1 commento su “Aumento delle tariffe per finanziare la terza pista”

  1. A parer mio, un sindaco che frena sul cemento a Milano, tutela il parco sud e rilancia expo con maggiori garanzie antispeculative e rilancio del territorio in chiave verde non può far morire quello che a detta di tutti è il più bel parco fluviale della Lombardia e forse di tutto il paese. Credo, a quanto leggo, che il masterplan di Malpensa sarà comunque ridimensionato, ma un ridimensionamento non centrerebbe comunque il problema. Anche solo la terza pista e un aumento del sedime aeroprortuale più contenuto, decreterebbe la svalutazione del territorio del gaggio e la sua morte. Come dire, non si può vincere a metà come con la riforma parchi lombardi che, sia pure con delle criticità, ha portato a casa delle confortanti vittorie. Questo grazie alle opposizioni e alla collaborazione della maggioranza. Nel caso della pedemontana, è vero che verrà fatta ed è anche vero che spariranno quasi 700 ettari di territorio con svincoli vari e altro…è anche vero che qui si è vinto a metà, un’opera concepita non come un male necessario, ma come un’opportunità per riqualificare un territorio in gran parte urbanizzato, mettendo a dimora nuove piante, creando quindi nuovi boschi e riqualificando quelli già esistenti e mettendoli a sistema creando una sorta di parco lineare o greenway. Premetto che, non sono proprio d’accordo con l’operazione, ma almeno possiamo dire che qualcosa cambierà in positivo, nonostante la mega-devastazione, un ossimoro, lo so, ma in questo campo si ragiona per ossimori. E la questione malpensa? Malpensa è stata un esperimento riuscito male, si è voluto ampliare l’aeroprto, l’opposizione ha ottenuto lo stralcio di alcuni aspetti del progetto, ma il territorio è stato ferito. Il fatto di avere oggi via gaggio non va letto, a mio parere, come una consolazione di fronte alle devastazioni, e nemmeno come un risultato di precisi interventi di mitigazione da parte di Sea, questa ha continuato ad agire secondo la consueta logica coloniale. La situazione attuale è di limite, anche un ridimensionamento del masterplan comporterebbe la morte del parco del ticino e la continuità ecologica verrebbe ridotta al solo alveo del fiume. Avremo due parchi separati e di fronte a tanta devastazione e ad un abbassamento sensibile della qualità della vita tutt’intorno cosa si potrà ancora dire? No ad ulteriori progetti in un territorio sdoganato da Sea? Un nuovo piano d’area? No, non vogliamo noi di via Gaggio tutto questo. Vogliamo una Vas, lo stralcio completo del masterplan inutile anche da un punto di vista economico e dire la verità alla gente. Si parla di Lombardia produttiva, a me pare che questa regione rientri appieno nel malcostume tutto italiano dell’aggiramento dei vincoli per poter fare in pieno i propri porci comodi. Altro che Regione modello!!!Ci crediamo ancora? A mio parere non si può in questo caso vincere a metà! si è già perso molto e una semi-vittoria equivarrebbe ad una sconfitta da aggiungere alle precedenti!! La soluzione? Ancora un aeroporto che accetta i limiti alla sua arroganza ed un ecomuseo che rilanci e faccia conoscere la zona del gaggio! E’ vero che un parco non può essere solo vincoli, ma opportunità, purchè queste siano però eco-sostenibili e il progetto del masterplan di malpensa non lo è!!!!!

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