Furti a Lonate

La Provincia di VareseLonate, rubata borsa a consigliera Brutta sorpresa per Nadia Rosa

A parte il mio episodio, che ha avuto gli onori della cronaca, in questi giorni mi hanno riferito alcuni casi capitati per esempio presso i cimiteri e lungo il Ticino.

Aggiungo una riflessione personale: purtroppo il posto in cui viviamo non riesce più a sorprendermi, ma riempie di una tristezza infinita. Vedere avanzare questo degrado sociale, testimoniato dalla crescita della piccola criminalità comune, è qualcosa che fa male e che, purtroppo, non si risolve con un consiglio comunale in Piazza Mazzini. Si può fare, ma non sarà la soluzione a tutti i problemi di Lonate.

Quello che più infastidisce è la demolizione pezzettino per pezzettino della fiducia che ho naturalmente nel prossimo, al punto tale che la prima reazione (sbagliata) è quella di sentirsi colpevole: dove ho sbagliato? Cosa potevo fare o non fare di diverso?
E’ possibile doversi sempre guardare le spalle? Sarà che sono appena tornata da una breve vacanza in un posto in cui lasciavo lo zaino in bella mostra sull’auto senza preoccuparmene; il rientro alla realtà è avvenuto decisamente in maniera dirompente.

La Provincia del 30 agosto 2011
La Provincia del 30 agosto 2011
La Prealpina del 30 agosto 2011
La Prealpina del 30 agosto 2011

8 pensieri riguardo “Furti a Lonate”

  1. Cara Nadia, ancora la mia solidarietà.
    Lonate Pozzolo è ormai un postaccio. Pensa che c’è gente che, se deve tornare a casa a piedi o in bici, fa giri più lunghi rispetto ai tragitti abituali per evitare di passare per certe vie.

    Stiamo perdendo il paese.

    Fra pochi giorni, poi, tornerà a ripopolarsi il “Rione Malavita”: piazza Mazzini, via Nazario Sauro, via Novara, piazza Santa Croce, l’inizio di Via S.Antonino. Ora il Rione Malavita pare un paradiso terreste: i delinquenti, che impunemente fanno il bello e il cattivo tempo nel nostro paese, si stanno godendo altrove gli ultimi giorni di (im)meritate ferie. Sono nei luoghi natii.

    Li accoglieremo ancora a braccia aperte (e a occhi, orecchie, bocca chiusi)?

    Le prossime elezioni comunali sono nel 2014 e abbiamo una grande oppurtunità: non siamo in campagna elettorale. Non buttiamola in gazzarra partitica per un pugno di voti in più. C’è un paese da salvare, il nostro. Tutti assieme.

    Serve gente che abbia idee e serve gente che ami Lonate Pozzolo. Servono gesti di coraggio. Finché ciascuno si limiterà a più-o-meno il suo compitino, saremo spacciati. Lonate Pozzolo tutta morirà a stento, in una lentissima e dolorisissima agonia. Sta morendo già.

  2. So cosa significa subire un furto e comprendo il disagio e l’amarezza che ne comporta. Come dici tu cara Nadia, questo crescere di micro criminalità rende il paese insicuro e smarrito. Troppi episodi negativi in questi ultimi tempi hanno leso la serenità di questo territorio. Costatato ciò, che fare? Come possiamo riportare la tranquillità tra i cittadini?
    Hai ragione, non è un consiglio comunale in piazza che può invertire la tendenza. Può suscitare qualche curiosità, dettare qualche titolo di giornale, ma la cosa è molto più complessa e profonda. Bisogna reagire.
    I cittadini sono stanchi di questa situazione. Tutti, ma proprio tutti si lamentano. Non si sentono protetti.
    C’è la necessità di ritrovare la fiducia nelle istituzione preposte alla sicurezza. C’è la necessità di vedere una maggior presenza di forze dell’ordine (carabinieri, polizia locale) durante le ore del giorno e della notte. C’è da lavorare sul fronte culturale e delle tematiche giovanili. C’è da fare un’operazione straordinaria nei confronti delle famiglie che sappiamo avere problemi nell’educazione dei figli.
    L’attenzione va rivolta a quei ragazzi che sostanzialmente sono allo sbando e che sono individuabili. Se non si prendono iniziative e provvedimenti specifici, questi giovani saranno quasi certamente malavitosi di professione fra qualche anno. Io considero la situazione di Lonate in uno stato di assoluta emergenza.
    Comune, Forze dell’Ordine, Agenzie educative di ogni livello, devono trovare la capacità operativa per iniziare un percorso comune di recupero di una situazione che sempre più degenera.
    Chi ha il compito nell’amministrazione comunale di seguire queste vicende deve darsi una mossa. Mentre tutti si lamentano, sentiamo dire dall’assessore Portogallo che tutto va bene. Non è così. Non possiamo lasciare che le cose tocchino il punto di non ritorno. Il rischio è che qualche cittadino per bene, stanco di subire e di sentirsi solo, possa agire e reagire mettendo a repentaglio la propria incolumità. Quando ci si sente soli e non difesi, cova la rabbia. E la rabbia non porta cose buone.
    E’ urgente farsi carico in modo concreto di questo profondo malessere presente tra i cittadini. Non si sottovaluti la tensione che attraversa l’intera Lonate.
    Chi sta all’opposizione , promuova urgentemente un Consiglio Comunale sul tema della sicurezza. Si avvii un confronto serrato sul come affrontare la situazione. Si metta alle strette l’amministrazione comunale ed in modo specifico l’assessore di competenza. Si dia corso ad una campagna informativa nei confronti dei cittadini che attendono risposte concrete. Si operi per coinvolgere i cittadini nell’essere essi stessi parte attiva per un paese più sicuro.
    Facciamo qualcosa.

