15 pensieri riguardo “Ancora qualche ora di suspense”

  1. Buongiorno,
    in riferimento ai commenti (post pubblicato il 18/12/10,archiviato in Rassegna Stampa Scuola) circa la possibilità di istituire una scuola dell’infanzia statale (in locali già esistenti) per offrire un servizio alle famiglie lonatesi, nonchè ampliare l’offerta formativa (commenti di Barbara, Albina, Dr.Br., The jack), cosa ne pensano i D.U. di avanzare tale proposta nel P.G.T.?

    Grazie.

    1. Questo il link al post citato da Albina, così è più agevole andare a rileggersi i commenti: http://wp.me/pyy1H-1R8

      I DU sicuramente parteciperanno alle sedute di presentazione del PGT, quando la maggioranza si degnerà di programmarle, e porteranno le proprie proposte e quelle eventualmente suggerite dai cittadini.

      Certo sarebbe stato molto diverso se del PGT se ne fosse parlato prima, in fase di stesura.
      La presentazione di osservazioni non è certo la stessa cosa che portare suggerimenti quando il piano è in itinere.
      Temo, sperando di essere smentita, che qualsiasi proposta di inserimento di elementi nuovi venga bocciata con argomentazioni strumentali quali le difficoltà a modificare tutti i documenti predisposti, la non volontà di stravolgere un piano già pensato nel chiuso degli uffici della maggioranza e quindi “non modificabile”.
      Certo, si potranno portare piccole critiche e modifiche, ma si potrà dire qualcosa di più?

      Ripeto, lo dico sperando di essere smentita (e certa di essere attaccata per le solite strumentalizzazioni della minoranza…)

      1. Grazie Nadia,
        spero anch’io in una smentita ma, dalle tue affermazioni, credo che sia ormai un sogno quello di avere nel nostro paese anche una scuola dell’infanmzia “per tutti “.

  2. Hai ragione Nadia; questi qui, cvd, hanno aspettato fino all’ultimo a scoprire le carte del PGT, così nessuno avrà il tempo materiale per fare obbiezioni; e semmai si riuscisse, si “difenderanno” dicendo che è una buona idea, ma che non ci sarà il tempo per svilupparla/approvarla/ecc.ecc. Ancora una volta si dimostreranno per quello che sono, solo che il popolo preferisce discutere di Cosentino, piuttosto che del suo futuro locale. Mi permetto di fare Ctrl+C – Ctrl+V da una frase di Donato: …“Bisogna allora, oltre che tenere in ogni modo sotto pressione politica l’amministrazione, muoversi con iniziative che si sgancino dalla semplice critica consigliare. E’ necessario riprendere il filo dell’ascolto dei cittadini. Aprire il confronto sul territorio che vada al di là dell’istituzione del palazzo comunale. Mettere in campo idee proprie di come vorremmo agire e trasformare questo nostro Paese. Partire dal basso ed abbandonare quelle noiose e inconcludenti riunioni tra “addetti ai lavori”.
    Bisogna comprendere che il cittadino ne ha le “tasche piene” della così detta politica politicante. La non partecipazione è determinata dalla consapevolezza che il cittadino non conta, nessuno lo ascolta. C’è la necessità di ridare senso e valore alle parole. Riempirle di contenuti. Parole semplici e concrete che portano a compiere fatti…”

    1. Chiedo scusa, ma vorrei aggiungere che mi fanno ridere (è un eufemismo) quelli dell’UDC che sul loro blog fanno finta di dare dei suggerimenti per il PGT… qualcuno dei consiglieri della minoranza può far presente a loro che siedono sui banchi della maggioranza, e che quindi basta trovare una mezz’oretta di tempo, telefonare/mandare una mail/un fax/ andare di persona ecc. dal loro collega, assessore di riferimento, e dirglielo direttamente? Almeno così si evita quella propaganda che infastidisce, almeno, a me fa questo effetto; a voi no? Un salüdi a tüch.

