Primarie del centrosinistra

Anche a Lonate Pozzolo il prossimo 25 novembre 2012 si voterà per le primarie di coalizione del centrosinistra, presso la sede del Partito Democratico in Via Vittorio Veneto 38.

Ogni informazione si può trovare sul sito Internet dedicato alle Primarie: Italia. Bene Comune.

Le informazioni essenziali sulle modalità di voto sono comunque riportate nell’immagine sottostante, mentre nella successiva sono elencati tutti i seggi aperti domenica in provincia di Varese.

 

9 pensieri riguardo “Primarie del centrosinistra”

  1. Ciao, scusate la mia ignoranza, ma vorrei andare a votare alle primarie di domenica un pò preparato e non solo per “partito preso”!!
    Purtroppo per me è un periodo pesante e non sono riuscito documentarmi a sufficienza, chiedo se è possibile leggere sul blog, degli articoli dove i 2 candidati principali espongono i loro progetti di governo e dove si capiscono le differenze di idee e i progetti?
    Grazie

  2. Con un interesse pari alle previsioni del tempo di Canicattì, ho seguito le vicende di queste primarie del PD. Ho sentito, ovviamente su Radio24, che queste primarie rappresentano comunque un momento virtuoso per la vita democratica del Paese. Per quel che mi costa, non faccio fatica a essere d’accordo.

    Puppato e Tabacci mi paiono candidature velleitarie, di cui faccio fatica a scorgere il benché minimo senso.

    Fra i restanti tre contendenti, dal punto di vista comunicativo – ribadisco: non tanto politico, ma comunicativo – quella che mi è piaciuta di più è stata la campagna di Nichi Vendola con il suo hashtag #oppurevendola.

    Il format messo su da Giorgio Gori per Matteo Renzi, una specie di Isola dei Renzosi, è stato ed è sicuramente potentissimo e gestito da mani sapienti. Mi pare però tutto troppo perfetto per essere vero. Penso che, sì, comunque le istanze introdotte da Renzi farnno bene al PD. Peccato però che Renzi non sia del PD, o almeno così mi pare. Sì, perché io aspetto sempre di vedere se se ne andrà prima don Gallo dalla Chiesa Cattolica o Matteo Renzi dal PD.

    Bersani? Un disastro. Lui fra tutti mi pare il più umano più vero (questa è una dotta citazione) e quando parla direttamente è molto incisivo. In quanto a “macchina del marketing”, però, se Renzi va in camper, Bersani va con un triciclo a ruote sgonfie e col manubrio saldato male. Un disastro su tutta la linea.

    Con quale autorità ho scritto tutto ciò? Nessuna: solo ginnastica per polpastrelli. CIAO!

    1. Se vuoi dire che Bersani pedalando su un triciclo sgonfio potrebbe capire meglio di altri il significato di fatica e sacrificio (come tanti italiani stanno facendo di questi tempi), concordo.
      In realtà, Renzi che vuol democraticamente rottamare il vecchio o l’usato o chi non gli piace (non ho ancora ben capito), mi sembra quello che più di tutti i candidati si rifà allo stile del povero (?) vecchio (!) Berlusconi.

      1. «Se vuoi dire che Bersani pedalando su un triciclo sgonfio potrebbe capire meglio di altri il significato di fatica e sacrificio (come tanti italiani stanno facendo di questi tempi), concordo.». Eh no, caro Loi, no, non volevo dire questo. Io ho cercato solo di esplorare l’aspetto comunicativo della campagna per le primarie. Renzi – o, meglio, Gori – ha messo in piedi una gioiosa e costosa macchina da guerra. Il suo giro elettorale si è fatta tournée e i suoi comizi sono diventati degli show. Si è trovato un buco di mercato, si è studiato il suo pubblico di riferimento, si è confezionato un prodotto eccezionale. Bravissimo tutto lo staff! Mani esperte! E il camper, che fa molto Stranamore, è solo una delle tante tantissime trovate geniali.

        Seguendo la campagna di Bersani attraverso i canali promozional-informativi, non si possono che notare le falle e le pecche. Una triste brutta, bruttissima, copia di altre cose. Il prodotto Bersani è forse esteticamente – e non solo – meno vendibile attraverso i formati moderni del marketing politico. E poi Bersani ha una palla al piede grande come il mondo: Massimo D’Alema. Ogni volta che il baffetto parla a sostegno di Bersani, penso che i consensi per Renzi si impennino.

        La campagna di Nichi Vendola, invece, è semplice, essenziale, assolutamente moderna.

        Si ricordi che tutto quanto da me scritto è solo ginnastica per polpastrelli e non si fonda su nessun barlume di competenza specifica. E oggi a Canicattì è poco nuvoloso.

        Ciao ai lonatesi.

  3. “Il prodotto Bersani è forse esteticamente – e non solo – meno vendibile attraverso i formati moderni del marketing politico”

    Sono sicuro, almeno mi auguro, che non è il FORMATO MODERNO DEL MARKETING POLITICO il metro con cui Rob misura e sceglie la classe politica.

    Per quanto concerne la “competenza specifica”: o ci fidiamo al buio o ci lasciamo abbagliare dai lustrini o cerchiamo (per quel che si può) di formarci un’idea sulla base dei comportamenti dei candidati. Al netto di possibili errori di giudizio, sarà tempo speso bene visto che si tratta del nostro futuro.

    Detto questo, a proposito di Vendola mi interessa di più sapere che è persona onesta, seria, coerente ed in grado di governare bene la Puglia. Non mi interessa che tempo c’è a Terlizzi.

    1. Loi, non ci capiamo, ma non fa niente. Io ti dico Quant’È Bello Far L’Amore Da Trieste In Giù e tu mi rispondi Lasciatemi Cantare Con La Chitarra In Mano, Lasciatemi Cantare Sono Un’Italiano.

      La comunicazione politica, il marketing, è importantissimo. E lo sa anche Bersani. Altrimenti Bersani non avrebbe aperto il suo profilo Twitter. Altrimenti Bersani non avrebbe aperto la sua pagina Facebook, altrimenti Bersani non avrebbe aperto un suo sito personale.

      Altrimenti Bersani non si farebbe ritoccare le sue foto con il Photoshop, come tutti gli altri.

      Ecco, nel campo della comunicazione, lo staff di Bersani è molto meno abile ed efficace di quelli di Renzi e Vendola. Tutto qua. E i miei pensierini sulla comunicazione non hanno niente a che vedere con la proposta politica, con il programma.

      Se proprio proprio devo esprimere la mia dichiarazione di non-voto, comunque, metto un croce sopra il nome di Bersani. Mi pare più rappresentativo di una coalizione di centro-sinistra che possa sperare di vincere nel 2013. Dichiarazione di non-voto, perché preferisco spendere i due euro per andare al bar dei cinesi di fianco al Tigros e farmi un “cappuccio e brioche”.

      Per una sola politica avrei speso non solo due ma venti euro, pur di votarla: Rosy Bindi. Per me è la “numero uno”. Giuro che non sto scherzando. Ecco, magari venti euro no, ma di sicuro mi sarebbe piaciuto votarla.

      Ciao e buona domenica.

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