26 pensieri riguardo “Voci pro”

  1. Ieri ho provveduto ad inviare il Comunicato stampa che potete leggere qui sotto. L’ho inviato per il semplicissimo motivo che il tra parentesi (Viva Via Gaggio) dopo il mio nome è una forzatura giornalistica che può dare adito alle più disparate interpretazioni. Siccome io non sono il Comitato ho ritenuto opportuno, (dopo aver sentito anche gli altri membri del Comitato) specificare che questa è una affermazione personale e non deve essere assolutamente intesa come una presa di posizione ufficiale del Comitato,che come riportato nel comunicato stampa si occupa di altro.

    “Comunicato Stampa”

    In riferimento all’articolo apparso questa mattina, 10 Maggio 2011, dal titolo “ Credo nel recupero dell’amianto: è a impatto zero” ci tengo a fare alcune opportune precisazioni.
    La mia posizione, espressa nel blog dei Democratici Uniti (https://democraticiuniti.wordpress.com/2011/05/05/in-visita-allassessore-belotti/) e riportata nel pezzo è e rimane la mia posizione personalissima, come consulente ambientale e non rappresenta in nessun modo la posizione del Comitato Viva Via Gaggio.
    Come aderente al Comitato ci tengo a precisare inoltre che non abbiamo sul tema specifico preso una posizione, anche perché ci occupiamo di altro e tutte le nostre attenzioni sono rivolte all’argomento terza pista.
    Svolgendo l’attività come consulente ambientale, mi è stata fatta una proposta di consulenza da parte dei proponenti l’impianto lo scorso mese di dicembre. Dopo aver esaminato le questioni ho deciso di accettare la proposta e ho iniziato a svolgere il mio lavoro, mantenendo separate le questioni lavorative da quelle del Comitato e da quelle politiche.
    Ho svolto e sto svolgendo questa attività con la massima professionalità e il massimo impegno.
    E’ innegabile che svolgendo l’attività professionale di consulente ambientale possa capitare di trovarsi in situazioni diverse da parti anche diverse, sia come consulente dei proponenti un progetto sia come consulente a supporto di comitati o enti locali o associazioni.
    Personalmente ritengo, che in questo momento decisamente importante per il Comitato e per quanto fatto in oltre un anno di attività, sia opportuno chiarire e sgomberare il campo da qualsiasi equivoco che potrebbe sorgere leggendo l’articolo.
    Sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento, porgo nell’occasione i miei più cordiali saluti.

  2. Addirittura un caso Walter Girardi…non pensavo di meritarmi tanto.
    Scusa la sincerità Paolo, chiunque faccia politica è tenuto a spiegare i motivi di una sua presa di posizione. Se voi non avete, non riuscite o non siete in grado di spiegare “Siamo favorevoli, a patto che….” perchè dovremmo chiedervelo? Riascoltati o rileggiti cosa avete detto in Consiglio Comunale…
    Quanto al post che poni tu, la questione relativa ai posti di lavoro di Malpensa. Gli studi avevano previsto 100.000 posti tra diretto e indotto (Liuc e Bocconi, in Liuc mi sono laureato anche io), e avevano previsto che in questa zona tutti saremmo dovuti diventare ricchi! Questo non si è verificato, perchè? Diamo la colpa all’11 Settembre o alla crisi? Perchè invece non si dice che sulla questione lavoro a Malpensa siamo ai livelli del terzo mondo dove la regola è diventata la precarietà e il posto fisso è un miraggio? ti sembra logico che si arrivi oggi a distanza di 13 anni a far partire corsi nelle scuole superiori della provincia di Varese per preparare adetti alla manutenzione degli aerei? Per qualcuno è un successo, per me è un ritardo. E sai Paolo quando si parlava nel 2007, a fronte di 24 milioni di passeggeri, di stabilizzare alcuni contratti di lavoro , il sottoscritto parlava al vento, visto che nessuno (sindacati, partiti, etc) ha mai voluto porre la questione del lavoro.
    Ti invito anche ad informarti su come viene calcolato l’indotto di Malpensa. Se domani io, te e Roberto apriamo un bar a Lonate Pozzolo, due a Gallarate e tre a Busto e in ogni bar assumiamo 5 persone tutti noi siamo conteggiati all’interno dell’indotto di Malpensa, anche se la nostra attività con Malpensa non c’entra nulla; capisci che così facendo Malpensa rischia di rimanere in aeternum una cattedrale della precarietà anche con una terza pista!!
    Chiediamoci oggi, perché tutto il lavoro in Cargo City viene affidato a Cooperative esterne? e questo me lo dicono i lavoratori di Malpensa, quelli che all’interno della stessa impresa sono costretti a fare gli straordinari, mentre i loro colleghi sono a casa in cassa integrazione.
    questi sono solo alcuni aspetti che devono essere risolti oggi e che esulano da una espansione del sedime aeroportuale di Malpensa. L’equazione terza pista = più posti di lavoro è falsa!!!
    Comunque la proposta del bar è comunque valida 😉

