La lettera di Krysalide fa discutere

 

La Prealpina del 4 febbraio 2011
La Prealpina del 4 febbraio 2011
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18 thoughts on “La lettera di Krysalide fa discutere”

  1. Strana posizione quella della Lega. No assoluto all’impianto di trattamento dell’eternit (sarà un no sincero?) ma disponibili a seguire i lavori su chiamata della ditta proponente. Se il No espresso è politico e non tecnico perché farsi coinvolgere nell’iter per l’ottenimento dell’impianto?
    Questo atteggiamento fa pensare ad una eventuale disponibilità a cambiare posizione.
    Questo atteggiamento fa pensare che la Lega svolge un ruolo di opposizione populista a livello locale, ma è pronta ad eseguire gli eventuali diktat provenienti dal livello regionale.
    Non è un segreto, ma il riavvio della procedura avviene sulla base di una delibera di giunta regionale dove la Lega è parte determinante.

  2. Anzitutto nessuna “chiamata da parte della ditta proponente”!
    Come invano abbiamo cercato di spiegare la proposta di Krysalide riguarda un impianto innovativo che RISOLVE DEFINITIVAMNETE IL PROBLEMA DELL’AMIANTO TRASFORMANDO UN MATERIALE POTENZIALMENTE PERICOLOSO IN UNA MATERIA PRIMA SECONDARIA ASSOLUTAMENTE INNOCUA.
    Considerarto che sia per ignoranza che strumentalmente sin dalla prima proposta del progetto ad iniziare dalla stampa ed a seguire da alcune parti politiche è stato mal interpretato e profondamente travisato il vero scopo del progetto, al fine di far comprendere in modo limpido e tecnicamente documentato il processo industriale che porta a tale trasformazione, abbiamo pensato di dare la possibilità a TUTTI di seguire passo a passo le varie fasi che porteranno alla presentazione della documentazione per la richiesta di autorizzazione di VIA.
    Ci sono delle leggi ben chiare che disciplinano la materia e Krisalide le seguirà scrupolosamente.
    Pertanto assolutamente liberi o meno di aderire alla proposta di Krysalide ed altrettanto liberi di esprimere pareri.
    Si pensava che esplicitando tecnicamente la materia sarebbe si sarebbe potuto creare un eventuale contradditorio costruttivo e razionale non basato solo su luoghi comuni o prese di posizioni scontate.
    Krysalide non è certo la SEA che può permettersi di dare per scontato un’approvazione di un decreto di VIA.
    A livello regionale il progetto sarà vagliato e spulciato in ogni dettaglio.
    Ci saranno delle conferenze di servizio alle quali parteciperanno i vari enti quali arpa, provincia comune, ecc. dalle quali scaturirà un nulla osta oppure un diniego.

    Ripeto, l’invito fatto da Krysalide non è assolutamente dovuto pertanto ribadisco, liberi di aderire o meno.

    1. Hai ragione Giovanni quando parli di ignoranza e di strumentalizzazione, ma questo ormai è il metodo di discussione nel Nostro Paese. Infatti, sempre più frequentemente. senza conoscere veramente le materie in discussione si prendono preventivamente posizioni, si interpretano norme e disposizioni secondo i propri interessi personali, si emettono sentenze e, ad arte, si fanno travisare proposte e progetti. Tanto che, nel caso in questione, non si vorrebbe nemmeno accettare la proposta di lavorare insieme nel reciproco rispetto e nella scrupolosa osservanza delle leggi al fine di verificare la validità e veridicità del processo industriale sottoposto a parere. Si fa di tutto per dare per scontato che il parere non potrà mai essere positivo, affermando che l’amianto è un materiale solo e sempre pericoloso. Non si dà la possibilità di poter esaminare e valutare alternative agli odierni metodi di “smaltimento”. Odierni metodi di smaltimento, che in barba alle reali possibilità di ulteriore inquinamento, si continuano ad usare dando soluzione ai problemi delle nostre abitazioni, scuole ecc. , togliendo l’amianto e mandandolo in altri Paesi. Ma purché l’amianto lasci casa nostra, non ci poniamo il problema di dove finisce e come viene trattato. Chi se ne frega se inquina da un’altra parte. O pensiamo che in quei Paesi sono in funzione siti e metodi di trasformazione dell’amianto che ne annullano l’inquinamento? Ma se è così perché, allora, non se ne può parlare anche a casa nostra? Anch’io Giovanni, come Te, ritengo che la salute sia un bene primario irrinunciabile e voglio quindi che ogni scelta persegua il mantenimento della salute. E come Te Giovanni, anch’io credo che occorra guardare sempre avanti e operare per la ricerca di soluzioni vere, efficaci e definitive ai problemi che la nostra presenza su questa “terra” pone. Nel caso in questione, quindi, il mio augurio è che la proposta, dopo aver seguito tutto l’iter procedurale con tutti gli esami e riscontri necessari, possa avere un esito positivo perché significherebbe che si è trovata veramente la soluzione di trasformare l’amianto in materia assolutamente innocua e utile. E questo sarebbe certamente un bene per tutti, non solo un possibile tornaconto economico per un investitore.