  3. Il commento di Dn.Br. fa venire i brividi per la nitidezza del ritratto che è riuscito a rendere di Lonate Pozzolo. Non so quanti altri amministratori, per conoscenza specifica della materia e del territorio, riuscirebbero a fare altrettanto.

    Ho letto e riletto il commento di Dr. Br. e traggo sempre nuovi spunti.

    Sottolineo qualche passaggio di Donato:
    «E’ urgente farsi carico in modo concreto di questo profondo malessere presente tra i cittadini». URGENTE! URGENTE! URGENTE! Spero entri nelle teste di tutte le persone di buona volontà.

    «C’è la necessità di ritrovare la fiducia nelle istituzione preposte alla sicurezza». Delle istituzioni preposte alla sicurezza o delle istituzioni in genere. Da parte dei politici io vorrei notare uno spirito pre-elettorale: si ha presente il politico un mese prima delle elezioni? Ah, lì sì che è vicino alla gente: va a suonare ai campanelli con più insistenza di un testimone di Geova; lo vedi al mercato, in Chiesa, e persino ai funerali di gente che conosceva appena; ti manda addirittura le lettere a casa. Ecco, i lonatesi, URGENTEMENTE, devono capire che gli amministratori lonatesi hanno a cuore, hanno presente, si preoccupano del problema del paese e soprattutto della Contrada (già Rione, ora cambio) Malavita (piazza Mazzini, via Novara, via Nazario Sauro, piazza S.Croce e il primo pezzo di via S.Antonino) e di via Garibaldi, nuovo epicentro di criminalità, abbandono, devianza.

    «non è un consiglio comunale in piazza che può invertire la tendenza. Può suscitare qualche curiosità, dettare qualche titolo di giornale, ma la cosa è molto più complessa e profonda». Per carità, se il consiglio comunale in piazza non va bene, si pensi URGENTEMENTE a qualcosa d’altro. Eppure scartarlo soltanto perché non farebbe altro che suscitare curiosità, dettare qualche titolo di giornale, forse è sbagliato. Suscitare curiosità… dettare qualche titolo di giornale… esattamente quel che successe per Viva Via Gaggio. Poi da cosa nacque cosa.
    Il consiglio comunale in piazza (idea non mia, per cui mi piace valorizzare i suoi aspetti positivi) sarebbe stato – anzi, sarebbe – un gesto forte per testimoniare da parte del consiglio comunale tutto vicinanza alla gente, ormai esausta e schifata.

    Ciao e buona giornata.

    1. Caro Rob, il consiglio comunale in piazza va bene. Intendevo dire che il tema non può esaurirsi nell’andare in piazza. Sono i contenuti di una discussione aperta e franca che possono fare la differenza. Sono le iniziative e i provvedimenti che si intendono intraprendere ad avere valore. La mio timore è che l’andare in piazza sia una dimostrazione di facciata e non di contenuti. Il rischio è che in un contesto sottoposto a pressione esterne ci sia la gara a chi le spara più grosse e non si affronti concretamente il problema sicurezza.
      Calcoliamo con estrema attenzione come muoverci e che linguaggio usare. Dopo di che, tutte le proposte tese a contribuire seriamente a superare questa delicata situazione, vanno prese in considerazione. Mettiamo da parte la logica dell’appartenenza politica e gurdiamo ai contenuti.

