8 pensieri riguardo “Tornavento protesta”

  1. Vorrei superare le scontate accuse da parte della maggioranza di cavalcare questa protesta a fini elettorali e vorrei fare una ragionamento diverso.
    Lonate si trova immersa in una realtà che si chiama Parco del Ticino, e si trova a fare da centro nevralgico per tutta una serie di ciclopedonali o sentieri unici e particolari. Il sentiero E1, le rive del fiume Ticino, le ciclopedonali su ambo le rive del fiume, la stessa Alzaia, la Ca’ della Camera, il naviglio vecchio, il canale Marinone, la Via Gaggio e la brughiera, i canali, la roggia molinara, la Piazza di Tornavento, la Dogana, etc.
    L’impressione che ho è quella di un territorio che non si rende conto del grandissimo potenziale che questa terra offre. Troppo abituati forse a considerare le bellezze solo della parte nord della Provincia di Varese per rendersi conto che anche la parte sud della Provincia ha le sue perle.
    Ma forse tutto non è perduto, forse riusciamo ancora a progettare e programmare un futuro diverso per questa zona. Voglio essere campanilista in questo momento, non me ne voglia nessuno.
    Ma tutto queste cose hanno un centro vitale che è la frazione di Tornavento, che forse meriterebbe più attenzioni rispetto a quanto ne riceve ora e soprattutto meriterebbe una attenzione particolare con lo sguardo rivolto al futuro.
    Lasciamo da parte i discorsi del Master Plan. Tornavento dovrebbe essere al centro di un progetto di turismo ecosostenibile che diventi veramente una occasione di sviluppo anche economico per questa zona. Sfruttare in maniera intelligente e razionale quanto questa zona offre, andando sicuramente a rivalutare la zona dell’Alzaia, impedendo di fatto a zingari, incivili e compagnia belle di deturpare una zona simili.
    Il fatto che non si è voluto mai vedere questa zona come potenziale zona da rivalutare dal punto di vista turistico è una delle cause dello stato di abbandono in cui versa oggi Via Alzaia.
    In tutta Europa si sfruttano le strade pedonali rilanciando in territorio facendolo conoscere, offrendo servizi a misura d’uomo o di bicicletta, dando anche la possibilità a qualche imprenditore di far partire progetti economici di rilancio personali e non solo.
    Eco turismo o turismo dolce devono diventare le chiavi di lettura del futuro di Tornavento, un futuro sicuramente diverso dallo stato di abbandono e di incuria in cui versa il Paese oggi.
    Come dite? Sono tutte belle parole e non ci concretizzeranno mai!
    Sbagliato, gli strumenti ci sono, basta forse una nuova volontà di immaginare in futuro, un futuro fatto non solo di capannoni come quelli del progetto 3X4 che si volevano realizzare a Tornavento.
    Un futuro che deve essere programmato, pensato e condiviso con la popolazione attraverso il PGT.
    Ah il PGT che non c’è…

  2. Tornavento è zozza, ma via Mons. Oscar Romero (zona Cerello, dietro l’area feste ProLoco) non scherza. Ecco un’istantanea del giorno di Ferragosto, ore cinque e mezzo di pomeriggio. http://bit.ly/rudera
    Inciviltà di pochi, che non rende onore nemmeno al monsignore a cui la via è intitolata. Più che via Monsignor Romero, oggi come oggi è via monsignorrudera.
    Di fronte alle case popolari, c’è una minoranza – sottolineo, minoranza – che insudicia la via ad ogni ora e in ogni giorno. A Ferragosto c’era già il secco per il giorno dopo, assieme a plastica e carta che, ovviamente, i camion non hanno ritirato perché il 15 Agosto – te va’ – è festivo. Va bene, ci si può dimenticare, ma l’indomani, vedendo i sacchi della plastica e le scatole del cartone ancora sul marciapiede, non è che li si ritira. No, che restino lì una settimana. Benissimo!

