La Via Gaggio ha il suo comitato

La Prealpina del 30 aprile 2010
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Il Giorno di Varese di venerdì 30 aprile 2010

2 pensieri riguardo “La Via Gaggio ha il suo comitato”

  1. Ringrazio la Prealpina e il Giorno per la visibilità concessa al Comitato Viva Via Gaggio. Grazie anche a Roberto Morandi di VareseNews che, prima fra tutti, ha parlato di noi. Non abbiamo un ufficio stampa, è la stampa che viene da noi. Siamo l’invidia di ogni persona con esigenze di comunicazione! Grazie ancora, amici giornalisti! (Matteo Bertolli, ritirerò la querela nei tuoi confronti :))

    Alcuni appunti in libertà:
    1) Il comitato recita: «per la difesa per Parco del Ticino e contro la Terza Pista di Malpensa», così da far comprendere la dimensione sovracomunale dell’azione. Questa faccenda riguarda Lonate Pozzolo in quanto vittima sacrificale dell’invasione quotata in Borsa, ma interessa sotto vari aspetti tutti i Comuni qua attorno e – pur da un punto di vista differente – l’Italia intera. È per questo che chiediamo la partecipazione di tutti.

    2) Giusto sottolineare il carattere non partitico dell’iniziativa, ma anche e soprattutto ai politici chiediamo collaborazione, aiuto, partecipazione. Noi amiamo la politica, non siamo di certo quelli del tanto-è-tutto-uguale, mi-fanno-schifo, sono-tutti-dei-ladri. Andremo a bussare alla porta di tutti, nessuno escluso. Anche alla porta della Lega Nord. Siano loro semmai a mandarci via. Lo stesso dicasi per le associazioni culturali e non. Un pensiero particolare è a ciascuno dei consiglieri comunali. Non ai gruppi, ma ai singoli. Agli uomini, alle donne, al loro coraggio. Perché è proprio di coraggio che abbiamo bisogno.

    3) La scrittura privata del Comitato non è ancora stata sottoscritta. Riunioni sono ancora in corso. Prego chiunque – anche semplici curiosi – a farsi avanti senza impegno e a scriverci a vivaviagaggio@gmail.com oppure chiamare il mio numero, 3475151219.

    4) Quanto sopra scritto è il frutto del pensiero condiviso fra chi ha partecipato alle riunioni di queste settimane (la prossima, Lunedì 3 Maggio alle 21.30 a Lonate Pozzolo, chiama o scrivi per ulteriori dettagli). Del comitato io probabilmente sono quello che sta facendo di meno. Mi spiace quasi che il nome poi riportato sia il mio. Si sappia che c’è uno splendido gruppo di persone, di Lonate Pozzolo e non, che se ne frega dell’altrui provenienza politica e si trova insieme per denunciare un’assurdità e proporre soluzioni.

    Viva Via Gaggio, ora e sempre.

  2. La nascita del Comitato è un segno di speranza non solo per i lonatesi ma per tutti noi che nel nostro paese vediamo quotidianamente reati ambientali che fanno passare profitti per pochi o profitti parziali come un segno di progresso o, il prezzo, che noi a questo presunto progresso dobbiamo pagare. E a pagarne le conseguenze saremmo noi cittadini. Già il Verga, scrittore siciliano attivo nel nostro panorama letterario all’indomani dell’Unità d’Italia diceva che il progresso era come una fiumana e che la povera gente non ne avrebbe assolutamente tratto vantaggio. E’ un pò il filo conduttore del Ciclo dei Vinti (cui appartiene il romanzo i Malavoglia),laddove chi per qualche ragione cerca di approfittare di questo progresso è condannato alla sconfitta. Come potremmo declinare questa idea tipicamente verghiana ai nostri tempi e al fatto specifico della tutela del Parco del Ticino? Oggi poteri forti in regione e ai vertici della SEA ci fanno passare un messaggio direi piuttosto chiaro: “a pensare ci siamo già noi, voi dovete limitarvi ad avere fiducia nella grande opportunità della super-Malpensa”; come dire che noi semplici cittadini nulla sappiamo del vero progresso… Va da sè una totale de-responsabilizzazione individuale ed un degrado morale che ci porta all’inerzia o ad una rabbia e scontentezza generale che non trova più un suo senso in quanto emerge appunto come “non-senso”. Essere informati e, non permettere a certi messaggi semplicistici di passare sotto il livello della nostra coscienza è forse l’antidoto primo della vera democrazia e di una comunità (lonatese, lombarda, italiana, europea e in ultima istanza mondiale) che vuole risvegliarsi e “responsabilizzarsi” perchè non tutto ciò che si può fare si deve fare. Ed ecco così la dimensione “etica” che ci dovrebbe portare a dire che “valutando l’enorme posta in gioco che si va a perdere in cambio di benefici economici praticamente nulli per le comunità del territorio la terza pista e gli scellerati progetti di ampliamento di Malpensa non sono compatibili con quello che significa avere una comunità sana in un territorio sano”. Ed ecco il profondo valore non solo lonatese ma nazionale di una battaglia etica come quella di Viva via Gaggio e di tutti coloro che, di sinistra o di destra, questo territorio lo amano veramente.

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