Registrazione del Consiglio Comunale del 15 settembre 2010

L’ordine del giorno prevedeva deliberazioni sui seguenti argomenti:

  1. Approvazione verbali seduta del 29.07.2010 [mp3 N01].
  2. Interrogazione prot. num. 20651 del 03.09.2010 “Consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: asfaltatura strada via Santa Savina [mp3 N02].
  3. Interrogazione prot. num. 20652 del 03.09.2010 “Consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: pali della luce in via Monte Grappa [mp3 N03].
  4. Accordo di programma quadro Malpensa – forme e modalità per l’alienazione del patrimonio immobiliare delocalizzato – primo programma per l’alienazione [mp3 N04].
  5. Mozione prot. num. 17482 del 21.07.2010 “http://www.democraticiuniti.it/Audio/20100915_CC/Consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: centro commerciale vicino stazione ferroviaria
    • prima parte (pre-sospensione) [mp3 N05a];
    • seconda parte (dopo la sospensione) [mp3 N05b]
  6. Mozione prot. num. 17485 del 21.07.2010 “Consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: riconoscimento alle vittime lonatesi della ‘ndrangheta [mp3 N06].
  7. Mozione prot. num. 17486 del 21.07.2010 “Consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: richiesta dimissioni assessore all’urbanistica [mp3 N07].

2 pensieri riguardo “Registrazione del Consiglio Comunale del 15 settembre 2010”

  1. Sempre peggio. Nell’ultimo Consiglio Comunale di mercoledì 15 settembre, il Sindaco Gelosa ha dato un ulteriore esempio di come il concetto di trasparenza non sia nel suo DNA politico.
    L’argomento è ancora quello relativo ai fatti malavitosi accaduti a Lonate Pozzolo e alla dichiarazioni rilasciate dall’assessore Rivolta.
    In ballo la mozione della Lega che chiede le dimissioni di Rivolta. E’ vero la mozione non è proprio stesa bene, coma ha sottolineato il consigliere Buonanno dei Democratici Uniti , ma l’obbiettivo è chiaro.
    La maggioranza come al solito (ordine di scuderia) ricorre al metodo del silenzio. L’unico titolato a parlare è il Sindaco. Una fotografia desolante. Ma cosa dice il Sindaco?
    Innanzitutto, astutamente, evita di affrontare il tema della mozione. Poi orienta il suo intervento sfogo sulla trasmissione andata in onda su RAI Tre il 5 settembre scorso. La voce si fa forte per gridare basta. E’ una vergogna rappresentare Lonate Pozzolo come un paese di malavitosi. Con l’immagine data si è arrecato un danno enorme al territorio. Nessuno vuole più investire a Lonate. Insomma una sfuriata contro un certo modo di fare informazione. Viene invocato il silenzio. Non bisogna più parlarne delle infiltrazioni malavitose. Il Sindaco nel suo sfogo oratorio non si accorge, di fatto, di dare ragione alla trasmissione. Nel momento in cui alza la voce per dire che Lonate non è quella fatta vedere in TV, attesta che le interviste gettano fango su Lonate. E siccome le interviste, tutte, negano la presenza della malavita a Lonate di che cosa si lamenta il Sindaco?
    E’ vero. Fortunatamente Lonate Pozzolo è anche e soprattutto altro. Ma ciò che è stato trasmesso risponde ad una parte di realtà si o no? La questione malavita è stata presente in questo territorio si o no?
    E l’Amministrazione comunale precedente è entrata in contatto con soggetti poco chiari come ha detto (non l’opposizione) l’assessore Rivolta?
    Il Sindaco, proprio per il ruolo di garanzia dell’intero territorio, ha il compito dovere di parlare, non di invocare il silenzio. Se si vuole bene al proprio Paese bisogna fare chiarezza, togliersi di dosso l’eventuali incrostazioni e pesi del recente passato.
    E allora le dichiarazioni rilasciate da Rivolta esigono risposte chiare e definitive.
    Non si può dire di mantenere la fiducia nell’assessore e ignorare le accuse (perché di fatto di accuse si tratta) che lo stesso Rivolta rivolge al Sindaco Gelosa nel suo primo mandato amministrativo.
    Ma quale gogna mediatica. Qui la questione è dirimente.
    Rivolta afferma che amministratori della precedente Giunta hanno aperto le porte del Comune a soggetti quantomeno poco chiari. Che questi soggetti erano sempre accompagnati da qualcuno. Chi? Si intende qualche amministratore?
    Rivolta sostiene inoltre di avere fatto pulizia delle presenze cirotane della prima amministrazione Gelosa. A chi fa riferimento? E se si dichiara di avere fatto pulizia, significa che c’era sporcizia?
    Rivolta racconta, sempre attraverso interviste, di fatti legati all’incendio dell’automobile della passata responsabile dell’ufficio tecnico, in contrasto con quanto dalla stessa dichiarato. E’ possibile chiarire anche questo fatto?
    Inoltre il Sindaco rilascia dichiarazioni relative ad incontri con personaggi poi interessati dagli arresti dell’operazione bad boys.
    Tutto questo dovrebbe passare sotto silenzio da parte dell’opposizione?
    A proposito di opposizione, mi sarei aspettato interventi più incisivi. E’ mancato l’affondo nei confronti del Sindaco, che come al solito, con molta astuzia politica svia il discorso di fondo e orienta la discussione a suo piacimento.
    La mozione della Lega era un’occasione per portare l’attacco politico fino in fondo. Si doveva costringere politicamente il Sindaco e la sua maggioranza a rispondere con la necessaria trasparenza a tutti quei dubbi che loro stessi hanno alimentato.
    Era evidente la vulnerabilità politica del Sindaco e dell’assessore Rivolta. Non è il momento di economizzare con le parole e soprattutto con le domande, che devono essere precise e dirette.

