6 pensieri riguardo “Buoni propositi per l’anno nuovo”

  1. Ciao Paolo, ammesso e non concesso che si debba dialogare con Sea (come voi avete sempre sostenuto se non ricordo male), il dialogo secondo il mio modesto parere dovrebbe essere su basi chiare e trasparenti.
    Ma soprattutto dovrebbero essere posti a conoscenza di tutti gli argomenti del dialogo. Su cosa si debba parlare e su quali argomenti discutere e confrontarsi.
    Ci sono alcuni argomenti su cui con SEA è doveroso un dialogo, su altri temi invece bisogna prima chiarire chi è titolato a portare avanti certi aspetti (la programmazione territoriale a chi spetta? Se è compito di una SPA programmare il territorio sciogliamo tutti i consigli comunali e facciamoli diventare delle spa!!);
    Sulla questione lavoro il dialogo ci deve essere, ma non deve essere oggetto di mercati strani…del tipo ok alla terza pista se mi assumi un tot di persone di Lonate…
    Apro una parentesi…prima di fare i propositi per il nuovo anno, di dovrebbe fare un bilancio di quello appena passato…e questo è stato un anno, politicamente parlando, a tinte chiaro-scure per la giunta Gelosa…

  2. Un paio di questioni sui “buoni propositi”.
    Per quanto riguarda Malpensa, ripeto ancora una volta che, a mio parere, l’interlocutore non è SEA SpA, ma sono soprattutto (1) il comune di Milano, che ne è (ancora) l’azionista di riferimento e (2) la regione Lombardia, che ha le responsabilità di predisporre il Piano d’Area all’interno del quale poi gli attori pubblici e privati possano muoversi con il rispetto reciproco. A che punto sono i contatti stabiliti dal nostro Sindaco e dalla nostra amministrazione (eventualemente in collaborazione con gli altri comuni del CUV) con questi due enti? Quali pressioni sono state fatte per attivare il tavolo di confronto promesso dal comune di Milano? cosa è stato fatto nei confronti della giunta regionale perché si arrivi alla redazione effettiva (!!) del Piano d’Area?
    Sul “fantomatico” PGT, arrivano ancora le promesse di “trasparenza” e “partecipazione”. Forse non è ancora chiaro ai nostri amministratori che il mero rispetto dei termini di legge non basta per “praticare” la partecipazione: altri comuni hanno seguito e stanno seguendo un iter completamente diverso (vedi quanto scritto nei post precedenti del 23, 4 e 2 dicembre). Peraltro, gli articoli pubblicati a dicembre dalla stampa locale sulla sede del Perograno e sul Social Housing dimostrano che la maggioranza ha trovato il tempo di affrontare l’argomento del PGT, ma rigorosamente a porte chiuse (!!), come già fatto in altre occasioni (cfr. Impianto di Inertizzazione dell’Amianto — a proposito: sarà questo uno dei nuovi insedimenti produttivi di cui parla il sindaco? oppure dobbiamo aspettarci qualcosa di più “interessante”?). Intendiamoci, penso sia giusto che la maggioranza e giunta si ritrovino a discutere al loro interno … ci mancherebbe! Ma, purtroppo, questa non è partecipazione!

  3. Sono perfettamente d’accordo con tutti e due. Con Sea si deve dialogare in quanto il suo core business è la gestione di un aeroporto sul nostro! territorio; con l’azionista si deve dialogare per capire se vuole (e come) investire sul nostro! territorio. Basta che si dialoghi a carte scoperte, ma forse è questo che non si vuole fare…la nostra! amministrazione compresa!

  4. PGT, Malpensa e via via discorrendo. Da quanto tempo sentiamo ripetere le stesse identiche cose senza che cambi assolutamente nulla? Partecipazione, trasparenza: altre parole d’ordine del Sindaco ripetute all’infinito. Parole svuotate.
    C’è da prendere coscienza che con questa amministrazione comunale non vi è possibilità di confronto. I gesti e le cose dette e decise in questi ultimi anni dimostrano come non vi sia nessuna possibilità di misurarsi con chi ha un concetto dell’amministrazione pubblica che esula dall’essere costantemente sottoposta a verifica. Nella forma mentis politica di questi amministratori l’opposizione non è un’altra parte di cittadini rappresentati, ma semplicemente un impiccio, un fastidio da evitare.
    Bisogna allora, oltre che tenere in ogni modo sotto pressione politica l’amministrazione, muoversi con iniziative che si sgancino dalla semplice critica consigliare. E’ necessario riprendere il filo dell’ascolto dei cittadini. Aprire il confronto sul territorio che vada al di là dell’istituzione del palazzo comunale. Mettere in campo idee proprie di come vorremmo agire e trasformare questo nostro Paese. Partire dal basso ed abbandonare quelle noiose e inconcludenti riunioni tra “addetti ai lavori”.
    Bisogna comprendere che il cittadino ne ha le “tasche piene” della così detta politica politicante. La non partecipazione è determinata dalla consapevolezza che il cittadino non conta, nessuno lo ascolta. C’è la necessità di ridare senso e valore alle parole. Riempirle di contenuti. Parole semplici e concrete che portano a compiere fatti.
    C’è bisogno di una nuova azione partecipativa. Rompere gli schemi della politica dei partiti che non è più in grado di autorigenerarsi. C’è bisogno di indignazione e ribellione democratica. Tra i cittadini serpeggia una totale sfiducia e cova una profonda rabbia. Bisogna sapere cogliere questo diffuso disagio e forte tormento. La nostra è una società inquieta perché non vede prospettive positive.
    Incanalare e organizzare la rabbia e il dissenso e da questi elaborare nuove situazioni che rendano nuovamente partecipe il cittadino mettendolo al centro dell’agire politico. Si dell’agire politico! Perché vi è una assoluta necessità di maggior politica. C’è bisogno di una politica che esprima idealità; c’è bisogno di politica partecipata e vissuta. Ma una nuova politica passa attraverso un nuovo corso culturale, formando nuove sensibilità sociali, ridando fiducia ai cittadini perché resi protagonisti. Se non si promuove questa nuova strada della cultura i cambiamenti saranno impossibili, o comunque effimeri come sono stati quelli di questi ultimi 20 anni. Mi rendo conto che questo commento è andato al di là dell’articolo, ma partendo dal proprio quotidiano è inevitabile giungere a riflessioni e considerazioni più ampie.

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