      1. Caro Dn.Br., spero anche io che, indipendentemente dal luogo, si «promuova urgentemente un Consiglio Comunale sul tema della sicurezza». E ancora una volta sottolineo la parola “urgentemente”.

        Nell’attesa del Consiglio, una proposta concreta: perché non pensare a un banchetto, un gazebo, da piazzare sabato 10 e/o domenica 11 settembre in piazza Mazzini? Sarebbe un’occasione per ascoltare la gente e per creare un primo contatto con gli abitanti della Contrada Malavita (piazza Mazzini, via Novara, via Nazario Sauro, piazza S.Croce e il primo pezzo di via S.Antonino). Sarebbe un contatto vero col territorio: testimonianze di prima mano per poter prendere davvero coscienza della dimensione e della fattura del grave fenomeno in corso.

        Ho proposto questa idea alla Lega Nord, l’unica forza politica che ha risposto alla mia mail di Giugno, nella quale denunciavo il tentato omicidio di piazza Mazzini e, più in generale, segnalavo il costante, quotidiano ripetersi di episodi di criminalità. La propongo umilmente anche ai Democratici Uniti, dei quali sono un elettore. Ora che ci penso, anche l’UDC mi rispose, con una email non firmata da una persona fisica (di solito non si fa così), mi garantivano che ne avrebbero discusso in sede di gruppo di maggioranza. Non so se la cosa sia stata fatta. So solo che Lonate Pozzolo non può più aspettare altro tempo.

        Io non so ancora bene se rassegnarmi e fregarmene, oppure sperare e lottare ancora. È che amo Lonate Pozzolo – stupido, io – e soffro nel vederla ridotta così.

        Ciao.

    1. Caro Donato, sono felice che tu condivida la proposta. Dài che si fa e si ritorna attivisti!

      Come organizzarla? Come per tutti gli altri gazebo. Servirebbero, in ordine sparso:
      – un gazebo
      – un tavolo
      – quattro sedie
      – un bel po’ di persone sotto il gazebo (io ci sono)
      – (opzionale) un volantino con testo che spieghi il senso dell’azione
      – una richiesta di occupazione del suolo pubblico da far pervenire alla Polizia Locale (non so esattamente i tempi di preavviso, ma spero che non ci siano problemi in merito).

      Spero – questo è un sogno, ma possibile – che i gazebo quel giorno siano più di uno: che D.U., Lega Nord, UdC, PdL siano affiancati per dimostrare interesse e vicinanza nei confronti dei poveri lonatesi che si sentono spaesati. Spaesati, sì: senza paese. Più gazebo assieme, come occasione anche per dialogare e dotarsi di un linguaggio e di una strategia comuni. Mi sento di mettere la mano sul fuoco: non penso ci sia nessuno così cretino da voler trasformare questa cosa in un’azione di lotta partitica. Nessun timore, dunque.

      Una nota a margine, su cui riflettere. in un paio di circostanze ho registrato un disappunto forte di cittadini nei confronti dei Carabinieri di Lonate Pozzolo. Due cittadini, per due episodi distinti, si sono recati in caserma per denunciare degli episodi di violenza e minacce di cui sono rimasti vittime. Il rappresentante delle forze dell’ordine che hanno fatto? Ha cercato di far desistere i cittadini dall’intenzione di denunciare l’accaduto. Vorrei dire quei rappresentanti delle forze dell’ordine che – qualunque siano state le motivazioni di un tale comportamento, anche fondate – i cittadini lonatesi in questione ci sono rimaste male. »Ma come? Io vado là per compiere un gesto di coraggio e loro mi dicono di lasciar perdere, che non possono fare niente, di stare attenti alla controdenuncia?». So che sempre un rappresentante dei Carabinieri ha detto a un lonatese che in fondo a Lonate Pozzolo non si sta così male. Non so quale sia il termine di paragone usato, ma questa frase dimostra che forse anche i Carabinieri non sono allineati con il sentire comune dei lonatesi.

      Occorre lavorare tutti assieme (forze dell’ordine, politici, addetti ai lavori dei servizi alla persona, cittadini). Si può? Sì che si può. E, soprattutto, si deve

      1. La richiesta di occupazione da presentare alla Polizia Locale è già in programma per lunedì mattina, quando gli uffici saranno aperti (oggi pomeriggio non lo erano, altrimenti l’avrei già fatta).

        Il gazebo e le sedie come sapete ci sono.

        L’obiettivo principale al momento è essere vicini ai cittadini, raccogliere le testimonianze e, perché no, sollecitare le denunce alle Forze dell’Ordine se non sono state fatte.

        Aggiornamenti ulteriori sull’organizzazione appena possibile.

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