In visita all’assessore Belotti

Nuova sede della Regione Lombardia
Nuova sede della Regione Lombardia
La Provincia del 3 maggio 2011
La Provincia del 3 maggio 2011

Una nutrita delegazione rappresentativa del Consiglio Comunale oggi si è recata in Regione per un lungo incontro con l’assessore al Territorio Belotti.
L’appuntamento era stato fissato per consegnare brevi manu la mozione “Parere in merito all’ipotesi di realizzazione di un impianto sperimentale di inertizzazione dell’amianto sul nostro territorio”approvata all’unanimità nel Consiglio Comunale dello scorso 24 febbraio 2011.

La conclusione dell’incontro è stata una generale affermazione che, essendo l’impianto sperimentale, è necessaria la condivisione del territorio in cui verrà realizzato. L’iter è ancora ad uno stadio iniziale, poiché è in corso la procedura di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) e pertanto la pratica non è ancora giunta all’assessorato competente in materia di rifiuti.

L’Assessore Belotti ha anche annunciato che Regione Lombardia è propensa ad una soluzione pubblica del problema di smaltimento dell’amianto. La situazione, come più volte ricordato anche in Consiglio Comunale attraverso le nostre mozioni e interrogazioni, è critica sia sul nostro territorio che in tutta la Regione: ci sono milioni di metri quadri di amianto da smaltire e la soluzione “discarica in Germania” non è quasi più praticabile. Per questo motivo la Regione sta valutando quali soluzioni adottare e tra queste c’è la realizzazione di un impianto a gestione pubblica, che garantirebbe maggiori controlli.

Inutile dire che il nostro gruppo sarà sempre presente e continuerà a seguire la questione da vicino, a cominciare dall’attuale fase “burocratica” della procedura di VIA, con la proposta delle osservazioni, per poi vigilare sulle eventuali fasi successive.

13 pensieri riguardo “In visita all’assessore Belotti”

  1. Dire “distratto” è dire poco. Io. In questo periodo va così.
    Mi scuso pertanto se le mie perplessità sono già state chiarite da articoli o commenti che non lo letto.

    Sulla vicenda “amianto” io ero rimasto più o meno qua: «Da imprenditore abituato a lottare…visto il settore in cui opero…non ho certo mollato il colpo per 4 striscioni….
    E’ stata proprio la demoralizzazione causata da alcune frasi il cui senso era….del tipo…”quelli li vogliono fare i soldi mettendo a repentaglio la salute di noi lonatesi”. Da li ho capito che era meglio lasciar perdere. Proprio oggi ricevo dalla Regione Lombardia una lettera di richiesta di disponibilità per fare un incontro in Regione con Parco, Comune e Provincia per una prima conferenza di servizi in merito. Domani risponderò dicendo che sicuramente per correttezza un rappresentante di Crysalide parteciperà ma saremo disposti a proseguire nell’iniziativa in Lonate solo a fronte di unanimità di consensi da parte degli enti invitati.»
    Autore di queste frasi, datate 12 marzo 2010, poco più di un anno fa, è Giovanni Rossetti, amico di Viva Via Gaggio e mio.

    Ecco il commento per intero. Mi ricordavo anche questo articolo.

    Ora, la mia domanda è questa: che cosa è cambiato da allora? Di fronte a una nuova levata di scudi politica, perché, Giovanni, hai deciso di andare avanti ancora?

    Avrei potuto scrivere a Giovanni anche in privato, ma ho voluto dargli la possibilità di rispondere e chiarire in pubblico. In paese i commenti sul tema sono da “Apocalypse Now”.

    Un’ultima proposta (magari ci avete già pensato): perché non organizzare tutti insieme, con adeguata pubblicizzazione, un incontro pubblico sul tema? Io con Giovanni ho parlato anche in privato sul tema amianto e la discussione è stata molto molto interessante.

    CIAO!