  3. Un paio di considerazioni: riascoltarmi dove? all’intervista di Roberto? certo riascoltami anche tu però.. non pretendo che ci chiediate le cose, quello che pretendo, soprattutto da un laureato alla Liuc (a proposito è pubblica o privata? te lo chiedo perchè ricordo benissimo le tue accuse alla borsa di studio data alla scuola Bosina..)è che dica cose corrette, non perchè è incazzato a morte con la LEGA, ogni 2×3 spara c… cose inesatte senza sapere il vero pensiero.. io ho l’umiltà di leggere questo blog per i contenuti, non per la tessera che hai in tasca tu, Nadia, Dn.Br o The Jack (a proposito li saluto), quindi ogni tanto fatti un giro, (senza lasciare traccia mi raccomando, altrimenti devi andare a confessarti subito :D) sul nostro sito, entra nelle news o nel forum, fatti un’idea e spara pure c… quello che vuoi, ma almeno c’è una base su cui discutere. Sui posti di lavoro, di qualsiasi azienda compresa la mia, quando vuoi ne discutiamo, ma non credo che riuscirete a fermare la 3^Pista con questi argomenti.. tu sei un consulente,(a proposito: hai il posto fisso, o come noi, sei anche tu un precario :D) battiti nelle sedi opportune, lotta con tutte le tue forze, ma, in caso in cui la legge consentirà a SEA di realizzare il suo progetto, dovrai accettarlo (magari con qualche imprecazione dentro di te)e fare in modo che tutti i lavoratori (fissi e precari) a fine mese abbiano uno stipendio dignitoso…
    Che faccio? Chiedo in giro per la licenza del bar? 😀

    1. Sono un libero professionista con Partita Iva…che la maggior parte delle volte, visto che sono agli inizi chiedo molto meno di quello che mi spetterebbe. Sugli argomenti per fermare la terza pista ne abbiamo moltissimi e li faremo valere tutti durante la procedura di VIA (qualora partisse)

      Per le licenze aspettiamo dopo le elezioni….ah ah ah 😉

      e comunque l’ultima volta che mi sono confessato avevo i capelli lunghi e biondi 🙂

    2. Questa frase estrapolata dal post del Sig. Paolo Tiziani
      “battiti nelle sedi opportune, lotta con tutte le tue forze, ma, in caso in cui la legge consentirà a SEA di realizzare il suo progetto, dovrai accettarlo (magari con qualche imprecazione dentro di te)”
      è correttissima
      Bene mi fa piacere, mi aspetto che il rispetto delle leggi vigenti ed il fair play di tale posizione venga adottato anche per la questione dell’impianto di inertizzazione dell’amianto!!!

      1. Scusi Sig. Rossetti, non è lei che se lo deve aspettare; tutti, ma proprio tutti devono avere il rispetto delle leggi vigenti, ci mancherebbe altro! altrimenti addio stato civile. MAI sostenuto il contrario!!

      2. Sig. Tiziani buongiorno,
        penso che il “solo” nella Sua replica sia da aggiungere al fine di non far sembrare “censurata” la mia osservazione…” non è solo Lei che se lo deve aspettare”.
        Cordiali saluti.

      1. E che palle che sei Roberto; sempre a rompere i piani degli imprenditori. Io e Walter ti avevamo già assegnato alla cassa, con tutti gli extra-comunitari che ci sono a Lonate saresti stato l’unico che li avresti capiti; e poi dai, ti facevi pure promozione per il corso d’italiano 🙂
        Walter ce l’ho: Bonomi!.. vuoi che non ci trovi un angolo bar.. per le pulizie ci affidiamo alle sue cooperative.. 😀

  4. Anche a fronte delle ultime esternazioni, credo che sia sempre più urgente proporre a questa comunità in COMA CIVICO™ un incontro pubblico sul tema “impianto di inertizzazione dell’amianto”. Altrimenti, qui e per il paese, sarà tutto un rincorrersi e sovrapporsi di voci, strilla e grida.