      1. L’impressione che ho avuto io Paolo, è che nemmeno loro fino a qualche settimana fa sapevano bene cosa prevedesse il PGT e quindi come non-aderenti alla maggioranza si sono premurati di far presente le loro istanze.

      2. L’impressione che ho avuto io, e che mi ha portato a scrivere non-aderenti, è che fossero anche loro all’oscuro di una serie di cose e che quindi avanzassero queste proposte. Come se il comunicare, telefonare, trovarsi (come sottolineavi anche tu) parlare con l’assessore di riferimento fosse una cosa impossibile da farsi!
        Ma poi pensi che governano insieme…e quindi ti chiedi ulteriormente come mai tutto questo?

  3. “….e non va più a mesi, nemmeno a settimane ma va a poche ore , ma va a poche ore. Sciur padron dalle belle braghe bianche fora li palanche fora li palanche….” . Non so perché ma mi è venuta in mente questa canzone che tanti anni fa cantavano le mondine. Potremmo dire “… sciur assessur fora il pgt., fora il pgt…”. Al di la delle battute è bene precisare che l’incarico per la stesura del PGT è stato dato cinque anni fa e non quattro. Il tutto è stato elaborato nel chiuso del palazzo comunale (almeno spero che questo sia il luogo) senza coinvolgere minimamente i cittadini. E’ stato rispettato solamente il percorso burocratico dettato dalla norma senza promuovere uno straccio di partecipazione (forse anche per questo mi è venuto in mente “…sciur padron…”).
    E ora? Ora chiedono nei tempi acconsentiti dalla norma di fare le osservazioni. Evviva la partecipazione! Ci sarà una presentazione pubblica sulle scelte del PGT? Ci diranno quale sviluppo è stato previsto? Ci diranno qual è il piano dei servizi? Argomenteranno sul futuro delle aree delocalizzate? Sapremo quali parti del territorio hanno ritenuto indispensabile preservare? E così potrei aggiungere una serie di ulteriori domande per capire. IL Piano delle Regole (parte fondamentale del PGT) su quali linee è stato elaborato? Con chi e quando si è aperto il confronto? E il centro storico? E il parco Oltrona (con relativi stabili) a Sant’Antonino che legame ha con il PGT e l’annunciata nuova sede del Perorano? Mi fermo con le domande.
    Vorrei svolgere una riflessione sul come il metodo utilizzato dall’amministrazione comunale e dall’assessore alla partita evidenzi una totale arroganza nei confronti delle forze politiche presenti in consiglio comunale e dell’intera cittadinanza.
    Il PGT è un nuovo strumento che introduce elementi di ampia autonomia decisionale degli enti locali nell’individuare lo sviluppo del territorio. Autonomia che da un forte potere alle amministrazioni comunali o meglio ancora ai Comuni. Ci tengo a sottolineare “ai Comuni” perché è un concetto pieno che coinvolge tutti. Da qui scaturisce , a mio avviso, l’obbligo politico di organizzare la più ampia ed estesa partecipazione alla formazione del PGT. Coinvolgere e poi coinvolgere ancora, perché questo strumento urbanistico sia di tutti.
    Invece abbiamo assistito alla totale chiusura del confronto. Ad un’elaborazione che forse non ha coinvolto neanche l’intera maggioranza. E’ in sostanza uno strumento fatto da pochi avvolto in una spessa nebbia. Altro che trasparenza!

  4. Non abbiamo capito proprio nulla. Quella “dell’assessore” Rivolta è puramente tecnica della comunicazione. Creare attesa e poi ancora attesa è un modo per tenere alta l’attenzione sull’argomento. Quando il PGT arriverà saremo tutti contenti nel dire ….finalmente… e i sei anni trascorsi dall’incarico saranno presto dimenticati.
    Io invece se fossi tra i consiglieri d’opposizione andrei all’entrata del palazzo comunale con tanto di striscione e cartelli denunciando questo comportamento di presa in giro per l’intera popolazione. E questa è ancora una forma democratica di protesta. Chiaro no?

