8 pensieri riguardo “Un vicino scomodo”

  1. E’ una posizione quella del sindaco di Lonate certamente condivisibile, anche se i ragionamenti prescindono dal fattore “ambiente” (che certo, ad essere corretti, trova comunque una voce a favore, sempre da parte dello stesso sindaco per quel che riguarda il sacrificio del Gaggio). E’ un momento un pò strano e mi spiego; si parla di strategia nazionale per la biodiversità, la regione Lombardia da qualche tempo parla di rilancio delle aree protette regionali e la Bertani presidente del Parco del Ticino sottolinea l’impegno della regione a gestire le aree protette lombarde che coprono circa il 30% della sua superficie (si parla di governance regionale, si tratta però di un pericolo per quel che riguarda l’autonomia delle stesse). Queste le parole a cui certamente segue qualche impegno, e voglio cercare di essere almeno parzialmente ottimista; del resto il WWF qualche obbiettivo la raggiunto, ad esempio l’impegno a considerare il parco sud una “risorsa per l’area metropolitana milanese ove non si può costruire”.Altri risultati frutto della collaborazione di associazioni ambientaliste (ma non solo, per amor del vero) riguardano la rinaturalizzazione di più di 3000 ettari di territorio e le ripiantumazioni di tutti gli ettari di bosco tagliati (o che lo saranno per le grandi opere infrastrutturali come la pedemontana, i cui lavori sono già iniziati). Ora però consideriamo l’altra faccia della medaglia; il paesaggio lombardo è a rischio di estinzione, e questo nonostante varie leggi regionali abbiano stabilito la tutela del nostro paesaggio. L’epoca del formigonismo (e qui non voglio dire che forse la sinistra avrebbe fatto tutto bene, ma sfatare il mito del Formigoni ambientalista) ha visto dal 1990 al 2010 la scomparsa di 450mila ettari di territorio, una superficie pari alla provincia di Milano e Monza insieme; la tendenza non pare voler cambiare, le grandi opere infrastrutturali (tra cui appunto il previsto ampliamento di Malpensa e la Pedemontana) porteranno via altro territorio e una gran fetta della nostra storia. E’ questa la terra dei nostri padri? Nastri di asfalto, parcheggi e nuove costruzioni e la spregiudicatezza con cui si vuol far passare l’ampliamento di Malpensa come occasione di sviluppo. Non è che la gente sia favorevole (sulla pedemontana sono attivi diversi comitati che qualche risultato l’hanno ottenuto), il fatto è che se non ci si oppone senza se e senza ma ( e questo vale sia per Via Gaggio che per la brughiera briantea minacciata dalla tangenziale comasca) la terza pista la fanno! Lasciar correre e un accettare! Purtroppo, molti non di sinistra non vedendo un’alternativa al formigonismo, lasciano che “coloro” che governano in regione facciano quello che vogliono, poi però parlano di ambiente e di salute dei cittadini…e di fronte a chi ci rappresenta si può pensare solo bene, perchè all’opposizione abbiamo i “comunisti” (quali?). Siamo di fronte ad un male endemico della democrazia “nostrana” (probabilmente non solo nostra), per cui chi ci governa deve accondiscendere alle mire “speculative” dei poteri forti secondo un principio lobbistico, male estremo delle democrazie occidentali (e che in Lombardia sta raggiungendo livelli inaccettabili). Un’ ultima considerazione: il WWF aveva fatto ricorso contro alcuni interventi “sciistici” nel Parco dello Stelvio, dove per ampliare le piste da sci avevano tagliato 2500 alberi pregiati; ebbene, oggi il Consiglio di Stato gli ha dato ragione (una vittoria amara, non c’è che dire), ma non si può tornare indietro (forse si potrà ripristinare alcuni siti). Cosa sarà però di Via Gaggio? Ne costruiamo una parallela compressa da capannoni industriali e terza pista? Siamo di fronte al solito problema endemico di una democrazia che deve tutelare alcuni interessi di parte, e così sarà sempre, non solo se ad essere eletti saranno sempre i soliti, ma soprattutto se la gente lascia fare perchè “questo è il progresso e loro sanno quello che fanno….!”

