Botta e risposta

Domenica 18 settembre La Prealpina ha pubblicato la “lettera al territorio” di Giuseppe Bonomi, presidente di SEA, che invita al “dialogo senza pregiudizi”.
Alcune risposte sono arrivate nell’edizione di oggi.

La Prealpina - 18 settembre 2011 - P01
La Prealpina - 18 settembre 2011 - P08
La Prealpina - 20 settembre 2011 - P23
La Prealpina - 20 settembre 2011 - P23
La Prealpina - 20 settembre 2011 - P23

3 pensieri riguardo “Botta e risposta”

  1. Dialogo, apertura e disponibilità al confronto con le amministrazioni locali interessate dallo sviluppo di malpensa. Che belle parole, che bel suono. Saranno sincere? E’ sincera convinzione quest’apertura al dialogo, oppure semplice strategia? Io qualche dubbio lo nutro.
    Analizzando attentamente la lettera scritta dal presidente Bonomi, io non riesco ad essere entusiasta per questa presunta apertura al dialogo. Che cosa dice in sostanza? Dialogo si, ma senza pregiudiziali all’ipotesi di sviluppo dell’aeroporto. Come senza pregiudiziali? Le pregiudiziali sono fondamentali. Se togliamo le pregiudiziali di chi si batte contro, non esiste più di fatto chi si batte contro. Chiaro no?! Non ricordo bene quale filosofo affermò che la vera pregiudiziale è quella di non avere pregiudiziale.
    In questo caso specifico la pregiudiziale è semplicemente NO alla Terza Pista ed eliminazione della brughiera! Poi si può accettare il dialogo.
    Dopo tutto, il ragionamento fatto da Bonomi è funzionale al suo progetto (non poteva essere altrimenti), e sullo sfondo l’illusione del dialogo. Quando afferma che la strategia dello sviluppo aeroportuale è fatta sui tempi lunghi e collegati all’andamento del mercato, dice semplicemente di accettare uno sviluppo realizzato a spezzoni. Come dire, perché preoccuparsi adesso della terza pista? Intanto si fanno altre cose, magari i capannoni per la logistica no?
    Bonomi naturalmente svolge il proprio lavoro di manager SEA. Ma dov’è la politica?
    Perché è la politica che decide se ampliare o non ampliare l’aeroporto.
    Su questo tasto devono premere i Sindaci del CUV. Chiedere a gran voce alla politica regionale qual è la posizione sul tema. Non mi pare che questo sia nell’agire degli attuali amministratori locali. Destra, sinistra, centro, tutti attenti a misurare le parole per non disturbare più di tanto i vertici regionali e non solo.
    Per fortuna ci sono i comitati che, seppur ostacolati, con il loro impegno hanno comunicato informazioni e formato nuove sensibilità ambientali che oggi costringono, almeno, ad un dialogo ,che io penso sia più formale che sostanziale (ma sarei felice di ricredermi), le alte cariche manageriali e politiche.

    1. Bonomi sa sicuramente fare bene il suo mestiere. Si è reso, forse, conto che l’azionista di riferimento è cambiato e che è cambiata anche la gestione del rapporto tra SEA e il Comune di Milano.
      In altre situazioni il cambio dell’azionista di riferimento avrebbe comportato una sostituzione dei vertici di SEA, oggi non è all’ordine del giorno, ma forse lo diventerà tra qualche mese.
      Io personalmente avrei sostituito subito i vertici di SEA.

      In questa lettera aperta (strumento mai usato in passato) il presidente Bonomi si è lanciato in una apertura verso il territorio. Un dialogo aperto con chi subisce oggi la presenza dell’aeroporto.
      Come porsi di fronte a questa apertura?

      Un Dialogo senza pregiudizi, non è un Dialogo.
      Soprattutto perchè mai come ora, i pregiudizi e le obbiezioni che vengono poste sono supportate da una attenta analisi e una attenta lettura di una serie infinita di documentazione.

      Non più un no senza motivazioni, ma un NO logico, argomentato e razionale.

      Si potrebbe inoltre dire che il dialogo dovrebbe partire senza i pregiudizi del SI, cioè di tutto quelli che stanno e hanno gestito la questione della terza pista e del Master Plan dando per oro colato o per Vangelo qualsiasi cosa scritta nel Master Plan, non accorgendosi nemmeno che le previsioni di traffico per i prossimi anni contenute nel Contratto di Programma approvato a Febbraio e base del Master Plan, vede una differenza tra i dati di SEA e quelli di ENAC.
      Inoltre ignorando o non citando alcune situazioni critiche da un punto di vista ambientale si sta dando volutamente una errata fotografia del rapporto tra aeroporto e SEA.

      Allora se il dialogo ci deve essere si mettano in chiaro le cose, non si nascondano i danni fatti da Malpensa, non si nasconda il fatto che il progetto della grande Malpensa è venuto meno perchè il mercato non va a Malpensa, ma va via da Malpensa.

      Non si può nascondere o giudicare l’addio di Lufthansa come l’addio di una delle tante compagnie che operano a Malpensa. Così come non si può non ignorare che l’addio di Lufthansa, di Air france e i prossimi di Klm e British devono per forza imporre uno stop al Master Plan proprio perchè sono venute a mancare le condizioni necessarie (se mai ci sono state) per programmare questo sviluppo dell’aeroporto.
      Così come va anche cambiata la strategia dell’azienda SEA, che per realizzare le opere del Master Plan va a chiedere l’aumento delle tariffe aeroportuali, che andranno a colpire i cittadini che si vedranno aumentare il costo del biglietto. La stima è di un aumento compreso tra 6 e 8 euro per biglietto.
      Se poi pensiamo che da quando è andata via Alitalia il traffico è stato mantenuto dalle Low cost, è razionale un aumento delle tariffe che va a colpire direttamente le low cost?

      Dialogo…ok? Azzeriamo il master plan. Cancelliamolo e si riparta da zero…

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