    1. Rispondo per la parte che mi compete: mi sembra che nella tua analisi ci sia un’inversione di termini.
      Per quello che so io non c’è stata una nuova levata di scudi a cui sia seguita la decisione di proseguire con il progetto.
      E’ stato proprio il fatto che il progetto sia tornato in auge, con la comunicazione di Krysalide ai gruppi politici e con il successivo recente avvio della procedura di VIA che hanno causato la nuova levata di scudi.

      Ovviamente non ci si scandalizza che il privato voglia perseguire il suo scopo e pertanto abbia proceduto con l’iter burocratico, nonostante le affermazioni che tu riporti qui sopra.
      Non credo neanche che scandalizzi, viste le opinioni espresse nel recente passato, che il Comune si tuteli e agisca nelle maniere opportune e previste per Legge.

      Ribadisco anch’io che un incontro pubblico sarebbe l’ideale. La Lega ne aveva annunciato uno tanto tempo fa e, sinceramente, anche all’interno del nostro gruppo era nata l’idea di organizzarlo.
      Per il momento posso dire che l’assessore Belotti ci ha annunciato che il 30 maggio ci sarà un incontro sul tema, a cui saranno presenti operatori del settore, Krysalide compresa. Già quello potrà essere un buon momento di informazione.

  2. «Di fronte a una nuova levata di scudi politica, perché, Giovanni, hai deciso di andare avanti ancora?». Mannaggia, ho scritto di corsa, in pausa pranzo e non sono stato chiaro.
    Riformulo: Giovanni lo scorso anno aveva deciso – amaramente – di rinunciare al progetto, per i motivi che lui ha scritto. Perché ci ha ripensato? Pensava che i gruppi politici e i lonatesi avessero cambiato idea?

    È vero: la levata di scudi, quella recente, è stata successiva. Soprattutto Lega Nord e UdC (minoranza e maggioranza) sono stati particolarmente attivi nel dichiarare il “NO, GRAZIE”.

    Praticamente le condizioni sono le stesse dello scorso anno. Giovanni ora che fa? Reagisce diversamente, prende atto del “no grazie” e tira dritto oppure come l’anno scorso tira i remi in barca?

    Spero, ora che siamo lontano dai pasti, di essere stato più chiaro.

    CIAO Nad70, CIAO TUTTI!

  3. Ciao Rob,
    come riportato nella “lettera di Krysalide” il riavvio della procedura è avvenuto in seguito “all’invito” disposto dalla
    D.G.R.L. IX 000916 DEL 01/12/2010 (http://www.megaupload.com/?d=80I3NAAD), leggasi la parte riferita al problema amianto.
    Crediamo fermamente nella bontà della nostra iniziativa.
    Non abbiamo fatto altro che seguire la normativa in vigore e sottoporre il nostro progetto a Valutazione di Impatto Ambientale.
    Nessuna forzatura, massima pubblicità della documentazione, massima informazione su contenuti e obiettivi del progetto.
    Il nostro brevetto è l’unico in grado di trasformare a costi ragionevoli il fibrocemento contenente amianto in materia prima secondaria riutilizzabile in vari impieghi. Oltre ad eliminare assolutamente il rischio amianto, seguendo lo spirito delle energie rinnovabili e del riciclaggio, si mette a disposizione del mercato un’enorme quantità di cemento derivante dalla cristallizzazione con l’effetto di ridurre per identico volume l’escavazione di rocce calcaree, di evitare il consumo di energia per la trasformazione in clinker (http://it.wikipedia.org/wiki/Clinker#Processo_per_la_produzione_del_clinker).

