro i colossi della strada intercomunale di Via Sofficino (Tigros, Il Gigante, IN’S Mercato, Il Mercato delle Carni con il pane all’incredibile prezzo di €1,08/kg, LD Market, Bennet, raccolti in un fazzoletto di due chilometri e mezzo) è impari. Poi c’è il Tigros di Ferno. Poi c’è il Penny Market a Verghera e poi c’è la non lontana Gallarate.
    Al di là dei prezzi (spesso) più bassi, al di là dei parcheggi più ampi, al di là degli orari di apertura più agevoli, ritengo che siano cambiati i gusti della clientela, che si sente più a proprio agio fra le anonime corsie dei “nuovi centri”, quelli commerciali, che non gomito a gomito con le comari di paese, sempre informatissime sui nati, sui morti, sui matrimoni e sui divorzi.

    Il negozietto di paese si può salvare solo se offre prodotti di qualità e se saprà conquistarsi una nicchia di clientela, disposta anche a pagare di più ma in nome di prodotti più pregiati e prelibati.

    Fine della riflessione.

    Ciao ai lonatesi.

  2. Una rfilessione che viaggia parallela a quella fatta da Rob riguarda il centro storico del nostro paese. Fino a 10-15 anni fa, il centro storico era vivo. Vivo, avete letto bene. Oggi non solo i negozi chiudono, ma il centro storico “la Piazza” dove ci si poteva incontrare, ritrovarsi, litigare e anhce giocare oggi è stata sostituita da una Piazza diversa, con un nome diverso e con architetture diverse. Il diverso lo decide la marca di centro commerciale che fa costruire le piazze moderne all’interno dei centri commerciali dove oggi la gente si incontra. Ci sono piazze con scale mobili, fontane, statute, altissime piante, baobab, cascate luminose…tutto rigorosamente ad aria condizionata, giusto per stare freschi 365 giorni all’anno. La vera tristezza è che si pensa che il rilancio della piazza reale passi solo attraverso singole iniziative, singoli spot o feste, mentre c’è poco o nulla sul cosa voglio che diventi e come far diventare “bello e vivibile” il centro storico.
    Philippe Daverio quando è stato a Lonate Pozzolo a Maggio del 2012 ci ha ricordato come la vera sfida per l’uomo d’oggi sia quella di ri-innamorarsi del bello, di proteggerlo e di tutelarlo. Il “bello” attira e soprattutto risveglia e da vita.
    Certo potremmo stare qui le ore a discutere e disquisire sul significato di “bello”. Ma facciamolo, confrontiamoci, senza pregiudizi o preconcetti. Come deve essere il centro di Lonate? e la Piazza come la vogliamo? Partiamo dall’estetica per occuparci di vivibilità. Vivibilità è la giusta chiave di lettura per il centro di Lonate e non solo.
    Se ci capita di passare per il centro di Lonate, ripetiamocelo come un mantra:
    vivibilità, vivibilità, vivibilità….e poi scriviamo cosa ci viene in mente

    1. Walter, ho provato a fare come hai detto tu: al primo “vivibilità”, tutto bene; al secondo, pure; al terzo, il nostro sguardo si è diretto verso le due lugubri vetrine delle onoranze funebri di piazza S.Ambrogio ed è morta la poesia (i funerali, martedì alle 15.00; la camera ardente, da lunedì alle 10.00 in farmacia).
      In ogni caso, pompe funebri a parte, appartengo a quella minoranza di lonatesi che ama la piazza. Anche esteticamente, con quelle catene un po’ metallare, mi piace. Bellissima anche la fontana. E ora c’è anche l’attrazione del “panumiere”: cosa si vuole di più?

      Ciao ai lonatesi

  3. A me, Piazza S.Ambrogio così com’è, piace. Certo, due alberelli, una fontanella d’acqua, mezza aiuola non guasterebbero. Ma non è brutta.

  4. Nessuno dice che è brutta, ma certo le catenelle sono di una tristezza esagerata e sono decisamente troppe. La viabilità della Piazza andrebbe ripensata completamente evitanto l’attraversamento da via S. Fortunato verso Via Cavour. Ma non è solo un discorso di bello/brutto. La vivibilità deve contemplare altri aspetti che per forza di cose non si devono limitare solo alla Piazza. Come ci si arriva in Piazza, con che mezzi? A piedi e in bici (la mobilità dolce o debole) che rischi corro? I servizi, la facilità di spostamenti. La Piazza serve per le macchine o per le persone? e questi sono solo alcuni argomenti che dovrebbero essere discussi per ragionare di rilancio del centro storico in chiave vivibile!

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