    Non so se anche in altre zone del paese c’è lo stesso grado di inciviltà.

    Vedete? Non basta il “buon senso dei cittadini” – ecco la nota di SAP: http://bit.ly/saprisp – come attualmente il regolamento comunale prevede, a far funzionare bene le cose. Bisogna imporre delle norme precise. E prevedere delle sanzioni. Nel contempo, io auspico anche delle azioni di sensibilizzazioni sul tema. Educazione ambientale. Sarò un inguaribile ottimista (no, di solito non lo sono), ma penso che ci possano essere margini di miglioramento della situazione.

    Ciao.

    1. Idem con patate, anzi, con sacchi di plastica, per via Principessa Mafalda. Se ci fosse più controllo del territorio… ah già, per l’assessore è propaganda. Sem a post.

      1. Caro Paolo, innanzitutto ti saluto.
        Il controllo del territorio, sì, va bene, tutto si può fare meglio e tutto è perfettibile, ma per l’immondizia lasciata fuori negli orari e nei giorni sbagliati il mio disappunto va tutto e soltanto all’inciviltà e al menefreghismo schifoso e puzzolente dei pochi – e sottolineo ancora pochi – lonatesi, che se ne fregano del decoro urbano. Eviterei di dar la colpa al tale o al tal altro politico. Piuttosto, capiamo che questa schifezza riguarda una sola via (e adesso le vie sono due) e cerchiamo virtuosamente di capire assieme che cosa si può fare per migliorare l’esistente. Insomma, la raccolta dei rifiuti va di per sé piuttosto buona, cerchiamo di migliorare ulteriormente la situazione.

        Prima ancora del controllo del territorio, qua a Lonate Pozzolo bisogna dotarsi di un regolamento che faccia passare dalla parte del torto questi zozzoni. Attualmente, in assenza di regole e sanzioni chiare (http://bit.ly/saprisp) questa gente non sta facendo niente di vietato. Magari fanno cose di “poco buon senso”, ma le cose di poco buon senso non sono multabili.

        Ribadisco ancora una volta: la prevenzione, la sensibilizzazione, il coinvolgimento. Facessero i cittadini orecchie da mercanti, allora sì, benvenga il cotton-fioc. A forma di multa.

        Io intanto continuerò ad abbellire questo blog con le istantanee da via monsignorrudera.

        CIAO!

      2. Ciao Rob. Per controllo del territorio intendo anche capire i problemi che hai rivelato tu, proprio perchè hai controllato il territorio ( come faccio io nella mia via). Mica si deve andare in giro con il fucile, basta girare e notare cosa c’è che non va, per poi avere un quadro della situazione , e prendere i provvedimenti più opportuni. Giustissime la tue osservazioni. Chi è il responsabile, potrebbe fare un articolo sul Lonatese, così da sensibilizzare ulteriormente la popolazione, spiegando anche le eventuali sanzioni; però siamo sempre lì; senza controllo, le sanzioni non servono a nulla. Vigilate ragazzi; Lonate Pozzolo è nostra.