    Il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia si gioca la reputazione a livello internazionale in caso di insuccesso o nel caso venga dimostrata la pericolosità del brevetto.
    Gli imprenditori che finanziano l’importante investimento farebbero un “bagno di sangue” nel caso non si realizzasse la perfetta e sicura cristallizzazione nel rispetto dei parametri di legge.
    Regione Lombardia ci ha invitati al Convegno “Amianto: un problema, tante soluzioni” a presentare la nostra iniziativa.
    Il prof. Gualtieri Alessandro interverrà a MILANO, 30 maggio 2011 Auditorium “G. Gaber”- Grattacielo Pirelli Piazza Duca d’Aosta Ore 9.30.
    Sarà un’importante occasione di informazione e confronto.
    Ribadisco, non stiamo facendo altro che sottoporre agli organi competenti la valutazione la nostra iniziativa, nulla di più.
    Dopo anni di ricerca ed investimenti penso sia legittimo proseguire in questo cammino, sempre, e lo ripeto, in forza e secondo il disposto della normativa vigente.
    Tornado alla lettera di krysalide, ed alla documentazione fornita ai vari gruppi politici, confermo che ad oggi non è arrivata alcuna osservazione tecnico scientifica al riguardo.
    Se fossero state sollevate obiezioni concrete, le avremmo sicuramente prese in considerazione ed analizzate.
    E’ difficile contrastare un pregiudizio radicato.
    Un paio di battute e poi chiudo,

    l’America fu scoperta nel 1492, Cristoforo Colombo esportò dal “nuovo mondo” la patata che però fu utilizzata in Europa soltanto nel 1800 , in quanto ostacolata da false credenze che ne sconsigliavano l’uso in quanto si credeva avessero la terribile proprietà di assorbire dalla terra qualsiasi veleno e di “contagiare” così l’uomo. Ma alla fine la patata vinse la sua battaglia ed e’ oggi uno degli ortaggi più versatili ed apprezzati. Speriamo di non dover aspettare 200 anni prima di realizzare il nostro impianto!!!
    Seconda…
    Mai vista una così forte coesione e mobilitazione ad ostacolo di un’iniziativa.
    Mi sarei aspettato qualcosa di simile contro la terza pista, il cui impatto sul territorio, in caso di realizzazione, è facilmente ed intuitivamente valutabile.
    Non mi risulta che sia stato nemmeno ipotizzato di organizzare una delegazione bipartisan per sostenere in Regione la contrarietà al progetto.
    Un saluto e buona domenica.

    1. Sottoscrivo pienamente quanto dice Giovanni, se non credessi in questo progetto non avrei accettato la sua proposta.
      Al di là degli aspetti normativi che sono stati elencati, condivido appieno l’ultima osservazione che fa Giovanni cioè quella relativa alla mobilitazione.
      La vera sciagura che si abbatterà su Lonate, cioè la terza pista non viene osteggiata così tanto…mentre questo progetto che avrà impatto zero su Lonate e sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini viene osteggiato.
      Riformula la domanda: ma la terza pista non inciderà sulla salute e sulla qualità della vita delle persone di Lonate? C’è anche un Comitato…magari è contro il progetto di inertizzazione ed è favorevole alla Terza pista!!! Sarebbe un bel colpo…di coerenza.I vari esponenti locali della LEGA NORD che fanno le barricare contro questo impianto e sono favorevoli alla terza pista (siamo favorevoli a patto che….) non si rendono conto di cosa stanno appoggiando? Mi verrebbe da pensare che dopo la pessima figura fatta appoggiando il progetto della Terza Pista forse stanno pensando di rifarsi una verginità contro il progetto di inertizzazione dell’amianto?
      Così come i vari Consiglieri Regionali che vengono sul territorio ad affermare stupidaggini (come nel caso dei libici al Campo della Promessa) che hanno detto di difendere le giuste istanze della popolazione Lonatese…che Lonate ha già dato…e poi vogliono la terza pista???