  2. Ecco l’ennesima prova della , a mio avviso, insincera posizione del Sindaco Gelosa a riguardo dello sviluppo(?) e ampliamento di Malpensa e di conseguenza della tutela di via Gaggio.. Per Lui (il Sindaco) tutto ha un carattere puramente economico. Lonate non ci guadagna nulla da questo sviluppo. Questo in sintesi il pensiero di Gelosa.
    Salute, ambiente , paesaggio, territorio, cultura e tradizione non contano un fico secco. Però la strategia è di essere a fianco del comitato di via Gaggio (un po’ di populismo non guasta). In questo modo però anestetizza la protesta. Sì perché avendo la consapevolezza (da sempre) che le amministrazioni comunali di Somma Lombardo e Ferno (suo paese) non hanno ,di fatto, mai nascosto simpatie per la terza pista, stare formalmente con chi è contro è politicamente conveniente. In questo modo il cittadino (spesso disattento e poco interessato) vede nella massima espressione amministrativa locale, cioè il Sindaco, la posizione della difesa del territorio e dunque si sente tutelato. Poi se anche il Sindaco non riuscirà a fermare l’avanzata della terza pista sta a significare, per il cittadino qualunque, che anche altre iniziative non avrebbero sortito nessun risultato diverso. Ecco fatto il gioco delle tre carte. Somma, Ferno e Lonate, su ogni carta il volto del proprio sindaco, due a favore della terza pista uno no(?). Massima attenzione alla velocità delle mani che muovono le carte: dov’è il volto di chi dice no? Ma di chi sono le mani che muovono le carte? Di SEA? Della Regione Lombardia? Diciamo tutte e due. E in ogni modo anche quando si riesce a scoprire la carta di chi dice no, siamo certi di un no forte e convinto? Io no.
    Basta con il politicamente corretto. Dire di rispettare l’espressione degli altri consigli comunali (guarda caso tutte e due di centro destra e lega) è un modo falso di fare politica. Se quelle scelte vanno a punire e a rendere non più vivibile parte del mio territorio, io quelle scelte non le rispetto, ma le combatto con tutti i mezzi democratici a disposizione, anche con la protesta, quella visibile e rumorosa.
    Si ricorda il Sindaco di Lonate in quante occasione pubbliche ha fatto salamelecchi e inchini ai suoi colleghi di Somma e Ferno? Io me le ricordo. Ora è politicamente ben ripagato. Peccato che a pagare veramente sia l’intera popolazione lonatese e tutti coloro che fruiscono (e sono tanti) della strada comunale del Gaggio.
    Sono necessarie azioni forti e convincenti per dire con certezza che questa amministrazione comunale lonatese è contro la terza pista. Azioni che fino ad ora non si sono viste.
    Ad esempio rivendicare che le aree demaniali (come prevede la tanto decantata norma sul federalismo) siano passate in modo indistinto ai comuni. Invece assistiamo in consiglio comunale a dichiarazioni dell’assessore Rivolta che riferisce di un’ipotesi di passaggio delle aree riguardante l’espansione di Malpensa ad ENAC, senza che nessuno della maggioranza, tanto meno il Sindaco, dica nulla. Continuiamo ad avere l’ avvio di procedura di accordo di programma (promossa dal Sindaco di Lonate Gelosa) per saturare l’intera area del cosiddetto campagnone di Tornavento con capannoni destinati, di fatto, alla logistica di Malpensa. A quando l’annullamento di tale procedura per essere coerenti con la difesa della via Gaggio? A quando la riconsiderazione (certa) del Documento di inquadramento Urbanistico che prevede la possibilità di un intervento di concentrazione volumetrica proprio in un’area standard all’inizio della via Gaggio?
    Servono atti concreti per dimostrare volontà precise e determinate contro la terza pista a difesa della via Gaggio. Diversamente è ipocrisia e astuzia politica.

  3. Oh là, finalmente uno (esclusa la parte che rappresento) che dice al Sig.Sindaco, (ma aggiungerei tutta la maggioranza PDL+UDC indistintamente, con tutti i componenti: Rivolta, Patera, Portogallo, Torno,Simontacchi, Grandinetti, Arbini ecc.ecc.) di non fare il furbo o i furbi, e che le persone sono più intelligenti di quanto credino. Usano il comitato WVG solo per convenienza ed immagine. Fossi io Roberto, li avrei esclusi dal comitato. Le sparate che fanno sono solo PROPAGANDA POLITICA. Ah quanto mi piacerebbe che SEA offrisse a lor signori parecchi milioni di Euro per “comprarsi” la parte di via Gaggio, poi voglio proprio vedere la loro coerenza nel difendere il territorio! A proposito, ricodate quando il Sig.Sindaco & Co voleva entrare nel CDA di SEA? Attendo con pazienza di sapere se ha fatto richiesta formale ai soci di tale proposta, e nel caso affermativo, come l’hanno presa? O era la solita “sparata”, poi finita in nulla di fatto?

    1. Non è una novità la mia opinione a riguardo del tema via Gaggio e posizione del Sindaco.
      Basterebbe leggere tutti i miei commenti per comprendere come la folgorazione ambientalista sulla via del Gaggio da parte del Sindaco sia stata da me considerata solamente astuzia politica.

    2. Caro Donato, caro Paolo, ribadirò le idee che ho già avuto modo di scrivervi e di dirvi a voce.
      Parto da una frase di Paolo: «Fossi io Roberto, li avrei esclusi dal comitato». Impossibile. Perché del Comitato non fanno parte. E il Sindaco se ne guarda bene!!! Come ha avuto modo di dirmi anche di recente, il Sindaco condivide lo spirito del Comitato ma non qualche modalità. Non so a cosa si riferisse e non voglio neanche sapere (o forse sì, ma non è questo il punto). Insomma, da due angoli differenti, noi di WVG e l’Amministrazione di Lonate Pozzolo condividiamo un fine. Per iniziative specifiche abbiamo collaborato, nel rispetto dell’altrui autonomia.