  5. Solo opposizione o anche proposizione?
    Quando ci si presenta alle lezioni comunali, si chiede agli elettori il consenso per governare il Paese. Questo consenso lo si chiede sulla base di un programma che detta alcune linee precise del come si intende dare soluzione ai problemi. Rappresenta un idea del come si vorrebbe trasformare il territorio.
    Ora di fronte all’ipotesi di Pgt elaborato dall’attuale amministrazione comunale, qual è l’ipotesi alternativa che propone l’opposizione dei Democratici Uniti oppure della Lega nord?
    Mi rivolgo ai Democratici Uniti (sostanzialmente al PD) per capire su quali linee si vorrebbe che il territorio di Lonate Pozzolo si sviluppasse per migliorare ed uscire dallo stato di emarginazione in cui versa.
    C’è bisogno di una profonda rivisitazione della programmazione del territorio. La crescita non può essere solo quella di un’edilizia espansiva che corrode e consuma ulteriori aree vergini. Lo sforzo deve essere quello di un pensiero urbanistico che rivoluziona il Paese. Mantenere le cose così come stanno porta inevitabilmente ad ulteriore emarginazione territoriale, determinando degrado e abbassamento della qualità di vita sociale e civile. Partiamo da semplici e (quasi) banali domande: per quali ragioni una famiglia, un/a giovane dovrebbero venire ad abitare a Lonate Pozzolo? Quali sono i punti di eccellenza che possono attrarre per risiedere in questo Paese?
    Proviamo a rispondere a queste domande e forse potremmo trovare la chiave per una giusta lettura del che cosa necessita Lonate per un futuro migliore di quello attuale.
    Certamente i processi di cambiamento di una paese non avvengono dalla sera alla mattina. Ma se non si imposta un disegno complessivo (con tutte le flessibilità necessarie) e su questo si punta per la trasformazione non succederà nulla.
    Centro storico. Partiamo da qui. Oggi è un centro quasi morto. Quello della frazione di Sant’Antonino assolutamente morto. Il commercio del piccolo negozio è in totale sofferenza, si annunciano sempre più chiusure che nuove aperture. La parte edilizia è completamente ferma e molto è in stato di abbandono senza alcuna prospettiva a breve per un recupero. I momenti di aggregazione sono solo quasi esclusivamente i bar (che non vanno demonizzati). Di fatto manca quello che comunemente chiamiamo bello, il piacere di fare una semplice passeggiata per guardare e godere dell’ambiente. Il centro storico è da ripensare completamente. Per ripensarlo bisogna incentivare il recupero edilizio; promuovere con aiuti specifici il piccolo commercio; valorizzare quel poco di storico che vi è rimasto; dotandolo di servizi che portino i cittadini a venire verso il centro; verificando se la viabilità attuale necessita di modifiche e completamenti pedonali. A tutto questo deve seguire una gestione attenta sul fronte delle regole da far rispettare, sul tenere pulito, su una continua e costante manutenzione: ma questo attiene all’agire quotidiano.
    Più complicata è la situazione di Sant’Antonino. La Frazione è completamente svuotata. Il commercio è inesistente. Il nuovo ufficio postale, non è ne più ne meno ciò che era prima nella vecchia sede, è solo più confortevole. Il fabbricato costruito di fronte alla vecchia chiesa è un cantiere perennemente aperto rappresentando, seppur nuovo, un luogo in stato di abbandono. La proprietà Oltrona Visconti rappresenta solamente degrado e anche pericolo. L’immobile in fondo a via S. Taddeo, a lungo tempo proprietà della curia, è totalmente fatiscente con un cortile oramai invaso da piante spontanee ed erbacce (una savana). Il fabbricato di proprietà comunale, le ex scuole elementari, sono anch’esse in uno stato di abbandono senza sapere cosa farne.
    Un’immagine della frazione , come si può ben comprendere, di totale abbandono e sofferenza.
    E’ possibile invertire la tendenza negativa? E’ possibile riportare vitalità e vivibilità nel paese? Come?
    Con tutto il rispetto per chi si impegna volontariamente, non basta fare un’iniziativa annuale in piazza per pensare di raddrizzare la situazione. Il tema è quello di far ritornare i cittadini ad essere partecipi e protagonisti del proprio luogo. Ovviamente il luogo deve essere attrattivo perché bello, perché giustamente vissuto.
    Elaborare un pensiero che, attraverso la ricostruzione di un ambiente, determini socialità tra le persone. Agevolare il privato, che attenendosi alle indicazione pubbliche, promuove ambiente e cultura. Chiamare il cittadino, perché investito di responsabilità a riguardo del proprio paese, a contribuire a dare idee e indicazioni.
    Dalla partecipazione estesa può nascere qualcosa che da impulso per il futuro.
    Per fare questo però bisogna manifestare un proprio pensiero urbanistico, tracciare linee sulle quali si innesta il confronto. E allora qual è il pensiero di chi oggi è all’opposizione? Faccio un solo esempio per provocare (spero) qualche risposta che caratterizzi una posizione. A riguardo delle aree della delocalizzazione di malpensa cosa si pensa di fare? Possiamo dire che nell’ambito della discussione per un nuovo PGT questo è l’argomento degli argomenti. Partiamo da questo punto critico, complesso che chiama in causa non una sola parte del territorio ma l’intero paese.
    Aree oggi abbandonate e degradate. Domani cosa saranno e che ricaduta avranno a seconda della programmazione, sul fronte ambientale, economico e sociale oltre che urbanistico?
    Ecco mi fermo qui per il momento. Ci saranno altri momenti per un confronto ampio e completo. Non si attenda troppo. Lonate non ha più tempo.

