PM10: situazione critica (ma non è una novità)

Con l’arrivo dell’inverno la situazione ambientale peggiora e torniamo ai “tradizionali” livelli di emergenza. I dati rilevati dalla centralina di Ferno per i mesi di ottobre e di novembre sono questi:

  • su 61 rilevazioni valide, sono 30 quelle che hanno superato la soglia dei 50μg/mc, mentre altre due si sono fermate proprio al limite dei 50μg/mc (ricordo che la normativa prevede un massimo di 35 rilevazioni in un anno al di sopra di questa soglia);
  • il valor medio delle 61 rilevazioni è di 52,74μg/mc, mentre la normativa prevede un massimo di 40μg/mc come media annua.

Sono in particolare i dati di novembre ad impressionare: dal 12 novembre in poi il livello delle polveri sottili non è mai (!!) sceso al di sotto della soglia di allarme.

PM10 – Valori (μg/mc) rilevati dalla centralina di Ferno nei mesi di ottobre e novembre 2011. Il valore misurato ha superato la soglia critica di 50 μg/mc "solo" in trenta giorni (su 61 rilevazioni). In altri due casi il valore rilevato si è fermato proprio al livello della soglia di 50μg/mc.

Può essere interessante valutare l’andamento dell’anno 2011 e confrontare i dati rilevati a Ferno con quelli che emergono dalla altre centraline della provincia:

Luogo Rilevazioni
valide
Superiori soglia allarme
(> 50μg/mc)
Valore medio
(anno 2011)
Ferno 322 102 42.02
Gallarate 334 65 27.74
Busto Arsizio 315 62 32.79
Saronno 328 98 40.92
Varese 329 61 33.05

Ferno è il “campione” della provincia di Varese, la zona che si caratterizza per il più alto tasso di inquinamento da polveri sottili!

E le “autorità competenti” cosa fanno? La legge prevede che prendano i provvedimenti più opportuni per difendere la salute dei cittadini, ma io non ho visto nessun intervento e nessuna azione … ma forse loro non ritengono che la situazione sia così grave … o forse non sono capaci di gestirla.

3 pensieri riguardo “PM10: situazione critica (ma non è una novità)”

