5 pensieri riguardo “SEA promette alberi”

  1. Girovagando per le varie serate dove si parlava di Malpensa e del Master Plan avevo usato questa metafora “per SEA ricostruire o spostare gli Habitat naturali che il buon Dio ci ha messo secoli a realizzare, è come spostare un vaso di fiori di plastica da un davanzale all’altro. Iniziando a leggere i Chiarimenti di SEA, venuti al mondo dopo le INTEGRAZIONI sempre di SEA quella metafora trova la sua conferma.
    La promessa di questa nuova e massiccia piantumazione o sviluppo del verde per compensare quanto cancellato lascia il tempo che trova, soprattutto a fronte del fatto che viene pensata su terreni di altri o su terreni che sono oggetto di altri tipi di sviluppo (cave per esempio) o che per stessa ammissione e conferma nel Master Plna si vedono attrvaersati da una ferrovia che nelle intenzione del proponente dovrebbe uscire dalla futura stazione del polo logistico per andare in direzione Novara. Questo è uno dei tanti finti progetti di SEA per il piano del verde…senza consultare come sempre il territorio!

  2. “…Ritengo che sarebbe stato doveroso discutere questi aspetti prima con gli enti locali, per evitare incongruenze e contraddizioni. Sarebbe stato opportuno formalizzare un tavolo sull’impatto, ma non è stato fatto.”
    Queste sono le parole del sindaco, riportate dalla Prealpina virgolettate, a proposito del mancato coinvolgimento di Lonate da parte di Sea nel proporre le integrazioni al piano d’area di Malpensa.
    Se nella frase virgolettata si sostituisce “enti locali” con “minoranze”, potrebbero essere le stesse parole che le minoranze rivolgono al sindaco a proposito del loro mancato coinvolgimento nella stesura del PGT durato circa 6 anni.
    Allora nessuno si dovrebbe stupire se al momento della votazione chi non è stato coinvolto per tutto questo tempo abbandona l’aula; la giustificazione l’ha fornita il sindaco

  3. Per fare un albero ci vuol la SEA
    Per far la SEA ci vuol Bonomi
    Per far Bonomi ci vuol la Lega
    Per far la Lega ci vuole Bossi
    Per fare Bossi ci vuole il Nord
    Per fare il Nord ci vuol Milano
    Per fare un albero ci vuol Milano

    Per fare un albero ci vuol Giuliano
    Per far Giuliano ci vuole Vendola
    Per fare Vendola ci vuol la Puglia
    Per far la Puglia ci vuol l’Italia
    Per far l’Italia ci vuol la legge
    Ci vuol la legge, ci vuol la legge
    Per fare tutto ci vuol la legge

    Scusate, ma col mio pupo “Ci vuole un fiore” è l’unica che funziona, più tranquillizzante di cento litri di tisana ai semi di finocchio.

    A me non piace parlare di SEA, ma di uomini che dirigono la Sea. Uomini che attuano una serie di comportamenti che trasudano di arroganza. Del territorio, al di là delle elemosine fissate con leggi regionali, se ne fregano come è giusto che sia. Come è giusto di sia dal loro punto di vista, annebbiato dalla peggiore politica e dal denaro.

    Questa porcheria del Master Plan non sta in piedi da qualunque parte la si guardi. C’è una nazione, un continente intero che lo sostiene. Nonostante ciò, il Masterplan è ancora lì. e nemmeno i nostri amichetti del Centrosinistra fanno una piega per ritirarlo.

    Dare addosso alla Moratti e Bossi veniva più facile, con Pisapia e Tabacci (Tabaaaacciiiiiiiiii) sorgono problemi di balbuzie.

    Questa ultima trovata di SEA è offensiva. Una delle tante offese. Per gli uomini di SEA, noi che difendiamo VERAMENTE il territorio siamo dei fastidiosi e piccoli mocciosi. Degli insetti. Pungeremo più che potremo. Inviteremo altri, sempre in COMA CIVICO™, a pungere con noi, perché questo Masterplan venga ritirato e messo al rogo. Nei secoli dei secoli. Amen.

    1. Pensavo anche io alla stessa canzone, visto che con il nipotino Jacopo la ascoltiamo spesso, e proprio mentre leggevo questo articolo mi faceva da sottofondo. Dovrebbero ascoltare questa canzone molto spesso…non tanto perchè è carina, orecchiabile e si impara facilmente…ma perchè racchiude il senso e la grande importanza che rivestono il verde,, i boschi, i prati, le brughiere.
      Sto parlando di quelli veri sia ben chiaro, sto parlando ai micro ambiente che sono vita, tanti micro ambienti che costituiscono veri habitat con tante specie animali e vegetali.

      Qui invece di vita e recupero del verde pochissimo tracce, anzi sembra che si parli solo di fiori e posticce piante di plastica dalla tinta unita (Colore verde A35) che possiamo mettere e spostare dove vogliamo. Possiamo addirittura cambiarla se il verde A35 non ci piace più e cambiamo verso un verde A42 sempre in tinta unita.

      Cambio leggermente argomento, l’altra sera percorrendo la via veneto provenendo da Tornavento subito dopo il garage sperotto c’erano 4 cinghiali sul bordo della strada. E’ la prima volta che mi capita di incontrarli così vicini al centro abitato…
      Con tutti i limiti del caso…anche la loro presenza è una importanza presenza…
      li sostituiranno con cinghiali di plastica?

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