    Ciao!

    1. Ciao Rob,
      Sino ad ora mi pare che Krysalide abbia fatto di tutto per informare ed affrontare serenamente e concretamente la questione.
      Non dimentichiamo che tempo fa il Prof Gualtiere presso il S. Michele presentò a tutta la maggioranza la spiegazione tecnico scientifica dell’iniziativa.
      Ma di fronte ad un’unanime, ferma ed intransigente posizione di tutte le parti politiche penso che oggi un incontro pubblico non abbia più senso.
      Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire!
      Come già anticipato il 30/05/2011 Regione Lombardia ha orgnizzato in convegno dove verrà presentato anche il ns. progetto.
      Se avremo l’autorizzazione da parte degli organizzatori, realizzeremo un filmato dell’evento per eventualmente metterlo a disposizione di chi impossibilitato a partecipare desiderasse approfondire l’argomento.
      Un saluto.

  5. Caro Giovanni, come sempre grazie per il tempo che sottrai alle tue attività per contribuire al dibattito qua sul blog. Non so quanti altri imprenditori lo farebbero.

    Fra le tante cose che avrei voluto fare da grande, ma che invece… (ah, che fallimento d’uomo, quasi quasi vado in depressione), c’è il mestiere del giornalista. Rispolverò qui le mie velleità e, senza alcun titolo per esercitare la pratica, pongo delle domande.

    Una a Giovanni: riprendo la frase da te scritta qua sul blog l’anno scorso e già recentemente citata: «E’ stata proprio la demoralizzazione causata da alcune frasi il cui senso era… del tipo…”quelli li vogliono fare i soldi mettendo a repentaglio la salute di noi lonatesi”. Da li ho capito che era meglio lasciar perdere». Se tu trovassi un cittadino lonatese qualunque (non un politico, un uomo della strada) che oggi ti dicesse ”tu vuoi fare i soldi mettendo a repentaglio la salute di noi lonatesi”, che cosa gli risponderesti?.

    Siccome ci sono tanti lonatesi che la pensano così – e qua esco dalla domanda – ecco perché vorrei un incontro pubblico. Per loro. Non tutti leggono questo blog. So che tu avresti argomenti validi per convincerli.

    Ora passo alle domande per Walter.
    Se è vero come è vero che questa storia non c’entra niente col Comitato e che tutti noi abbiamo una vita personale e professionale indipendente dalle fresche frasche di Via Gaggio, ecco a te tre, anzi quattro, quesiti:

    1) Saresti pronto a ripetere, riscrivere, che l’impianto in questione è a IMPATTO ZERO per la comunità lonatese?

    2) Immagino che il tuo gruppo politico di appartenenza sapesse del tuo incarico professionale e delle tue convinzioni in proposito: come giudichi allora la spedizione del consiglio comunale in Regione Lombardia? Uscire allo scoperto a pochi giorni di distanza sul blog dello stesso gruppo, sconfessando la linea decisa in Consiglio Comunale, è stata una sottile vendetta?

    3) Le tue competenze in tema ambientale sono assodate. Nella tua certezza dell’innocuità dell’impianto, pensi di avere tutte le competenze necessarie per poter perorare questa causa oppure ti sei fidato delle carte di altri professionisti?

    4) Hai già avuto qualche commento sulle tue idee da parte dei gruppi ambientalisti con i quali hai rapporti di lungo corso?

    Ovviamente, prima di fare ‘ste domande, non mi sono minimamente informato sull’argomento. D’altronde i giornalisti fanno così, vero? 😀

    Si scherza, orsù. Dài, che la vita è già di per sè una moriggia di lacrime.

    CIAO!