    2. Ciao,
      io sono ignorante sull’argomento in oggetto ma per la mia formazione, per come la penso, sono sempre molto perplesso su tutto quello che è sperimatazione. Mi sembra infatti che questo sia il primo impianto del genere in Italia o mi sbaglio? Ricordo di rassicurazioni nel passato su impianti “particolari” ce ne sono state parecchie: da nuove discariche sicure per la copertura di cave non più usate alla stessa Malpensa. Il mio parere è che Lonate ha già dato tantissimo per la comunità come: aeroporto, passaggio 336, demanio per esercitazioni militari, depuratore, cave e dai penso che i lonatesi abbiano anche il diritto di avere del territorio verde e dell’aria pulita!! Se poi c’è questa esigenza di smaltire l’amianto, e di questo ne sono convinto, beh che anche altri comuni dopo le dovute rassicurazioni sulla salute facciano la loro parte.

      1. Come mai quando si insediò a Lonate una nota ditta di produzione di pannelli fotovoltaici a base di CdTe (tellururo di cadmio) nessuno si pose il problema di verificare l’eventuale pericolosità del processo produttivo?
        Come mai nessuno si pose il problema, degli eventuali effetti sulla salute dei cittadini nel caso di “caduta di un aereo sulla fabbrica”, evento che inevitabilmente in caso di incendio porterebbe allo svilupparsi di temperature superiori ai 1000°, punto di decomposizione in atmosfera del CdTe?
        Scrivo della “storia dell’aereo” in quanto ho sentito ipotizzare da qualcuno anche questa possibilità, riguardo all’impianto di cristallizzazione dell’amianto.
        Assolutamente nulla in contrario alla ditta che produce a Lonate i pannelli fotovoltaici, sicuramente il processo produttivo, seppur pericoloso, come simili nel campo della chimica, sarà gestito nel rispetto delle normative vigenti, e sicuramente si sarà insediato in un sito urbanisticamente idoneo.
        E’ solo una considerazione che fa riflettere su come a volte i luoghi comuni e l’emotività “guidata” condiziona il modo di pensare delle persone.

      2. È vero, Giovanni. Nell’immaginario collettivo, amianto-uguale-cancro e pannelli-solari-uguale-ambiente.

        A proposito, poi, della “storia dell’aereo”, mi piacerà domani esaltare una contraddizione di chi agita il baluardo della “qualità della vita” come ragione del NO alla ditta dell’amianto.

        A Lonate Pozzolo è in atto un tentativo di INVASIONE da parte dell’aeroporto, che si vuole portar via fette di paese. Alla stragrande maggioranza di cittadini ovviamente non frega niente, perché il COMA CIVICO™ è irreversibile. A chi invece frega è chiaro che è attentata la sovranità degli organi politici cittadini, democraticamente eletti; organi politici cittadini, che stanno lottando per non subire l’ennesima aggressione.

        Malpensa dice che vuole dialogare col territorio. Non si può dialogare, se uno parla finlandese e l’altro swahili. L’unica lingua che conosce Malpensa è quella del soldo. Malpensa compra, paga, monetizza, indennizza. C’è però qua della gente a cui non frega niente dei soldi di Malpensa. Viva Malpensa fino a via Molinelli, viva via Gaggio (e viva Lonate Pozzolo) da lì in poi.

