Equilibri…smi di bilancio

Quasi uno spettacolo circense la Commissione Finanziaria che si è svolta oggi in Sala Giunta per esaminare il bilancio di previsione 2010.
Gli interventi contabili messi in atto per far quadrare il bilancio e per rispettare il patto di stabilità, sono un misto tra l’arrampicarsi sugli specchi e il grattare il fondo del barile.

In pratica, tutto ciò che non è una spesa obbligatoria (spese per il personale, ecc.) è stato tagliato.

Le prime a rimetterci sono le spese relative alla cultura, come di consueto. Infatti tra gli interventi, forse meno rilevanti dal punto di vista economico, ma ben più importati dal punto di vista sociale, si fanno notare i tagli dei contributi alle associazioni. E quando si dice tagli, non si intende che vengono ridotti, ma proprio che non viene dato nulla.

Anche il ritorno all’esenzione per il costo delle palestre solo fino ai 14 anni, anziché 18 come era negli ultimi anni, rientra in quest’ottica. E quindi anche il mondo dello sport, dopo quello dell’associazionismo, subisce pesantemente gli effetti di queste scelte di bilancio.

Quello che invece toccherà direttamente le tasche dei cittadini è l’annunciato aumento del 10% della tassa rifiuti, per coprire le maggiori richieste economiche di SAP per il servizio di raccolta rifiuti. Questa non è una proposta, ma un provvedimento già approvato con Delibera di Giunta n. 51 del 6 aprile 2010 (il testo si può leggere sul sito del Comune, ma non sono riportati, come al solito, gli allegati).

La buona notizia è che l’addizionale Irpef viene confermata, ma è semplicemente perché non è possibile aumentarla…

Infine, vorrei segnalare la proposta che abbiamo fatto in sede di Commissione per quello che riguarda il tetto della scuola: dal momento che l’intervento è già previsto, ci sembra che sia doveroso valutare seriamente l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici, durante i lavori di sostituzione del tetto. E’ inutile aspettare di intervenire successivamente, quando i lavori sono già in programma.
E non ci accontentiamo di un “Ne stiamo parlando”: i lavori devono (dovrebbero) iniziare a breve termine e quindi non c’è tempo da perdere.

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