    1. Alla faccia delle domande 🙂

      Parto dall’inizio cercando di essere chiaro.
      In primis punto 2. Io ho avvisato gli amici e i compagni dei D.U. della mia decisione. Ci siamo confrontati e abbiamo serenamente affrontato la questione, come si fa in un luogo democratico, dove ci si confronta. Siamo Democratici anche nei fatti non solo nel nome!
      Ho esposto il mio punto di vista anche prima del Consiglio Comunale dove c’era la mozione contro l’impianto, e ho sempre sostenuto e lo sostengo anche ora che nulla potrebbe inficiare o incrinare il rapporto tra il sottoscritto e il resto del gruppo, men che meno una posizione mia difforme rispetto alla volontà del gruppo, posizione per altro già argomentata e conosciuta.Quindi assolutamente nessuna sottile vendetta.
      La visita della delegazione del Consiglio Comunale la ritengo una visita normalissima, consona rispetto ad un problema che investe il paese. Ma sulla terza pista forse non era da fare lo stesso, magari anni fa quando di fronte alle istanze delle opposizioni, tutto veniva bollato come “non c’è nulla di ufficiale”?
      Come ho sempre detto nelle riunioni, questo per me è lavoro, nel senso che come consulente ambientale è facile trovarsi di fronte a delle proposte diverse, magari a supporto di enti locali, di associazioni o di imprenditori. Ho già rifiutato in passato altre proposte, ma non penso che sia giusto sindacare le scelte professionali o lavorative di chiunque. Io personalmente non mi permetterei mai di sindacare le scelte lavorative o professionali dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. Gradirei che fosse lo stesso per me, visto che sono un cittadino qualunque.

      Punti 3 e 4: mi sono informato, ho chiesto e approfondito con altri soggetti alcuni aspetti circa il ciclo di lavorazione, mi sono documentato in merito e mi sono permesso anche di fare alcune osservazioni e proposte di miglioramento circa l’impianto. Con gli amici di Legambiente ne ho già parlato. Due anni fa circa Legambiente Brescia aveva organizzata un incontro sul tema dell’amianto e tra i relatori c’era anche il Prof. Gualteri. Comunque nelle prossime settimane mi troverò per approfondire con loro questi aspetti.

      Punto 1
      Mi considero una persona che prima di dire o assumere una posizione si documenta, cerca di capire, si informa; certo la mia professione mi porta spesso e volentieri a scontrarmi con altri a fronte di alcuni argomenti “scottanti” vedi ad esempio il problema del PM10. Venendo alla tua domanda, io sono pronto a sostenere quanto detto, ma vorrei far capire a chi legge che il mio parere è un parere personale, che non inficierà per nulla sul rapporto autorizzativo o di valutazione di impatto ambientale. Quindi non è perché lo sostengo io che l’impianto verrà autorizzato. Ci tengo però a precisare una cosa, la mia affermazione è stata estrapolata da contesto in cui era presa, il paragone era tra terza pista e impianto. Io ho preso posizione dicendo e affermando che la terza pista è sicuramente più dannosa e più devastante per Lonate Pozzolo rispetto all’impianto, e mi chiedevo semplicemente come mai a fronte della grande sciagura della terza pista, il cittadino medio lonatese (un uomo della strada) la vivesse come se fosse la manna per Lonate.
      Qualcuno potrebbe pensare che le due posizioni siano incoerenti?
      Io penso di no, ritengo che una sia una disgrazia non solo da un punto di vista ambientale, ma la ritengo una disgrazia sociale per cui una comunità quella lonatese sparirà per sempre per diventare la periferia “dormitorio” e “addormentata” di Malpensa e mi batto perchè questo non si verifichi, mentre l’altra la considero una soluzione per risolvere un annoso problema come quello dell’amianto.
      Detto questo, ripeto la mia è una posizione personale che non è quella del Comitato Viva Via Gaggio, Comitato che si occupa di altro.
      Ma ora la domanda la faccio io a te caro fratello Roberto, non è che noi del Comitato Viva Via Gaggio stiamo buttando anima e corpo in una battaglia che al lonatese medio (uomo della strada) non interessa, visto che nessuna sembra accorgersi della valanga che sta calando su Lonate?

    2. Ciao Rob,

      in primis, sono anch’io un Lonatese, o meglio un lonatese a Km zero dall’eventuale impianto!!!
      secondo, credo nella sicurezza assoluta del processo
      terzo, il fatto di fare i soldi, aggiungerei, rischiare i propri soldi, lavorare ecc., quello è intrinseco a tutte le iniziative impernditoriali.
      La stessa domanda potresti farla ad un imprenditore che si occupa di fonderie, impianti fotovoltaici, conglomerati bituminosi ecc, tutte aziende presenti sul territorio di Lonate pozzolo.
      un saluto

  6. Ehi ehi, sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco: guai a chi istruisce processi a Walter. Qua si utilizza questo blog, veicolo di democrazia e conoscenza, per generare consapevolezza. E ringrazio Walter per la risposta. Anche questa non è cosa da tutti.

