Le politiche per il territorio della Regione Lombardia

Ringrazio Giovanni Rossetti perché, intervenendo con un commento a un post sull’amianto, ha messo a disposizione su questo blog la delibera 961 della giunta regionale lombarda (qui ne potete trovare una versione forse un po’ più semplice da scaricare). In questo documento sono trattate due questioni che interessano i cittadini di Lonate Pozzolo:

  1. lo smaltimento dell’amianto;
  2. il Piano d’Area Malpensa.

Sul primo punto, mi trovo pienamente d’accordo con il commento di Dn.Br.: il problema dello smaltimento dell’eternit è sempre lì da affrontare; questa amministrazione è pronta ad affrontare un ragionamento serio per risolverlo?

Sulla questione dell’aeroporto di Malpensa mi permetto solo di sottolineare come la Regione Lombardia torni a ribadire che il Piano d’Area Malpensa non costituisce un presupposto al Master Plan di SEA, ma che si tratta di uno strumento utile a governare le ricadute dell’aeroporto sul territorio. Formigoni e company, in conclusione, continuano a sostenere che non è lo sviluppo dell’aeroporto a dover esser condizionato allo sviluppo del territorio che lo circonda, ma è lo sviluppo del territorio che deve essere condizionato dallo sviluppo dell’aeroporto.

One thought on “Le politiche per il territorio della Regione Lombardia”

  1. “il problema dello smaltimento dell’eternit è sempre lì da affrontare; questa amministrazione è pronta ad affrontare un ragionamento serio per risolverlo?” parto da questa domanda di Dn. Br. per ragionare alla luce del sole (anche se fuori diluvia). Fondamentale per risolvere il problmea è una considerazione di fondo decisamente basilare “il rifiuto o i rifiuti devono essere smaltiti, riciclati e riusati a Chilometro zero”. Questo significa che ogni Regione, per non parlare di Province e Comuni, debbono muoversi soprattutto in sinergia con altri enti per affrontare la questione. Nel caso specifico dell’amianto, la situazione della Lombardia non è delle più rosee e sarà destinata a peggiorare poichè gli altri stati europei con cui confiniamo, proprio in applicazione del rifiuto trattao a KM. 0, non saranno più disposti ad accettare i rifiuti nostrani.
    Cosa significa questo? Significa che bisogna fare si che vi sia il mercato delle autorizzazioni per lo smaltimento dell’amianto? Bisogna autorizzare qualsiasi impianto? Assolutamente no!
    Tento di rispondere alla domanda posta all’inizio….siamo nelle condizioni di ragionare senza preconcetti sulla realizzazione di un simile impianto così come il privato lo aveva proposto?
    Avevo già espresso la mia ignoranza sul lato scientifico della cosa, per questo ritengo che ci siano gli spazi per ragionare ed entrare seriamente nel vivo della questione.
    Ieri ho potuto parlare di queste cose con Rossetti, lo dico perchè non ho nulla da nascondere, anzi ringrazio Rossetti per aver riconosciuto la mia serietà nell’affrontare questa situazione.
    La questione fondamentale è quella di capire se e quali rischi si corrono durante tutto il processo produttivo e quali saranno gli eventuali rischi per l’utilizzo delle MPS (Materie Prime Secondarie) che si formeranno, oltre al capire e comprendere bene tutta la questionea 360°.
    Cosa signfica questo? che sono diventato favorevole al progetto? Assolutamente no, rimangono in me alcuni dubbi e per questo ritengo ci sia bisogno di una maggiore informazione rispetto a tutti i dubbi che si presenteranno.
    Diventa quindi fondamentale giocare a carte scoperte, individuando anche degli strumenti nuovi e innovativi che permetteno di affrontare seriamente la questione amianto, proprio per fugare ogni dubbio.
    Nelle poltiche di pianficazione strategica, anche di un territorio, fondamentale è il ruolo degli Stakeholder (attivi, antagosniti, alternativi, oppositori, favorevoli etc) che si siedono attorno ad un tavolo e con l’ausilio di tecnici sviscerano a fondo le questioni per arrivare a prendere una decisione definitiva.
    Ritengo che questo possa essere fatto anche sulla questione amianto. Un tavolo di approfondimento con Comune, privato, associazioni ambientaliste, Arpa, Asl, gruppi in consiglio comunale, o una Commissione per l’Ambiente (sulla falsa riga della Commissione per la Legalità) che non si sostituisce a chi dovrà prendere le decisioni, ma che si trova per capire a monte il problema, fugare i dubbi e poi decidere se l’iter amministrativo dovrà partire sul territorio di Lonate o meno.
    Sono comunque consapevole che la questione amianto è sicuramente più vasta di quello che possiamo immaginare o pensare noi, ma questo deve essere visto nell’ottica che un eventuale impianto a Lonate Pozzolo, non dovrà essere utilizzato per tutta la Regione Lombardia.
    In un post precedente mi chiedevo in maniera indiretta, quali potevano essere i vantaggi per Lonate Pozzolo. Ora come ora me ne vengono in mente pochi, la questione lavorativa potrebbe essere uno di questi…anche se non sono in grado di capire i numeri reali; prestigio per il Comune per aver ospitato un impianto decisamente all’avanguardia in questo settore? Può darsi. Un ritorno economico per l’ente, dietro la stipula di una apposita convenzione con il privato?
    Ho cercato di buttare li alcune riflessioni…ragioniamoci…

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