        E se ha noi venisse in mente di allargare la pista ciclabile di Via Molinelli di 5 metri e volessimo spostare a destra le recinzioni dell’aeroporto? Non si può, vero? E allora non si può neanche spostarsi a sud.

  3. Mi sembra doveroso seguire le fasi preparatorie dell’iter autorizzativo del progetto, visto che ne viene data l’opportunità e visto che in questo modo è possible ottenere informazioni utili per capire quale sia l’entità dell’intervento.

    La lettera di Krysalide ha il merito di aver informato anche le opposizioni, perché in caso contrario questa volta, come la precedente, il sindaco e la sua maggioranza non avrebbero certo informato le minoranze di quanto bolle in pentola, trincerandosi dietro la mancanza di un progetto ufficiale presentato in Comune (fingendo così di non essere a conoscenza di cose che invece ben si conoscono).
    La dimostrazione è che il sindaco evidentemente non ha neanche pensato di informare tutti i consiglieri, ma annuncia una riunione di maggioranza. Se l’argomento è così serio da meritare un “Comune sulle barricate”, come titola La Prealpina, forse era il caso di convocare una riunione dei capigruppo per affrontare la questione tutti insieme.

    D’altra parte non sorprende un atteggiamento di questo tipo. Senza la lettera “pubblica” del privato che annuncia le proprie prossime mosse, la posizione del Sindaco e della sua maggioranza sarebbe stata la stessa identica che ha mantenuto a lungo sull’argomento terza pista: “è prematuro parlarne”. Questa frase l’abbiamo sentita quasi fino alla nausea.

    Infine ricordo che il consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede una discussione in sede
    di Consiglio Comunale anche aperto, nonché un’adeguata informazione della cittadinanza, propedeuticamente a qualsiasi provvedimento o decisione da evidenziare in una futura Conferenza di servizi.
    Facciamo in modo di ricordarcelo.

  4. Io ho sentito parlare Giovanni Rossetti, mi sono informato, e lo spauracchio-amianto ora mi fa molta ma molta ma molta meno paura.

    Io ho sentito parlare gli emissari di Malpensa, mi sono informato, e l’angoscia “terza pista” (più capannonicapannonicapannoni) ora mi fa molta ma molta ma molta più paura.

    Domani, Martedì 8 Febbraio, l’architetto Jimmy Pasin, uno che di aeroporti la sa davvero lunga, compirà uno sciopero della fame. VivaViaGaggio gli è vicina.

  5. Condivido questo modo di approcciarsi pacato e responsabile.
    Ho la ferma convinzione che se si dovesse riuscire a portare in porto l’iniziativa SARA’ UN FIORE ALL’OCCHIELLO PER IL NOSTRO COMUNE, primo al mondo capace di trasformare, IN PIENA SICUREZZA, un problema in una risorsa.
    Nel caso ci fossero persone interessate ad ottenere copia di parte della documentazione sufficiente ad approfondire anche solo per curiosità peronale e culturale, lascio un recapito mail info@krysalide.it

  6. Ciao Giovanni,
    è vero quello che dici tu, ma a livello personale il che vale come il 2 di picche con la briscola a fiori, io a suo tempo tempo avevo chiesto le implicazioni ambientali che poteva dare la fabbrica dei pannelli fotovoltaici e …. ancora una volta mi era stato risposto che non c’era alcun problema. Purtroppo chi ha interessi cerca sempre di minimizzare eventuali rischi e a dare per impossibili altri che però nel calcolo delle probabilità possono sempre verificarsi, per quanto assurdi. Quindi l’informazione corretta per quanto mi riguarda è proprio una meteora e incerta nel caso della sperimentazione, in questo campo.

  7. Una precisazione per Rossetti. Non è proprio vero che nessuno ha posto domande sulla produzione di pannelli solari a Sant’Antonino.
    Questo blog ha il pregio di essere un formidabile archivio e se ogni tanto andiamo a ripescare qualche commento ci si potrà accorgere che il 14-09-2009 sono state espresse perplessità sulle quali nessuno ha mai risposto. Il commento fa riferimento all’articolo relativo alla serata della “green economy”.