    2. Giovanni, mi trovi ancora d’accordo con Te; apprezzo come Ti stai muovendo, la Tua volontà di coinvolgimento e di rispetto delle regole, e, quindi, ripeto quanto ho già avuto modo di scrivere lo scorso 6 febbraio in merito alla lettera di Krysalide: “poichè come Te ritengo che la salute sia un bene primario irrinunciabile, voglio che ogni scelta persegua il mantenimento della salute. E come Te Giovanni, anch’io credo che occorra guardare sempre avanti e operare per la ricerca di soluzioni vere, efficaci e definitive ai problemi che la nostra presenza su questa “terra” pone. Nel caso in questione, quindi, il mio augurio è che la proposta, dopo aver seguito tutto l’iter procedurale con tutti gli esami e riscontri necessari, possa avere un esito positivo perché significherebbe che si è trovata veramente la soluzione di trasformare l’amianto in materia assolutamente innocua e utile. E questo sarebbe certamente un bene per tutti, non solo un possibile tornaconto economico per un investitore”. Forza e coraggio.

  4. Grande Giovanni!!!
    Grazie per l’esauriente risposta.
    Le tue motivazioni e convinzioni sono le stesse di un anno fa. Mi pare che sia cambiato il tuo atteggiamento nei confronti delle critiche, innanzitutto quelle politiche: se l’anno scorso ti avevano demoralizzato e amareggiato a tal punto da lasciar perdere, ora invece perori la causa dell’impianto nonostante tutto e tutti. La tua posizione è assolutamente legittima e rilancio l’idea di un altro incontro a cui invitare tutti i cittadini per informare sul tema. In paese, come sai, si parla dell’impianto dell’amianto come fosse l’impianto di Fukushima dopo lo tsunami.

    Ho sghignazzato per la storia della patata, dapprima discriminata, messa all’indice e poi esaltata, fino al lieto epilogo: «Ma alla fine la patata vinse la sua battaglia ed e’ oggi uno degli ortaggi più versatili ed apprezzati». Ora anche in politica. E qua ci fermiamo perché siam signori. puntinipuntinipuntini.

    Grazie ancora, Giovanni, per la citazione sulla terza pista. Concordo parola per parola. Considerazione su delegazione bipartisan inclusa. Un consiglio per ingraziarti la politica: nomina presidente dell’impianto-amianto un amichetto di Giuseppe Bonomi. 🙂

    CIAO!

      1. “La parola amianto spaventa” in Lombardia,
        come mai sono favorevoli Germania, Austria, Svizzera?

        La visibilità del progeetto è passata sulla Rai,
        quando passa anche nelle trasmissioni di Mediaset e La7,
        il traguardo diventa più vicino.

  5. Credo che tutti si sia d’accordo che il problema causato dallo smaltimento dell’amianto vada risolto.

    Credo altresì che lo stoccaggio o il trasporto all’estero non sia la soluzione migliore.

    Sono comunque convinto che tutte le lavorazioni e le strutture che trattano materiali pericolosi nascondano sempre una certa percentuale di rischio: pur dando per evidente e scontato che chi progetta tali impianti lo faccia con tutti gli accorgimenti necessari a garantire la maggior sicurezza possibile.

    Ora è innegabile che sul territorio di Lonate insistano più di una situazione rischiosa: aggiungerne altre non significa essere ottusi o non credere nello sviluppo (che comunque deve essere rispettoso della vita) ma ridurre Lonate ad una sorta di……..
    Sono certo che gli imprenditori, che tanto si sono spesi per la messa a punto del progetto e per il bene dell’ambiente, avranno la forza e le capacità per trovare altri siti, lontani da zone già compromesse, dove eventuali e oggi non prevedibili incidenti possano causare meno danni.

