5 pensieri riguardo “Da non perdere”

  1. Ecco che brutto titolo….rompe l’atmosfera romantica e le emozioni che possono sorgere immaginando le note del pianforte che partono e si diffondo in brughiera.
    Il progetto Wild Piano è proprio questo musica e note in luoghi dove la musica non si fa…e allora venite a sentire Filippo Binaghi e il suo pianoforte e lasciatevi trasportare dalle emozioni…

  2. Provo profondo disprezzo per il modo con cui la prealpina anche stavolta ha (mal)trattato l’informazione locale. Questa indecente “brevissima di cronaca” è l’ennesima riprova dell’insipienza dei responsabili di quell’offerta editoriale.

    Il titolista: tante volte qua è stato specificato che il titolista è persona diversa dal redattore dell’articolo. Ebbene, spesso il titolista butta lì una frase che vorrebbe riassumere il testo del pezzo, ma che rende un’immagine distorta. E questo “pianoforte in strada” è l’indecenza che si rinnova. Purtroppo a volte il titolo è l’unica cosa che si legge di un articolo, per cui un titolo brutto crea un danno enorme.

    Anche per quanto riguarda il numero di righe, la colpa non può certo essere addebitata al giornalista, ma a chi gli commissiona il pezzo. Se un evento unico nel suo genere viene snobbato con uno sputo di quattro righe, non so più cosa dire.

    Dal punto di vista della pubblicità dell’evento, non me ne importa un fico secco. Chi doveva sapere, già sa. Mi rattrista solo sapere che l’informazione locale della mia zona sia trattata così.

  3. Pianefforte ‘e notte
    Nu pianefforte ‘e notte
    Sona lontanamente
    E ‘a musica se sente
    Pe ll’aria suspirà.

    E’ ll’una: dorme ‘o vico
    Ncopp’a sta nonna nonna
    ‘e nu mutivo antico
    ‘e tanto tempo fa.

    Dio, quanta stelle cielo!
    Che luna! E c’aria doce!
    Quanto na bella voce
    Vurria sentì cantà!

    Ma solitario e lento
    More ‘o mutivo antico;
    se fa cchiù cupo o vico
    dint’a all’oscurità.

    Ll’anema mia surtanto
    rummane a sta funesta.
    Aspetta ancora. E resta,
    ncantannose, a penzà.

    [Salvatore Di Giacomo]

  4. grazie, The Jack, per la botta di poesia.
    grazie, Loi, per il commento e per l’apprezzamento.
    L’elemento che è reso davvero indimenticabile l’evento sono state le centinaia e centinaia di persone accorse. Certo, c’era la magia della brughiera, c’era la magia del pianoforte a coda, ma, se fossimo stati in quattro gatti. sarebbe stato tutto più triste. Invece no, la partecipazione è stata davvero imponente. Se ce lo aspettavamo? Sì, ce lo aspettavamo. Un conto, però, è aspettarsi una cosa e un altro è vedere quella cosa davanti agli occhi.

    L’informazione: vediamo se LA PREALPINA, reduce dal titolo idiota “Pianoforte in strada”, si è accorta dell’evento. Sì, perché di evento si è trattato. Gli eventi sono notizie e i giornali hanno il dovere di raccontarle.

    Varesenews ha reso una bella cronaca dell’evento. Speriamo che anche la Prealpina faccia altrettanto. Lo spero per loro, non per noi. Ne va della loro credibilità.

    Cari lettori, oggi come oggi, se sul tavolo aveste una copia de “La Prealpina” e un computer e una connessione a Internet con la pagina già puntatta su VareseNews… se voi aveste tempo per consultare solo una testata, voi quale scegliereste? Io non avrei dubbi.

    CIAO.

    http://wp.me/pP586-1im

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