Interrogazione presentata

Il gruppo consiliare dei Democratici Uniti  ha presentato ieri un’interrogazione relativa alla presenza della ‘ndrangheta a Lonate.

Infatti, le dichiarazioni comparse sulla stampa in questi giorni hanno suscitato parecchi dubbi sulla scorsa amministrazione e, di conseguenza, anche sulla presente, dal momento che c’è una chiara continuità politica tra i due mandati.

Dopo aver sentito tanto parlare di trasparenza e legalità, le dichiarazioni dell’assessore Rivolta e del sindaco Gelosa fanno seriamente pensare a quale sia la reale situazione che si vive a Lonate Pozzolo. Quelle che in passato definivano “ragazzate” slegate dall’attività politica e amministrativa erano in realtà atti intimidatori. Quelle che erano descritte come scelte personali (il trasferimento della dirigente Liccati) erano invece scelte legate alla paura per la propria incolumità.

Ora, man mano che trapelano le notizie, si fanno ammissioni e dichiarazioni. Quanto ancora c’è dietro che non sappiamo?

L’interrogazione è solo il primo passo per ottenere chiarezza, ma non escludiamo di intraprendere altre iniziative, compresa la richiesta di dimissioni del Sindaco e dell’intera Giunta.

Interrogazione del 18 luglio 2010
Interrogazione del 18 luglio 2010

6 pensieri riguardo “Interrogazione presentata”