  1. I grafici rendono bene la situazione, meglio di tantissime parole e di tanti dati. Anche perché, i dati vanno interpretati e bisogna saperlo fare bene (ci siamo sentiti dire queste cose qualche settimana fa a Ferno).
    Anni fa, suscitando le ire dell’Unione Europea, Regione Lombardia aveva tentato di alzare i livelli, aumentando il numero dei giorni ammessi e alzando l’asticella del valore dei 50 microgrammi al metrocubo.
    Ecco un tentativo a dir poco idiota per non affrontare seriamente il problema e per far finta di interessarsi al problema.
    Ma anche la situazione del nostro territorio è gestita in maniera per così dire silenziosa dalle autorità competenti. Va opportuno ricordare che responsabile della salute dei propri cittadini è il sindaco. Ma a Ferno cosa dicono? Come si pongono di fronte al problema?
    La questione è molto semplice ed è per questo che forse non la si vuole affrontare. Bisogna in primis capire quali sono le fonti di inquinamento, capire il loro peso sulla percentuale complessiva dell’inquinamento e poi mettere in pratica tutta una serie di accorgimenti che le associazioni ambientaliste e non solo stanno dicendo da tempo, prendendosi delle sonore pernacchie!
    Già sulle fonti assistiamo alle arrampicate sugli specchi di chi per esempio non vuole annoverare Malpensa come tra le principali fonti e si prodiga subito nel dare la colpa al traffico (che è una delle fonti), al riscaldamento delle abitazioni (altra fonte, ma come la mettiamo quando i livelli del pm10 superano i limiti previsti per legge a riscaldamenti spenti?) o alle stufe a legna.
    La causa di tutto è la conformazione della Pianura Padana, che non prevede il ricambio dell’aria grazie all’andamento dei venti, questo ce lo stiamo sentendo ripetere in ogni occasione. Ma questo più che una causa è una giustificazione per fare l’opposto di quello che si dovrebbe fare. Se non vi è questo ricambio naturale d’aria, perché io agisco aumentando le fonti di inquinamento, le potenzio e non faccio nulla per farle diminuire?
    Ferno è il campione (in negativo) della Provincia di Varese: colpa del traffico? Colpa del riscaldamento delle abitazioni? A Ferno hanno tutti le stufe a legna accese? La colpa a Malpensa non la si da, o meglio non la si vuole dare. Eppure la centralina è verso l’aeroporto e non in una zona fortemente attraversata dal traffico stradale. Eppure se si cerca di capire il reale peso dell’inquinamento causato da Malpensa, come ha fatto Casorate Sempione, si risponde che lo studio di Casorate è stato fatto male e in troppa fretta.
    Perché non lo si fa bene allora? Perché non si ha il coraggio di prendere seriamente la situazione in mano?
    Forse per fare questo dovrebbero rendersi conto che la situazione è grave e non sembra che se ne siano accorti.
    Il pm10 poi non è l’unico problema, abbiamo il pm2.5 abbiamo gli IPA e lo stesso Benzene, causati soprattutto dall’aeroporto di Malpensa. Ultimissima cosa sul Benzene, che se non ricordo male è cancerogeno per l’uomo, anche se per qualche consigliere comunale di maggioranza di Lonate Pozzolo dobbiamo citare le fonti perché se no, lui non ci crede!!! L’organizzazione Mondiale della Sanità, non quattro pirla di ambientalisti della domenica, sta rivedendo al ribasso i limiti e le soglie previste per legge, confermando la pericolosità per l’uomo di questo composto. Inutile ricordare che la stessa Regione Lombardia ha definito questa zona, come zona A1 di risanamento, proprio per la grande presenza di inquinanti, inutile ricordare che Regione Lombardia vuole in questa zona aumentare le fonti di inquinamento spingendo per la terza pista, la logistica etc…

    Speriamo solo di non vedere qualche sindaco fare la danza della pioggia per far abbassare il pm10 oppure sperare nella neve

  2. Che la situazione sia preoccupante, lo “respiriamo” giornalmente.

    Che non ci sia ombra di interventi di mitigazione da parte della nostra amministrazione sembra evidente tanto quanto è evidente la mancanza di informazione qualora ce ne fossero.

    Il silenzio, come anche altre situazioni hanno dimostrato, sembra quasi essere la strategia comunicativa dei nostri rappresentanti.

    Quali sono gli obblighi dell’amministrazione a tutela della salute dei cittadini?

    Credo che la popolazione abbia il diritto di avere conto delle azioni che si sono intraprese o si vogliono intraprendere.

    Qual è la causa prima di questo inquinamento che vede Lonate “eccellere”?
    Da qui si parte per limitare i danni.

    Ma in ogni caso, vista la situazione, credo che il minimo che si possa fare oggi è mettere in atto un monitoraggio medico con adeguati esami diagnostici che, visto l’impressionante livello di polveri sottili, escluda la presenza di danni irreparabili per la salute.

  3. Le fonti di pm10 in Lombardia sono principalmente 2: traffico e soprattutto combustione non industriale.
    La conformazione della Pianura Padana é una delle cause, usata come alibi. Il vero problema é che ai tavoli europei l’Italia contava meno di zero, e così i limiti si fissano tenendo conto delle info di paesi come Danimarca, Svezia, Germania, Inghilterra, caratterizzate da condizioni meteo completamente diverse e più favorevoli al ricambio.
    Prendere dei provvedimenti é doveroso, e impopolare in certi casi: abbiamo le file di lamentele per limitazioni alla circolazione, cosa pensate succeda se applicassimo davvero la dgr che vieta in Lombardia l’uso della legna sotto i 300 metri sul livello del mare? Apriti cielo. I policy marker sono poco incisivi, il cittadino medio si fa abbagliare da interventi spot ma si oppone ai cambi strutturali.

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