2 pensieri riguardo “Giorni cruciali per Malpensa”

  1. cosa significa, la conversione di Gelosa? e Cerruti? è questo il modo di fare politica e di difendere i nostri territori? è coerenza? o assuefazione al peggio, alla negoziazione di un impegno per un pugno di lenticchie o di maxi-promesse? Male tutto italiano, promesse in termini di sviluppo e lavoro (quali?) in cambio di ciò che di più bello abbiamo, le nostre terre. Un pò di coraggio per le proprie scelte non guasterebbe, ma negoziare su valori come la salute e la bellezza del nostro territorio è un sacrilegio. Chi lo fa è sempre in mala fede, il vero sviluppo e il vero lavoro spesso sfuggono logiche speculative, “agganciano” semmai una valorizzazione di ciò che abbiamo come risorse naturali e anche come potenzialità umane. E’ chiaro che è più facile mobilitare “magre risorse” per i capannoni in cambio di “qualcosina” piuttosto che cambiare modo di fare politica. Un esempio? Laddove si fanno grandi opere spesso inutili col tempo le popolazioni non ne traggono vantaggio e rimane il degrado. Se venisse realizzato il Masterplan non si potrà tornare indietro ma sembra che questo ai più (che ritengo contro il Masterplan) non interessi. Come aprire il giornale e leggere l'”annuncio funebre” come nel Fu Mattia Pascal romanzo di L.Pirandello, solo che lui era a Montecarlo e sfruttò la notizia sbagliata (il corpo ritrovato non era il suo) e sfruttò la situazione. Rimase in Francia, cambiò nome e provò a rifarsi una vita, senza successo però.Certo il paragone con questo romanzo regge con i dovuti distinguo; lì Luigi Pirandello sottolineava come noi non possiamo vivere senza “burocrazia” ridotti a numeri; qui invece si dice che noi siamo la nostra storia e il nostro territorio, vero antidoto contro l’anonimato o quella “porta verso il mondo” (che ci promette SEA con la terza pista e 46 milioni di passeggeri) che è porta verso il nulla. Con rabbia apprendo notizie di politici poco coraggiosi e credibili, pronti a compromessi di basso profilo e assai poco lungimiranti. La rabbia peggiore la provo però per chi “se ne frega”, e dice; “facciano loro” oppure la classica frase: “devo pensare ai miei figli e alla mia famiglia”. Certo da tempo queste sono le frasicciole che girano; la famiglia, il lavoro e lo sviluppo…solo che pochi effettivamente comprendono i veri problemi della famiglia del lavoro e cosa sia veramente lo sviluppo. Scusate queste esternazioni, ma io vorrei evitare di leggerlo, quell’annucio funebre, a causa di errori tattici e politici o ancora per la miopia di qualche politico.
    Balice Nicola

  2. Adesso ci si può rendere conto di quanto fossero “vere” le parole spese dal Sindaco Gelosa a difesa della brughiera, della via Gaggio e dell’intero territorio ecc. ecc..
    In realtà da sempre, in modo del tutto isolato, ho sostenuto e più volte scritto che era tutta una farsa quella recitata dall’amministrazione comunale di Lonate e del suo capo. Dunque non c’è nulla da meravigliarsi della “conversione” di Gelosa.
    Ve lo ricordate quando, nella prima camminata a difesa della via Gaggio, con tanto di megafono (quasi da scambiarlo per un manifestante incazzato) gridava contro lo sviluppo dell’aeroporto? Che bella scena. Era tutto teatro! Oggi invece tutti sugli attenti di fronte alle risorse messe in campo da SEA, pronti a trattare.
    Ecco, se dovesse succedere, che alla fine i comuni “venderanno” (anzi svenderanno) il proprio territorio per fare spazio alla terza pista e contorno speculativo, in cambio della sistemazione delle aree delocalizzate, tutto ciò non potrà che essere considerata una sorte di corruzione politica. Si! corruzione politica. Un operazione di “strozzinaggio”.
    I comuni non possono e non devono trattare con SEA perché bisogna “inchiodare” alle proprie responsabilità la Regione Lombardia. Ed è proprio la latitanza della Regione la ragione per cui i comuni si sentono autorizzati a scendere a patti con il potentato SEA. D’altra parte però i sindaci interessati (Somma, Lonate, Ferno “casualmente” tutti di centro destra) sono consapevoli che la Regione li ha volutamente lasciati soli scaricando su di essi l’onere delle aree delocalizzate . Onere che da soli i singoli comuni non potranno mai affrontare. Ecco allora che il gioco è fatto. La Regione volutamente latita, la SEA avanza mettendo in campo ingenti risorse per “comprare”, e i comuni soccombono aprendo la linea di credito al compratore spacciando tutto ciò come “dialogo e confronto”. Dunque se perseguono sulla strada tracciata saranno colpevoli del disastro ambientale che causeranno all’intero territorio.

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