    Detto questo, caro Walter, occhio! Rileggi il titolo e il virgolettato di inizio articolo. Lì mica si parla di terza pista di Malpensa, lì si parla solo di impianto di inertizzazione dell’amianto. E lì ti si attribuiscono dichiarazioni bel precise, compreso quell’impatto zero che a – da profano – me fa storcere molto il naso. Di sicuro, però, te ne intendi di più tu quindi non posso che essere felice del tuo parere.

    Lungi da chiunque, poi, disquisire su incarichi professionali che un libero professionista assume. C’è però modo e modo per lavorare per un committente. Ovvio: se tu avessi considerato un impianto di intertizzazione dell’amianto alla stregua di un fukushima-post-tsunami (come molti lonatesi apocalitticamente sostengono), tu non avresti accettato l’incarico. Ci mancherebbe. Accettando un incarico, invece, c’è modo e modo di rapportarsi al committente. Tu giustamente dici che non sarà certo la tua opinione a determinare la costruzione dell’impianto o meno. Esatto. Il tuo lavoro – da quel che ho capito dai tuoi scritto – è di fornire una consulenza legale-ambientale e suggerire migliorie. Perdonami il paragone, improprio come tutti i paragoni, eppure a me viene in mente l’avvocato: l’avvocato, quando decide di assistere un cliente, non è tenuto necessariamente a credere nella sua innocenza. Tu, in modo assolutamente legittimo, hai scelto di metterci la faccia e di diventare sponsor morale, descrivendo appunto il progetto come ad “impatto zero”. Praticamente un aerosol. In questo sei sicuramente andato oltre il tuo incarico. Se credi, come credi, nella bontà del progetto, hai fatto bene a dichiararlo e a tranquillizzare i tuoi colleghi di partito e i lonatesi.

    Sarebbe una bella cosa se riuscissi anche a convincerli.

    CIAO!

    1. Hai ragione Roberto, rileggo. Sono andato a rileggere e riporto qui i commenti che ho fatto in questo ultimo mese sempre qui sul blog. C’è qualcosa che non mi torna.

      https://democraticiuniti.wordpress.com/2011/04/20/in-visita-dallassessore-regionale/#comments

      https://democraticiuniti.wordpress.com/2011/04/27/nimby/#comments

      ma soprattutto quest’ultimo

      https://democraticiuniti.wordpress.com/2011/05/05/in-visita-allassessore-belotti/#comments

      Detto questo non rinnego assolutamente nulla di quello che ho scritto.

      Vista l’ora

      Buona notte blog

  7. Ecco come la penso sull’ipotesi di un impianto di trattamento dell’amianto a Lonate Pozzolo.
    La società Krisalide è intenzionata a realizzare nel nostro comune questo nuovo e “rivoluzionario” impianto. Stando alle ricerche, agli studi e alle sperimentazioni di laboratorio tutto sarebbe risolto nel pieno delle sicurezze per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Sulla carta tutto funziona. Tecnicamente un impianto a totale garanzia per chi vi lavora e per chi vi risiede. Un bene per l’ambiente che viene ad essere liberato dall’amianto presente sul territorio. Ragionamento che non fa una piega. Ma tutto questo è sufficiente a fugare timori e paure?
    Possiamo stare tranquilli rispetto alle emissioni in aria che deriveranno dall’impianto? Potranno stare tranquilli i lavoratori addetti e presenti al processo di lavorazione? Bastano le risposte sulla carta per garantire che il tutto non è nocivo per la salute e per l’ambiente?
    So bene che queste domande potranno avere risposte di rassicurazione tendenti a tranquillizzare. Ma sempre e solo sulla carta.
    Ci si appellerà che la sperimentazione ha dato risultati che non devono preoccupare e che l’impianto sarà sicuro. Tutto questo però rimane il risultato di un laboratorio che per quanto possa essere vicino alla realtà, non è realtà.
    Questa premessa per affermare che il problema di tanti cittadini (compreso il sottoscritto) è quello relativo alla fiducia. Per quanto l’impianto proposto sia sicuro, perché dotato di tutte le garanzie interne ed esterne, scattano meccanismi di rifiuto dovuti ai tanti inganni ed esempi drammatici che il paese Italia ha vissuto e continua a vivere.
    Sia gli enti pubblici sia il privato (alcuni privati) hanno fornito prova di come si possono dare garanzie solo sulla carta, ma nel concreto poi l’ambiente e la salute sono totalmente ignorate. E’ la questione “FIDUCIA” che va riconquistata.
    Io non ho dubbi che Giovanni Rossetti sia una persona seria e di parola. Non ho dubbi sul fatto che siano stati condotti appropriati studi che possano garantire questo nuovo processo di cristallizzazione dell’amianto al fine di renderlo innocuo. Non ho dubbi che si è pensato ed analizzato tutto sul fronte delle sicurezze relative all’ambiente e alla salute. Però, però mi rimane sempre la paura. La paura che qualcosa non possa funzionare. Che a fronte dell’eventuale malfunzionamento ci siano le omertà. Che l’opinione pubblica, com’è solito nel paese Italia, sia tenuta nell’ignoranza e ingannata. Che gli interessi del “portafogli” prevalgano su qualsiasi altra questione. E come si fa, o si può fare, per eliminare queste paure?
    Ecco che la questione FIDUCIA diventa fondamentale. Come conquistarla? Non so. Sono convinto che questa è la chiave che può aprire la porta della consapevolezza del cittadino, che se continua ad essere afflitto dalla/e paura/e rischierà di vivere in una società in continua decadenza. Per non essere travisato, questo non significa accettare sempre e tutto in ogni modo sul proprio territorio.