  3. La nota della SAP non è chiara fino in fondo. E’ vero il regolamento è carente, ma è necessario uno sforzo interpretativo almeno da parte di chi svolge il servizio. Mi spiego meglio. Il rifiuto si dice non deve essere posto fuori dopo l’orario di inizio del ritiro (ore sei) ed è evidente che si fa riferimento alla frazione di rifiuto che quel GIORNO deve essere ritirato. Dunque ben si comprende che il rifiuto va posto fuori nel GIORNO di ritiro con la conseguenza che la plastica (ad esempio) non la posso mettere sul marciapiede al martedì se il ritiro è di mercoledì è chiaro? Pertanto è facile comprendere che il giorno di ritiro di una certa frazione di rifiuto parte dalle ore 00,oo del giorno stesso. Certamente il comune cittadino non si addentra in un regolamento così articolato e difficile da comprendere, ma la SAP non può compiere uno sforzo comunicativo (in collaborazione con il comune) informando ed educando? Dove sta la campagna di sensibilizzazione, tutta nel foglietto (utile e necessario) con le scadenze del conferimento del rifiuto? E’ ben altra la comunicazione formativa e di sensibilizzazione che si deve fare. Ad esempio, dopo diversi anni di raccolta differenziata , non è il caso di verificare come il cittadino la percepisce, la esegue ed eventualmente sentire i suggerimenti che può dare per migliorarla? Non ci si può limitare a verificarne i numeri (vedere che calano) e poi non fare nulla per comprendere e cambiare. Se ci si limita alla lettura dei numeri, allora anche il cittadino compie un’analisi che si riferisce solamente al costo che deve affrontare con la tassa rifiuti. E allora si potrebbe domandare: che cosa è cambiato e migliorato come servizio a fronte di un aumento del 35% circa della tassa rifiuti in questi ultimi anni?
    E’ aumentato il costo dello smaltimento o il costo del servizio? Quanto incide il costo della piattaforma per la raccolta differenziata? Quanto costa il servizio della pulizia strade con il mezzo meccanico? Quanto e come viene utilizzato? E che risultati dà?
    Molte altre le voci da analizzare per verificare dove eventualmente è necessario modificare e correggere il servizio. Chi compirà, a mio avviso, questa necessaria analisi?
    Diverso è il problema dell’abbandono dei rifiuti. Purtroppo il senso civico e di rispetto dell’ambiente (fortunatamente per pochi soggetti) è completamente assente. Dico fortunatamente, perché coloro che sporcano sono pochi, purtroppo sporcano tanto. Qui è più difficile intervenire. Controllare un territorio così vasto è cosa impossibile. Ad esempio ricordo che l’assessore all’ambiente ha voluto la presenza dei Rangers a cavallo per controllare le zone boschive e periferiche, che risultati si sono ottenuti? Sono state ben investite quelle risorse? E sul fronte della vigilanza locale, quanti casi sono stati accertati e colpiti per abbandono di rifiuti? Reprimere coloro che abbandonano rifiuti è cosa giusta, ma se poi i dati non vengono diffusi ampiamente non serve a molto in termine di deterrenza. Rimango in ogni modo convinto, che l’operazione si debba condurre sul fronte culturale. Informare, educare, rendere partecipi i cittadini a tutelare il proprio ambiente. Solo così limiteremo lo sporco. Le politiche per l’ambiente devono essere al centro dell’interesse di un’amministrazione comunale. A Lonate è così? Ogn’uno si risponda come vuole.

  4. Il più efficace controllo del territorio è quello effettuato dal cittadino. Nel caso di Lonate Pozzolo, il dramma è che i cittadini se ne fregano e si fanno scivolare addosso tutto il bene e tutto il male. Non so quanti residenti in via monsignorrudera abbiano segnalato la situazione. Penso nessuno.

    Allora, io mi presto ben volentieri a controllare il territorio. Quello che non posso fare è modificare il regolamento della raccolta differenziata. Regolamentare, per l’appunto, affidandosi al buon senso dei cittadini è improponibile, proprio per il fatto che il buon senso è soggettivo e ciascuno ha il suo. Chiedo pertanto a chi di dovere di modificare il regolamento, stabilendo degli orari precisi durante i quale poter “portar fuori la spazzatura”.

    Sul lato della prevenzione, informazione, sensibilizzazione, un articolo sul periodico comunale trimestrale sarebbe pressoché inefficace. Ci vuole qualcosa di più incisivo, porta a porta, tipo “testimoni di Geova” (ma non di domenica mattina alle dieci e mezzo, mannaggia mannaggia!!!). Penso a dei volantini da lasciare nelle cassette della posta delle zone in cui il malcostume è più evidente. Un volantino, non necessariamente affidato con incarico a una società di comunicazione e pubblicità; penso piuttosto a una cosa in economia, ma efficace nei contenuti.

    Ciao ai lonatesi.

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