  2. Tutti insieme appassionatamente. Pronti a tentare di salvare i posti di lavoro del discount Salvarisparmio. Che bel quadro famigliare.
    Scusate, ma chi può essere contro i posti di lavoro? Nessuno ovvio. Peccato che la questione sia affrontata con molto ritardo e forse quando non vi sono più possibilità di recupero della situazione.
    Ricordo, per chi avesse poca memoria, che il problema di fatto si è posto quando la proprietà dell’immobile ha partecipato al bando per la delocalizzazione, cioè circa due anni fa. Da allora nessuno dell’amministrazione comunale ha operato nella direzione del dove andranno quei lavoratori. Perché era scritto chiaro che l’immobile doveva essere consegnato vuoto alla Regione. Diversamente la cessione non sarebbe potuta avvenire. Ora si corre per recuperare il tempo perduto, nel tentativo di rimediare. Un tentativo anche di ridimensionare le proprie responsabilità politiche.
    Sentendo la discussione svoltasi in Consiglio Comunale, e la presentazione dell’esperto (si fa per dire) assessore Rivolta, si può dedurre che la questione è stata gestita in modo confusionario. Le carte sono ingarbugliate, non vi è linearità nel condurre l’azione volta a districare la matassa del problema.
    Il dato di fatto sul quale riflettere è che l’immobile, che sarà consegnato ad attività dismessa, dunque formalmente vuoto, entrerà nel cosiddetto piano delle alienazioni per essere messo in vendita. E siccome il fabbricato ricade nella fascia B delle curve di isolivello, dove la residenza non è compatibile ma altre attività si, sarà messo all’asta per un utilizzo di carattere commerciale ( solo commerciale?).
    Allora la domanda è: in funzione di quale analisi , di quale strategia, di quale valutazione, si riconferma l’area per un uso commerciale? Vuol dire che tutto lo stabile diventa a destinazione commerciale? Per che tipo di commercio? Tutte domande senza risposta. Nell’illustrazione dell’assessore “esperto” non c’è un minimo riferimento a ciò che sarà e ciò che potrà divenire quel luogo.
    Il nuovo acquirente dovrà utilizzare lo stabile così com’è oggi? Oppure potrà demolirlo e ricostruirlo secondo nuovi criteri? Potrà usare tutto il volume esistente? Oppure parte di questo lo potrà ricollocare altrove? ed eventualmente dove? E perché questo fabbricato non può essere abbattuto come è avvenuto per i condomini distanti di soli pochi metri?
    Il Sindaco dice che non ci si deve preoccupare perché questo è solo un atto di indirizzo. E’ la solita tecnica che lo ha contraddistinto in questi ultimi sei anni: minimizzare l’argomento in trattazione, stabilirne un percorso, una traccia, e poi procedere senza che nessuno possa più intervenire concretamente rispetto alle scelte prese in ambito ristretto.
    Il riferimento che tutto, in ogni modo, dovrà essere approvato in sede regionale dal comitato per l’accordo quadro della delocalizzazione, è un’ulteriore modo per estromettere di fatto il consiglio comunale dalle scelte importanti per l’intero territorio. E poi, si viene in consiglio comunale a proporre un atto di indirizzo senza avere concordato un minimo denominatore con la Regione? Ma per favore non prendiamoci in giro.
    Oltre alla questione “Salvarisparmio” c’è la decisione di alienare anche le abitazioni ricadenti in fascia A delle curve di isolivello interessate dalla delocalizzazione.
    Non vi alcun dubbio che queste abitazioni debbano essere recuperate ad uso abitativo. Come tutti sappiamo in questa parte di territorio di fascia A, la residenza è sconsigliata ma è compatibile e possibile. La norma non ne fa divieto. Dunque è giusto recuperare un patrimonio, oggi di proprietà pubblica, per introitare risorse utili al fine delle mitigazioni ambientali (e non per altri scopi) da realizzarsi negli ambiti interessati. Inoltre si riporta ad uno stato di normalità situazioni che andrebbero verso un totale degrado.
    Sarebbe importante capire se chi se ne è andato da quelle abitazioni possa partecipare o no alla gara per riacquistare l’alloggio o l’immobile.
    Ma sulla fascia “A” è stato detto ben altro. L’assessore Rivolta ha affermato, a domanda dell’opposizione dei Democratici Uniti, che nell’ambito di tale fascia è oggi possibile costruire con destinazioni residenziali. La domanda, molto pertinente, nasce dal fatto che in questa parte di territorio, attraverso apposita delibera di Consiglio Comunale dell’amministrazione Canziani e poi riconfermata dalla prima amministrazione Gelosa è fatto divieto di realizzare fabbricati a carattere residenziale.
    Che cosa è cambiato per ritornare a concedere in quelle aree di fascia “A” la possibilità di costruire con destinazione residenziale? In pratica dopo dieci anni di impedimento a costruire residenziale, si ritorna alla vecchia e superata programmazione del PRG. Qual è la logica che muove l’amministrazione comunale e in modo specifico l’assessorato all’urbanistica? Cosa impedisce di riconfermare l’inibizione della fascia “A” alla costruzione di nuova residenza? E’ mai possibile agire in questo modo, mentre si sta redigendo il nuovo PGT?
    Questo argomento è passato via liscio, senza che l’opposizione concentrasse la necessaria attenzione sul fattore più importante dell’argomento in trattazione.

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