  8. Il fatto che in pochi abbiano reclamato o reclamino la pericolosità (elevata, anche se solo potenziale) di attività produttive sul territorio lonatese, non può nemmeno provocare la tentazione di dire “perchè quegli impianti sì e altri no?” per nuovi progetti che trattano materiali nocivi o potenzialmente tali.
    Anzi, proprio per la presenza già numerosa di strutture e industrie con un elevato potenziale di rischio, il livello di guardia per nuovi insediamenti si deve alzare tantissimo e ancora di più.
    Inoltre,
    premesso che un imprenditore può insediare le proprie attività dove vuole ma comunque dove e come la legge lo consente,
    premesso che è corretto che un imprenditore pretenda una equa remunerazione del capitale investito a fronte del rischio d’impresa,
    credo sia doveroso considerare anche:
    primo, l’opportunità che su Lonate insista una qualsiasi altra cosa di cui (al di là della necessità di una soluzione dello smaltimento dell’amianto, al di là di studi, ricerche e prove su piccola scala)non si può conoscere l’effettiva pericolosità nel tempo ma si è certi dell’incremento di inqinamento da trasporto;
    secondo, che l’insistenza della Krysalide nel voler realizzare l’impianto non credo muova dall’intento di risolvere il problema regionale dello smaltimento dell’amianto o di creare benessere ai lonatesi, ma da un giusto e naturale desiderio di intraprendere per fare business.
    In gioco c’è salute e qualità della vita, difficilmente misurabili: prima di decidere….un momento di riflessione, da parte di tutti.

    1. Assolutamente d’accordo sul fatto che la salute e la qualità della vita vanno salvaguardate e che ogni minimo dubbio sulla pericolosità vada fugato prima della messa in atto dell’iniziativa.

      Il sottoscritto è il primo a pretendere questo considerato che in Via XXIV Maggio 180 ci vivo e lavoro!

      Ho la massima fiducia nelle garanzie asseverate dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Modena ma, in ogni caso, il procedimento sarà vagliato nella procedura di VIA e necessiterà prima di essere realizzato di tutte le autorizzazioni previste dalla legge.

      Riguardo alla considerazione che ” l’insistenza della Krysalide nel voler realizzare l’impianto non… muova dall’intento di risolvere il problema regionale dello smaltimento dell’amianto…, ma da un giusto e naturale desiderio di intraprendere per fare business, …oltre alla certezza dell’incremento di inquinamento da trasporto”,
      mi permetta di dissentire.

      Basta accendere la tv e guardare qualunque talk show politico per avere la conferma, non che ce ne fosse bisogno, come il problema della crescita economica, della disoccupazione , dello smaltimento dei rifiuti siano tra le problematiche “concrete” più dibattute in questo periodo.

      Il progetto Krysalide porterà occupazione, contribuirà a risolvere parzialmente il problema dei rifiuti e, quale iniziativa industriale, porterà crescita economica.

      E’ mai concepibile che attualmente, ogni giorno i TIR partano da Ferno, attuale luogo di stoccaggio del fibrocemento contenente amianto di ZETADI, già messo in sicurezza come da norme vigenti, e percorrano 1200 KM per smaltire il rifiuto in discariche tedesche ed austriache?

      Qual’è il costo ambientale di tale sconsiderata politica di smaltimento.

      Col progetto Krisalide tutto questo verrà eliminato in quanto, come già scritto in precedenza, con l’inertizzazione si otterrà una materia prima secondaria direttamente riutilizzabile a km zero.

      L’ubicazione proposta per l’impianto è al confine del paese, a 200 metri dall’uscita “Lonate Pozzolo” della SS 336, il traffico dei mezzi, che comunque non potrà superare il numero di 7 autoarticolati al giorno, vista la potenzialità di trattamento dell’impianto, è assolutamente risibile rispetto all’attuale traffico in transito sulla superstrada e non interferirà in alcun modo col traffico locale.

      ZETADI da altre 8 anni segue e finanzia la ricerca coordinata dal Professor Alessandro Gualtieri, ed ad oggi ha già speso oltre UN MILIONE di Euro per tale iniziativa.

      Non si può che elogiare tale comportamento che vede un imprenditore rischiare in prima persona finanziando studi che teoricamente dovrebbero essere sostenuti dalla pubblica amministrazione, vista la natura del problema.

