4 pensieri riguardo “Il PGT della discordia”

    1. Ho sentito la registrazione del punto sul pgt, ma non ho sentito pronunciare “ti querelo”,
      appena posso provo a risentirla

  1. Ho ascoltato quanto detto in Consiglio Comunale e sono rimasto allibito. La partecipazione è solo un lontano concetto da usarsi ogni tanto solo per dire “abbiamo fatto una riunione”. Le osservazioni che andavano fatte e che sono state fatte sono in qualche cassetto in attesa di non si sa bene cosa. Non sappiamo nemmeno se sono state accolte, se ritenute valide. Se non ho sentito male non dovevamo nemmeno farle e allora perché a suo tempo fummo invitati ad estendere l’invito anche ai gruppi politici non presenti in consiglio comunale, alle associazioni ambientaliste, alle associazioni di categoria? Perché caldeggiare la nostra partecipazione e la realizzazione delle osservazioni? Coma mai lo studio che ha realizzato la VAS a fronte di queste osservazioni durante la conferenza di valutazione non ci ha stoppato dicendo voi semplici cittadini non potete presentare ora le vostre istanze?
    Chi ha ragione? la legge o le sensazioni e i pareri del tecnico di turno o del professionista incaricato?
    Nel frattempo sono passati mesi e anni.
    La domanda finale su chi decide del pgt non è lecita, è ASSOLUTAMENTE LECITA, DEMOCRATICA E SENSATA!!!
    Qual’è il ruolo politico della maggioranza se le decisione tecniche e non solo le decide un progettista e basta?
    Andrò a verificare l’iter del pgt di Monza e lo confronterò con quello di Lonate Pozzolo e vedremo.

    Sarà anche vero che Lonate ha una serie di problemi, ma è altrettanto vero, importante e necessario che questi problemi vengano discussi con la gente, nelle frazioni se si vuole una vera partecipazione e non solo una cosa di facciata!!!
    Ma per fare questo c’è bisogno di una volontà politica, che oggi non riscontriamo!!!
    Prendiamo per esempio Gallarate, il cambio di amministrazione ha portato con sè una revisione del pgt approvato dalla passata Giunta.
    Questa amministrazione ha deciso di fare quello che la precedente non aveva fatto, cioè favorire e rendere viva, seria e concreta la partecipazione e lo sta facendo con una serie di incontri pubblici, con i cittadini, con le associazioni, con i rioni.
    Loro sono bravi? Certo, hanno anche una volontà politica di discutere e di confrontarsi.
    Succederà anche questo a Lonate?
    http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=219874

  2. Ho scritto il commento dopo avere ascoltato integralmente la registrazione del consiglio comunale riguardante l’interrogazione sul Pgt.
    Quando lo scontro politico sfocia nell’intimidazione “attento che ti querelo” sta a significare che le argomentazioni a sostegno della propria posizione sono deboli o addirittura inesistenti. L’incarico del PGT è stato dato nel dicembre del 2006 e dall’ora il processo di formazione di tale strumento è stato solo di carattere burocratico. La tanto decantata partecipazione dei cittadini è lettera morta. L’assessore Rivolta può anche minacciare di querelare, ma la verità è che nessun coinvolgimento della popolazione è stato promosso e attuato, dunque non c’è trasparenza. Il Pgt, quando sarà reso completamente pubblico, rappresenterà la sintesi di un’elaborazione compiuta da una ristretta cerchia di persone probabilmente esterne alla maggioranza politica consigliare. Dico questo con la consapevolezza di rientrare tra coloro che possono essere querelati. Basterebbe parlare con un qualsiasi consigliere comunale di maggioranza per comprendere come l’argomento Pgt sia totalmente sconosciuto.
    Gli annunci a cadenza semestrale che l’assessore Rivolta ha lanciato per affermare che è imminente l’adozione del Pgt, sono l’esempio di come la politica sia solo quella dell’annuncio e dell’effetto mediatico che ciò può avere. La sostanza però non c’è.
    Ma andiamo al cuore del problema. Su quali linee si svilupperà il nuovo strumento urbanistico? Sono le linee dettate dal “famoso” Documento di Inquadramento Urbanistico (giugno 2006) che si diceva essere propedeutico alla stesura del Pgt, oppure sono cambiate? Sarà una previsione di sviluppo su nuove aree, oppure punterà più sul recupero e il completamento? E cosa si riterrà fondamentale conservare sul fronte storico ambientale e culturale? Quali le situazioni urbanistiche da proteggere e tramandare alle generazioni future? Come si pensa di affrontare le nuove esigenze socio economiche determinate dalla crisi? Come si pensa di agevolare la realizzazione della prima casa? Quali spazi pubblici per una migliore socialità?
    E per il commercio cosa si intende fare? Proseguire sulla linea della grande distribuzione oppure incentivare il commercio del centro storico?
    Le domande possono essere infinite per giungere e determinare scelte di un nuovo Pgt. Resta il problema, fondamentale, della partecipazione democratica. Il Pgt, dunque il territorio, non è proprietà di un’assessore o di una maggioranza. E’ di tutti. Per questo motivo è necessario che la partecipazione sia la più ampia possibile. Non ci si può trincerare dietro il rispetto del percorso burocratico come fa l’assessore Rivolta. Cinque anni sono un tempo enorme per redigere un Pgt. Potremmo affermare che nasce vecchio. Quando la Regione Lombardia si prendeva due, tre, quattro anni per approvare definitivamente un PRG, si protestava perchè i tempi erano troppo lunghi e i comuni non potevano stare fermi in attesa. E oggi che la responsabilità sta totalmente nelle mani delle amministrazioni comunali? Cosa dovremmo dire? Nascondersi dietro la complessità dei problemi e che sono i tecnici a dettare i tempi è infantile ed è offensivo per ogni cittadino. Non ho dubbi che l’architetto Giuliani (incaricato di redigere il Pgt) sia un eccellente tecnico ed esperto urbanista, ma le linee del come si vuole pensare al territorio futuro e quale sviluppo le detta l’amministrazione comunale. Il problema è squisitamente politico. L’aver tenuto in stato d’attesa il Pgt per tutto questo tempo, ha permesso ai più forti di dettare all’amministrazione comunale l’agenda dei PII (programmi integrati di interventi), contrattando situazioni urbanistiche ed interventi molto discutibili e per fortuna non tutti realizzati. Basterebbe guardare nel circondario per rendersi conto di quanto appaia anomalo l’operato del comune di Lonate Pozzolo per il numero elevato di PII approvati. Detto questo, resta che il Pgt non c’è, e questo determina un ritardo politicamente ingiustificato.
    Dovrò temere la querela?

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