  1. Le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’Assessore Rivolta Danilo e dal Sindaco Gelosa, non solo sono preoccupanti, ma gettano una serie di dubbi sul come siano andate le cose negli anni del primo mandato amministrativo 2004/2009.
    Queste esternazioni danno la sensazione che stia per succedere qualcosa di grave per l’amministrazione comunale, e quindi il gioco dello scarica barile politico, sia utile a salvare la propria posizione. Rivolta afferma che un ex Assessore gli ha presentato personalmente il De Castro nel 2006 allora presidente della Lonatese calcio. Domanda: chi è quest’assessore? E’ così difficile fare il nome? E siccome Rivolta lega il tutto alla presenza d’assessori d’origini calabresi nella prima Giunta Gelosa, è facile capire chi sono. Tre nomi: Patera, Lamazza, De Novara. A chi fa riferimento Rivolta? E’ necessario chiarire e non lasciare dubbi, ne va della dignità delle persone.
    C’è un fatto che non può sfuggire: Rivolta dal 2004 al 2009 non era né assessore né consigliere comunale, ma semplicemente segretario di Forza Italia a Lonate Pozzolo. Dunque nessuna carica pubblica. Dunque, seppur con un incarico di partito, un cittadino come tanti altri. E allora come poteva sapere delle richieste di capannoni per lo stoccaggio di rifiuti? Richieste che sono state respinte anche in funzione di conferenze di servizio svolte con la Provincia. Era presente a quella conferenza? E a quale titolo? Come può affermare che la responsabile dell’ufficio tecnico Arch. Liccati Orietta se ne è andata per garantire la propria incolumità? E’ bene ricordare che le dimissioni della responsabile sono state date due o tre giorni dopo l’incendio dell’automobile di Rivolta, e che le motivazioni pubbliche date dalla stessa escludevano qualsiasi collegamento dai fatti criminosi. Allora è necessaria un’altra domanda: quali erano i rapporti tra l’arch. Liccati e Rivolta? Pare di cogliere una certa confidenza tra i due soggetti che non sono solo di carattere professionale. E il ruolo del Sindaco e dell’allora Assessore all’urbanistica Simontacchi? E’ plausibile che il Rivolta sapesse cose così specifiche e i due amministratori NO?
    Altra affermazione molto grave è quella che “…qualcuno ha aperto le porte del comune ai soggetti malavitosi…”, che “…si presentavano sempre accompagnati da qualcuno…”. Il Sindaco e l’assessore Simontacchi (allora all’urbanistica) non hanno nulla da dire a tal riguardo? Chi ha aperto queste porte? Chi e dove questi soggetti erano ricevuti? E come fa sapere queste cose Rivolta se non era né consigliere comunale né tanto meno assessore? Da chi ha ricevuto queste informazioni? Inquietante il quadro che ne viene fuori da queste dichiarazioni.
    Poi c’è la storia del cosiddetto “Pirellino”. Ricordiamo che il progetto urbanistico è stato adottato con delibera di consiglio comunale N.75 del 20/12/2006 e approvato definitivamente con delibera di Consiglio Comunale n.11 del 07/03/2007. Che la progettazione è dello studio tecnico Rivolta Fulvio, fratello dell’ assessore Rivolta . Che la committenza è la ERRE GI.VI. srl della quale il presidente è il Signor Giovanni Rossetti.
    Dalle dichiarazioni di Rivolta sia del Sindaco, questo progetto urbanistico è stato oggetto di forte interesse dei soggetti malavitosi. Quando e in che modo? Prima o dopo l’approvazione definitiva? Prima o dopo la sottoscrizione della convenzione? E che cosa chiedevano di preciso? A quale titolo questi soggetti si sono presentati al Sindaco? Ed eventualmente da chi sono stati accompagnati e presentati? Rispondere a queste domande è fondamentale per capire cosa sia successo. Rispondere a queste domande è un obbligo di carattere civico e di trasparenza amministrativa.
    Vi è una contraddizione profonda in ciò che dichiara il Sindaco a proposito di questi incontri pericolosi. Non si può sostenere di non conoscere il soggetto malavitoso e nel contempo affermare che non sono state accettate le richieste sul “Pirellino” respingendo così il malaffare.
    Rivolta dichiara di avere svolto, in preparazione della lista Gelosa per le amministrative del 2009, un lavoro di esclusione di soggetti di riferimento della comunità calabrese. Perché questa esclusione? E’ un fatto solo politico oppure è riconducibile ad altre situazioni?
    Quando nel 2004 la lista del Sindaco Gelosa ha vinto le elezioni è stato per merito del forte legame e patto che si è stipulato proprio con le candidature di riferimento alla consistente presenza della comunità calabrese. Che cosa è cambiato da allora ad oggi per invertire completamente la rotta? E la cosa che più stupisce è che nonostante la cosiddetta “pulizia” compiuta da Rivolta i voti incredibilmente aumentano a favore della lista Gelosa. Come dire che il lavoro svolto per dare un’immagine diversa dalla precedente non è servito a nulla. Come dire che quel forte e inaspettato consenso elettorale non è una forza ma bensì un vincolo (di sottomissione?).
    Il rapporto con la comunità calabrese era talmente forte nel 2004, che qualche anno dopo la quasi totalità dell’amministrazione comunale ha trascorso qualche giorno di vacanza a Cirò. Nulla di male se non fosse che questo fatto è stato completamente (io dico volutamente) nascosto (quasi fosse una vergogna) da parte degli interessati cioè dal Sindaco Gelosa, dal vice sindaco Simontacchi, dall’assessore alle finanze Gatti e dallo stesso Rivolta stranamente anche lui presente pur non facendo parte dell’amministrazione comunale. Non è mai stato spiegato a quale titolo è avvenuta la visita. Da chi sono stati invitati. Se sono andati a titolo personale oppure in veste ufficiale.
    Altro che trasparenza amministrativa. Siamo avvolti da una fitta nebbia.
    E la maggioranza del consiglio comunale non ha nulla da dire? Gli attuali consiglieri comunali di maggioranza erano informati su questi fatti dal proprio Sindaco o dal proprio segretario di partito? Due sono le possibilità: o si ignorava completamente la situazione perché non informati oppure si è taciuta colpevolmente schierandosi dalla parte dell’omertà. E per un amministratore pubblico non è una buona referenza.
    Attendendo ulteriori notizie c’è da farsi un’ultima domanda: possiamo fidarci di questo Sindaco?

  2. Gli amici si dividono in due categorie: quelli con cui hai mangiato la pastasciutta assieme e quelli con cui non hai mangiato la pastasciutta assieme. Io, con una cirotana non ricandidata che ha partecipato al primo mandato, ho mangiato la pastasciutta assieme. Patrizia De Novara è mia amica.