  6. E’ vero, o meglio, sono anch’io convinto che da come si imposta lo sviluppo urbanistico di un paese ne discende anche il suo sviluppo sociale.
    E il silenzio che avvolge il PGT non lascia ben sperare, anzi se qualcuno ha delle proposte in 60 giorni non avrà di sicuro la forza per convincere chi da 4 anni ha lavorato, chissà perchè, di nascosto.
    Ma non è tutto.
    Anche se si creano spazi pubblici per attività culturali, sportive o comunque spazi disponibili per momenti di partecipazione comune, poi bisogna essere abili nel saperli far riempire.
    Così è necessario che gli amministratori pubblici stimolino la nascita di iniziative, gettino il seme, si facciano promotori e poi favoriscano la continuazione a carico di gruppi con particolare predilezione a gruppi di giovani.
    Favorire la continuazione, significa allontanare il cappello politico che inevitabilmente crea interesse quanto meno ideale se non economico.
    Favorire la continuazione significa magari anche permettere qualche escamotage se necessario per consentire un miglior sviluppo dell’iniziativa, e non mettere bastoni tra le ruote.
    Non può essere solo l’edilizia a beneficiare di “trovate” nè si può favorire SOLO lo sviluppo di progetti di edilizia privata.
    La vigilanza deve essere solo rivolta ad evitare interessi privati del singolo: per il rispetto delle regole deve valere il rispetto delle leggi che già esistono.
    Che Lonate sia una “piazza” difficile è inutile nasconderlo e lo sanno bene tutti coloro che si sono cimentati in qualche iniziativa.
    Dopo di che, qualcosa di buono esiste (magari per iniziativa di singoli cittadini che si adoperano per tutti) e ciò deve essere meglio promosso se vogliamo ambire ad essere un paese “normale” almeno quanto i paesi che ci circondano. Contestualmente però, credo sia necessario modificare il nostro egoismo e dedicare un po di energia, o almeno appoggiare chi lo fa, per manifestazioni comuni.

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