    1. A quale strutture ti riferisci? Ad oggi, secondo la normativa vigente esistono due tipi di industrie ritenute “pericolose” quelle relative al “rischio di incidente rilevante” e le cosiddette “industrie insalubri” e di queste due tipologie a Lonate non ne esiste nemmeno una. Dirò di più, l’impianto di inertizzazione, così come quello famoso della Marcegaglia che usava il tetracloruro di Cadmio (pericoloso in aeternum) non sono contemplate nelle due categorie. Se invece ci riferiamo al Depuratore, o alla 336, dobbiamo fare un salto di qualità: il progetto originale della 336 era a raso, è stato ottenuto in trincea non certo da chi oggi governa Lonate, così come lo svincolo in zona Ristorante da Lucia è stato chiesto e ottenuto dalle Amministrazioni Canziani per impedire ai camion diretti alle Cave di passare per il centro. Richiedo (senza aver mai ottenuto risposta) chi amministra oggi Lonate cosa ha fatto o cosa sta facendo per mitigare queste realtà negative? Sulla 336 silenzio assoluto, mentre sul Depuratore non sta facendo nulla. In primo grado i vertici del depuratore sono stati assolti dalla denuncia di disastro ambientale. Disastro ambientale che pur essendo riconosciuto non è imputabile secondo i giudici alla attività del depuratore (i pesci del Marinone si sono suicidati da soli???); chi ha promosso la denuncia Legambiente e altri,, ha chiesto l’appoggio per il ricorso contro l’assoluzione; Che posizione ha avuto il Comune di Lonate, quello direttamente interessato dai danni di una gestione FALLIMENTARE del Depuratore? Perchè in tutta Italia i Comuni vogliono sul proprio territorio un Depuratore mentre Lonate lo vuole chiudere e non è in grado di far sentire la propria voce?
      La risposta è talmente semplice e banale che nessuno la prende in considerazione. Chi sta gestendo il Depuratore non è in grado di farlo, e sappiamo benissimo quale forza politica sta gestendo il depuratore da decenni.
      Abbiamo sentito o letto di altre proposte da parte della Amministrazione Comunale per governare meglio il problema Depuratore? Assolutamente no, sentiamo solo dire che è un problema e che Lonate ha già dato. Se questo basta per metterci la coscienza apposto, io non lo so. Personalmente ritengo che dire che è un problema e non fare nulla sia decisamente una ammissione di sconfitta.

      1. Fatico a seguire tutte le precisazioni addotte o forse non ne capisco la necessità.

        Sono più banale e per interpretare il tuo pensiero mi fermo al fatto che se Lonate è oggi esente da situazioni e industrie ritenute pericolose (dalla normativa naturalmente), che se lonate non offre alcunchè di pubblica (regione) utilità è giusto che anche noi, democraticamente, ne prendiamo qualcuna.

        Magari neanche pericolosa, ma solo a potenziale rischio.

        E’ questa la sintesi? ed è per questo che dobbiamo accettare, anzi auspicare l’insediamento dell’impianto in questione?

      2. La mia risposta parte dalla tua affermazione “Ora è innegabile che sul territorio di Lonate insistano più di una situazione rischiosa: aggiungerne altre non significa essere ottusi o non credere nello sviluppo (che comunque deve essere rispettoso della vita) ma ridurre Lonate ad una sorta di……..” Se queste situazioni sono il depuratore, la 336 possiamo tranquillamente affermare che se li riteniamo dei problemi, dobbiamo cercare di mitigarne o risolverne i problemi.Sulla 336 qualcosa si è ottenuto, sul depuratore siamo ben lontani dalla soluzione.
        La tua sintesi non è la mia, io sto dicendo altro. Sto dicendo che se esistono dei problemi vanno risolti e su questo punto chi non si muove è l’amministrazione comunale. Il secondo aspetto è relativo ad una questione molto semplice, che esula se vuoi dal discorso amianto. Sul nostro territorio che tipo di industrie o altre attività vogliamo? Abbiamo delle zone industriali da prg e nel futuro pgt (qualora uscisse da qualche cassetto) che devono essere governate e gestite.Domanda: le fonderie servono ancora? Oppure le nostre zone industriali le riempiano di capannoni per la logistica e basta? Mi sembra che anche queste siano potenzialmente pericolose.
        Oppure diciamo, e su questo potrei anche essere d’accordo, che nel prossimo pgt non ci saranno zone industriali si arriva a completamento di quello esistente previsto dal prg e basta?

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