      Sappiamo sia il sottoscritto che Ivano Zanatto, di essere stati contagiati da piccoli da questo “brutto virus” che che fa si che, invece di pensare ad oziare o goderci la vita in altro modo, avendone ampia possibilità, ogni mattina ci alziamo presto, lavoriamo fino a tarda sera, per fare impresa, creare posti di lavoro, produrre reddito, pagare le imposte, con nostri capitali senza chiedere nulla a nessuno.
      Questo non impedisce che oltre alla giusta remunerazione del capitale investito e rischiato, vi siano altri ideali non ultimo quello della soluzione di un problema come quello della neutralizzazione del problema amianto.

      P.S. diversamente da alcuni, molti su questo blog utilizzano un nick name pertanto non riuscendo a dare un volto ai vari inserzionisti le risposte possono risultare fredde ed impersonali.

  9. Voglio partire dal P.S. Ritengo più corretto dire che molti su questo BLOG si conoscono e molti altri no. Quale tra Rossetti G. e Loi, per esempio, è il nick? Per due persone che non si conoscono non è dato sapersi. Ed è ininfluente se c’è il rispetto delle rispettive posizioni. Inoltre, senza condizionamenti di amicizia o anche solo di conoscenza, l’espressione delle proprie idee risulta più obbiettivo.
    Infine, i gestori del blog conoscono le mie generalità.

    Per quanto riguarda gli”ELOGI DI CERTI COMPORTAMENTI”, sono portato a non confondere il riconoscimento delle capacità di un imprenditore nel fare business (e la ricerca oggi più che mai è diventata parte indispensabile di una impresa e dunque del business),con la generosità di chiunque dedichi gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità all’aiuto di chi ha bisogno.
    C’è bisogno di entrambi, capaci imprenditori e generosi volontari: i due ruoli o i due momenti devono essere divisi se non si vuol fare male entrambi.

    Quanto sopra è anche un pacato commento al”CONTAGIO DA BRUTTO VIRUS”.

    Per restare all’amianto.
    Certo il suo smaltimento è un problema tanto quanto la disoccupazione e la mancata crescita economica italiana.
    E’ giusto che un imprenditore si “butti” e investa in un possibile settore strategico rischiando. Ma l’impresa è rischio altrimenti perché il capitale investito è così fortemente remunerato?

    Sarebbe bello che Lonate offrisse ulteriori opportunità occupazionali: quindi ben vengano insediamenti produttivi.

    Sarebbe bello che tutti i lonatesi diventassero un tantino più ricchi: la ricchezza non è solo avere tanti soldi in tasca o solo crescere economicamente, ma poter usufruire di una qualità della vita, di cui l’ambiente è parte importante, sempre migliore.

    Quando Eternit si è insediata con i suoi stabilimenti per produrre le famigerate lastre, qualcuno avrà fornito “GARANZIE ASSEVERATE” circa la sicurezza e le popolazioni saranno state entusiaste di poter beneficiare di tanti posti di lavoro: e poi?
    Si deve ammettere che ci sono lavorazioni che, pur rispettando tutti i requisiti di sicurezza che lo stato dell’arte consente, hanno gradi di rischio diversi, e difficilmente valutabili se non si hanno riscontri sul medio lungo periodo: cosi mi sento di pensare che tutto il ciclo (produzione, logistica) di una fabbrica di giocattoli (per esempio) è potenzialmente meno pericolosa di una industria chimica che tratti prodotti velenosi.

    Son certo che Krysalide nel momento in cui andrà a realizzare l’impianto avrà tutti i permessi necessari e dunque avrà tutti i diritti di realizzarlo, ma vorrei portare l’attenzione sulla opportunità che venga realizzato a Lonate.

    Parto dalla dichiarata sensibilità di Krysalide all’ambiente e dalla altrettanto tragica e acclamata situazione ambientale di Lonate che, proprio in questi giorni, guida la classifica dei paesi con il più alto tasso di inquinamento della Lombardia, e mi chiedo, e penso:
    è opportuno che a tutto quello che di pericoloso già insiste sul nostro territorio si debba aggiungere anche solo un altro piccolo elemento di incertezza?
    Lonate non è afflitta dalla sindrome nimby. Lonate è aperta anche alle esigenze di chi la circonda: basta pensare, per esempio, a quanto territorio non è disponibile, o alla fogna che riceviamo dagli assi Gallarate e Busto, per non parlare di Malpensa, ecc., per capire quanto il nostro territorio sia già compromesso anche da opere di interesse extra comunale.

