3 pensieri riguardo “SEA al contrattacco”

  1. Rimanere in silenzio a Lonate Pozzolo e dintorni è diventato dannatamente complicato. Benissimo.

    Dal milione di posti di lavoro in poi, la promessa dell’impiego-che-verrà (verrà?) è un potentissimo strumento di consenso. Uno specchietto per le allodole mica da ridere.

    Di lavoro a Malpensa per opportuni motivi io sto parlando già nelle opportune sedi. Che non sono queste. Spero però che ve ne occupiate voi. Vi invito soltanto a un esercizio sociologico e antropologico. Ci si piazzi per un’oretta nei paraggi del parcheggio dei dipendenti dell’aeroporto mal-pensante. Si identifichino le tute arancioni, quelle gialle, quelle blu. I nostalgici seguaci della purezza della razza ariana si soffermino sulla carnagione degli operai. Gli altri badino semplicemente agli sguardi. Si seguano quegli uomini, si origlino i loro discorsi mentre camminano, mentre sono chiusi in ascensore, mentre sorseggiano un caffè di fronte a un distributore automatico.

    Ribadisco: spero che di lavoro in Malpensa vi occupiate (anche) voi. Io lo sto facendo già, per altri lidi. Urge ragionare sul lavoro a Malpensa. Seriamente, però. Ne scopriremmo delle belle davvero.

    Buona continuazione. La Pace atterri su Lonate Pozzolo (usando cortesemente le piste attualmente a disposizione)

    Sigla!

  2. Alessio ha poco più di dieci anni e per ora l’ho visto solo in fotografia. Alessio è uno dei seicento amici Facebook di VivaViaGaggio. Alessio abita a Lonate Pozzolo. Per chi si fosse collegato in questo momento, VivaViaGaggio è un movimento spontaneo di cittadini che si ribella al coma civico che affligge questi luoghi iperindustrializzati del Parco del Ticino. A Lonate Pozzolo più che altrove. Uno scempio prossimo venturo distruggerà trecentotrenta ettari di brughiera e di verde, nessuno dice niente. Ah sì? Ci abbiamo pensato noi. Da fine gennaio abbiamo cominciato a parlare e ancora abbiamo da dire. Da un po’ di tempo a questa parte stare in silenzio a Lonate Pozzolo è diventato complicato, non è più così comodo come un tempo. Le varie parti in causa, anche le più taciturne, hanno dovuto esprimersi.
    Alessio ha poco più di dieci anni e per ora l’ho visto solo in fotografia, là su Facebook. Nella foto della sua pagina, che su Facebook si chiama profilo, a volte c’è il suo ritratto e a volte c’è il simbolo del Milan. Un giorno sono intervenuto a commento di un suo scritto da tifoso: «Alessio, una domanda da un milione di dollari, anzi di Euro, che valgono di più: se dovessi scegliere fra uno scudetto del Milan e la salvezza della via Gaggio, tu cosa sceglieresti?». Risposta, a dir poco inaspettata: «La salvezza della Via Gaggio, se no dove vado a correre?». L’ho fatto subito presidente onorario del Comitato.

    Non fosse per altro, non fosse per altri, lo faremo per lui, con lui. Viva Via Gaggio, viva Alessio. La terza pista è una porcheria. Tutti dicono che è inutile, invece inutile non è: è dannosa. Arricchirà pochi, condannerà molti. Viva Via Gaggio è un grido di battaglia, perché questa brutta storia non riguarda solo una strada di Lonate Pozzolo. Questa è una battaglia del buon senso, del Bene di tutti contro il cieco e bieco capitalismo. Tra pochi giorni partirà una raccolta di firme. Ci conteremo.

    Viva Via Gaggio. E Viva Alessio. Io sto con Alessio, non sto con Bonomi.

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