    1. Ecco, io non sarei riuscito a spiegarlo meglio… e poi dai, per decenni ci hanno raccontato di come i giapponesi siano su un altro pianeta rispetto a noi sulla serietà nell’affrontare i problemi, di come ci si debba fidare della loro integralità morale, poi però succede un casino come l’ultimo, e anche loro qualche problemino di mancata informazione al popolo l’hanno avuto;
      quindi come dice il saggio Dn.Br., come possiamo avere fiducia in una cosa che nessuno sa come va a finere in caso di problemi non previsti?

    2. Comprendo assolutamente le posizioni esposte da tutti voi, oltre a quanto già scritto sino ad ora, aggingerei sinteticamente quanto segue:
      1)la sperimentazione non è avvenuta solo sulla carta o con semplici prove in laboratorio ma, come evidenziato nella pratica VIA, si sono svolte prove con un forno di ridotte dimensioni ma assolutamnete rappresentativo, trattando una tonnellata per volta di lastre di fibrocemento;
      2)il fatto di farlo dove vivo e lavoro mi pare un’ottima garanzia sul fatto che sarei io il primo a controllare senza ASSOLUTA POSSIBILITA’ DI DEROGA, sul buon funzionamneto dell’impianto.
      3) come già confermato, Krysalide è disposta a far entrare nella propria compagine sociale una municipalizzata, la Regione Lombardia,il Comune, l’arpa o qualunque altro ente pubblico che fosse ritenuto una garanzia per la popolazione.
      Un saluto

  8. Sabato 14 maggio Openday all’Euratom di Ispra.
    Visitato il reattore per la ricerca nucleare, in disuso dal 1983,
    tolto l’uranio e venduto in Usa,
    ma lavorano ancora parecchie persone per controllare parti ancora attive,
    e seguire un programma per la disattivazione totale dell’impianto ancora per parecchi anni.

    Il sito essendo una organizzazione Europea ho provato a chiedere a più persone se ci sono degli esperimenti per l’amianto, ma risulta un argomento sconosciuto.
    Con tutte le ricerche che fanno mi aspettavo di trovare qualcosa sull’argomento.

    1. Non è così conseguente la questione amianto con le ricerche del CCR di Ispra. Si occupano di tantissima ricerca nei settori più disparate e differenziati dalle energie rinnovabili, ai bio carburanti etc. Ma non si occupano solo di ambiente si occupano di fare ricerca. Solo in Italia non sappiamo valorizzare queste eccellenze. Certo essendo una realtà europea, non esiste che una qualsiasi realtà italiana si rivolga a loro direttamente, esistono degli iter previsti e preventivati che comunque partono sempre da una decisione assunta a livello Europeo. Se penso a chi ci rappresenta in Europa nel Parlamento Europeo e in Commissione…capisco perchè il CCR serva molto di più gli altri Stati Membri rispetto al nostro. Sigh

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