    Patrizia Novara e io ce ne siamo detti di tutti i colori, per la politica e non solo. La mia storia con Patrizia De Novara è da raccontare: Patrizia e io ci siamo conosciuti quando ancora non le sarebbe passato nemmeno per l’anticamera del cervello di far parte di una lista, di un partito. Avevamo a che fare l’una con l’altro per via dei nostri lavori. Per via dei nostri lavori nacquero i primi simpatici ma feroci battibecchi tecnici. Sentendoci quasi esclusivamente per telefono, diventammo amici. A quei tempi, io le davo e lei – sempre simpaticamente – le prendeva. Nella posizione di forza ero io. Un giorno Patrizia mi chiamò e mi disse: «Roberto: ho una novità». Ah. «Mi candido». Ah. «A Lonate Pozzolo». Ah. Patrizia venne eletta e fu pure nominata Assessore. In quel momento ho capito che la mia carriera, già agonizzante, poteva considerarsi terminata 😀 😀 😀

    Scherzo, eh? (beh, mica tanto…). Insomma, tutto questo per dire che io, prima durante e dopo il mandato di Patrizia, ho frequentato casa sua e della sua famiglia. Quando ho letto su VareseNews frasi come: «la forte presenza di cirotani nella passata giunta che ha governato Lonate Pozzolo potesse facilitare in qualche modo le entrature di personaggi come […]» e «per questo alle scorse elezioni non abbiamo ricandidato alcuni cirotani che avevano partecipato al primo mandato», mi sono precipitato privatamente a esprimere solidarietà a Patrizia e marito. Ora che mi sono liberato da qualche impegno personale, mi piace farlo anche in pubblico. Ovvio che le dichiarazioni siano frutto di malintesi e fraintendimenti, che prontamente verranno chiariti. Magari ho anche capito male io, non so. Sta di fatto che gli assessori cirotani della scorsa amministrazione erano tre, quelli non ricandidati sono stati due. Due, capito? Non trecentosette: d-u-e. Ovvio che, alla lettura di quelle frasi, quei due siano pesantemente tirati in causa. Soprattutto a Lonate Pozzolo, un paese che piccolo non è, ma nel quale la gente mormora ugualmente. Eccome se mormora! Io, di uno di quei due cirotani non ricandidati, sono amico. Fino a prova contraria, amico voglio ancora essere. Allora, da amico, mi sembra giusto – per quel pochissimo che conta – offrire la mia solidarietà.

    Cara Patrizia, dopo questa mia presa di posizione pubblica, prometti di non insultarmi per quindici giorni per barba, politica, propositi migratori etc etc etc, va bene? Quindici giorni: non è tanto, ce la puoi fare!!!

    CIAO!

    Sigla.

    p.s. (post siglam): come spero si sia capito, voglio restar fuori dalla faccenda in sè. Intendo soltanto perseverare nella mia voglia di riconoscenza verso gli amici, anche e soprattutto quando sarebbe meglio far finta di niente.

    1. Da Londra: io sono amico di Roberto! Mi vanto di essergli Amico con la “A” STRAMAIUSCOLA, anche se non ho mai mangiato la pastasciutta con lui (io sono più per la polenta, mentre lui è più per il cuos cous :D)lo voglio difendere pubblicamente. Mi sa che se lo vengono a sapere i vertici, mi fulminano, ma su una cosa mi sento di garantire: Roberto è di una correttezza più unica che rara. (Lui, il raddrizzatore di banane 😀 😀 sa a cosa mi sto riferendo) Un saluto a tutti da Londra.

  3. Io non voglio nemmeno pensare che ci siano collusioni tra chi siede nell’amministrazione comunale e gli esponenti della criminalità organizzata. Osservo solo che cominciano ad emergere troppi “si sapeva” e “sapevo”. E allora la domanda viene d’obbligo: se sapevate, caro Sindaco e caro Assessore, non vi ha sfiorato il dubbio che l’atto più importante dell’amministrazione, il PGT, potesse essere un regalo proprio a quelli da cui dite di prendere totalmente le distanze e dei quali vi sentite vittime? Non vi sembra che rendere edificabili una quantità enorme di aree sia come mettere il formaggio sotto il naso del topo?

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