    Si vuole che Lonate risolva tutti i problemi della Lombardia e tutte le attività con alto grado di rischio insistano sul nostro territorio? E’ questa la ricchezza e il benessere che vogliamo lasciamo in eredità?

    Non che tutti la debbano pensare come me, ma, prima di decidere…un momento di riflessione, da parte di tutti.

    1. L’utilizzo di un nick rispetto ad un nome ed un cognome era una considerazione di carattere generale.
      Nello specifico mi pare evidente qual’è l’uno rispetto all’altro tra i due da Lei citati, vista la materia trattata, gli articoli sui giornali ecc.

      Il fatto di conoscere o meno chi sta dietro allo scritto a mio avviso e ripeto, non pretendo una condivisione di pensiero, sto parlando per me, può essere importante per decifrare meglio il peso del pensiero espresso.
      Senza far riferimento allo specifico dialogo tra noi, diversa sarebbe l’interpretazione di un commento su una materia ad esempio tecnica, umanistica o scientifica a secondo che fosse espresso da un ingegnere, un medico,
      una suora , un ambientalista, un imprenditore o uno studente di seconda media.

      In merito agli ”ELOGI DI CERTI COMPORTAMENTI”, assolutamente d’accordo sul fatto che sia assolutamente da ammirare e sostenere “la generosità di chiunque dedichi gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità all’aiuto di chi ha bisogno” ma non capisco cosa centri con la discussione in oggetto.

      E da ultimo, ”CONTAGIO DA BRUTTO VIRUS” era una evidente battuta e come tale dovevasi interpretare!

      Tornando all’amianto, sono assolutamente d’accordo su tutto quanto da Lei scritto.

      Solo l’esito della VIA essendo appunto oggetto d’esame “la sostenibilità o meno dell’impatto ambientale di un determinato progetto” potrà determinare la fattibilità o meno nello specifico di quanto proposto oppure potrà determinare la fattibilità abbinata a obblighi di compensazioni ambientali diverse.

      Un provocazione: essendo il territorio del nostro comune il quarto per estensione in provincia di Varese, ci si lamenta delle grandi porzioni di territorio utilizzate per interessi sovraccomunali, ma non si fa nulla per migliorare la gran parte di territorio a boschi e brughiera liberi.
      Basta guardare ai bordi delle strade per notare rifiuti di ogni genere, per non parlare delle strade bianche scambiate per discariche.
      In Germania ad esempio ogni proprietario di bosco ha il dovere di tenerlo pulito, riqualificare con essenze autoctone le fallanze o le infestanti esotiche e, in caso di inattività, lo stato si sostituisce ad esso.
      Ed a Lonate sono davvero in tanti ad essere proprietari di boschi e terreni, vedendo le partite catastali oserei dire che sono la maggioranza della popolazione adulta.

      Da noi, pur essendo in pieno Parco del Ticino,
      Il parco si occupa di dare pareri vincolanti sulla tinta che dovrà avere un serramento di una costruzione ma non fa nulla per migliorare concretamente, almeno a Lonate, la qualità dell’ambiente.
      Le amministrazioni locali possono influire sulle scelte programmatiche del Parco ( per il futuro forse un po’ meno, vista la recente delibera di Giunta Regionale sui parchi!).

      1. Condivido la provocazione.

        A proposito del nick e dell’interpretazione dei commenti, saprà meglio di me che all’interno delle categorie da Lei citate, alle quali se ne potrebbero aggiungere parecchie altre, spesso è necessario fare dei distinguo: lo strumento di misura del peso potrebbe fornire risultati fuorvianti.
        Per tale motivo, personalmente, non essendo questo un forum scientifico nè riconosciuto tale, ritengo sia più obbiettivo, in un simile contesto, uno scambio di opinioni fine a se stesso sui diversi argomenti.

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