      A Paolo soprattutto dico un’altra cosa, a lui non nuova. Tu sai, caro Paolo, i problemi che ho avuto e che sto avendo PER LA GRAVE COLPA del mio impegno di VivaViaGaggio. E i problemi non nascono da una singola iniziativa, da un singolo video. Perché si sa che c’è qualcuno che «sputa QUO-TI-DIA-NA-MEN-TE nel piatto in cui mangia». Attacchi vigliacchi che mi arrivano da più fronti, da più scrivanie, da più telefoni. Roba da cecchini. Tu sai molto bene a chi e a cosa mi sto riferendo.
      Beh, se non ci fosse stato il Sindaco Gelosa e l’Amministrazione di Lonate Pozzolo, per me le cose sarebbe state un po’ più complicate. Da temere non ho niente da temere, è solo che ci sarebbero stati solo altri polveroni inutili, fastidiosi e costosi, con code di avvocati, sindacati, giornalisti e politici.
      Il Sindaco Gelosa non ha certo difeso me con piglio da crocerossino, ha semplicemente difeso il diritto, la legalità e lo spirito democratico.

      Dal primo momento ho dissentito dalla posizione di chi parla di un Gelosa ambientalista per convenienza. Sarò ingenuo, ma io credo questo. Il suo comportamento nei confronti di Viva Via Gaggio è stato coerente e adeguato anche a microfoni spenti e lontano dalle macchine fotografiche.

      Detto questo, non perdiamo di vista il nostro obiettivo unico: VOGLIAMO LA PISTA, SÌ: QUELLA CICLOPEDONALE DI VIA GAGGIO!

      Ciao.

      1. Beh Roberto, permettimi alcune considerazioni:
        1) Chiariamo subito il fatto. Questo è quanto è stato detto in consiglio comunale a Ferno dalla Consigliera Claudia Colombo: http://www.legalonate.org/uploads/5d91b2ed-ecb3-4ec6.pdf
        Dopo è seguito un filmato di Walter Girardi che come ti ho già detto, io reputo ridicolo. (Il filmato)
        2) Sul filmato precedente, mi riferisco a quello del signore che sputava sentenze su Malpensa, ti ho già detto come la penso, non su di lui, ma sul tuo non intervento a filmato concluso.
        3) Parli di attacchi vigliacchi, di cecchini come se nulla fosse, lasciando presagire comportamenti non rispettosi delle leggi vigenti, sopratutto da parte della Lega. Non lo trovo corretto, ti trincei dietro a polveroni, avvocati e giornalisti; ma le parole scritte da te non sono per una sana discussione, sono semmai accuse che se fossero vere, sarebbero da denuncia immediata. Come ti ho già detto, se hai elementi per accusare qualche d’uno, LO DEVI FARE! Sul Sindaco Gelosa preferirei non commentare. L’ho già scritto mille volte che non condivido nulla (o pochissimo) di tutto quello che dice e fa.
        Un saluto dal padano.

      2. Caro Paolo, tu, proprio tu, sai per filo e per segno tutto quello che è successo.
        La vigliaccheria non è punita dal codice civile, men che meno da quello penale. C’è poco da denunciare, se non a una Procura Generale della Coscienza. Parlare di “cecchini” significa ricorrere a un’allegoria. Un’allegoria nemmeno tanto lontana dalla realtà. I cecchini usano pallottole, in questo caso sono state usate parole, che spesso sono armi cariche.

        Il comportamento da me adottato, come reazione agli attacchi, è stato frutto di una precisa scelta. Per quanto possibile, ho voluto tenere i toni bassi. Ogni cosa a suo tempo.

        «Sul filmato precedente, mi riferisco a quello del signore che sputava sentenze su Malpensa, ti ho già detto come la penso, non su di lui, ma sul tuo non intervento a filmato concluso». Sì, lo so. Grazie al cielo, noi parliamo anche di persona e già mi avevi espresso il punto di vista. Mi ricordo che, già in quel video, io mi ero dichiarato disponibile a dar la parola alla “controparte” e – non lo dico certo a te che sai e che mi conosci – comunque, per quanto sono fazioso, ricordo i miei TRENTA MINUTI di videochiacchierata con un sostenitore incondizionato della terza pista.

        Non voglio dar peso a tutti questi effetti collaterali della battaglia per la difesa del nostro territorio, per la salvezza di Via Gaggio. Lì sempre ritorno: VIVA VIA GAGGIO (e via Gaggio è un simbolo per la difesa del Parco del Ticino, per la gente di Tornavento, per la qualità della vita della gente dei comuni circostanti). Tutto il resto non conta. Ci vediamo domani in Sala Polivalente. Ciao.

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