Danno di immagine per tutte le cave

Indipendentemente dai risultati dell’inchiesta in corso, i cavatori richiedono che non si generalizzi e che non si danneggi la propria immagine, così come già era stato scritto nei commenti a questo post del nostro blog.

Tra l’altro ritengo il titolo un po’ forte, visto che l’illecito non è ancora stato accertato.

La Prealpina del 9 marzo 2010
La Prealpina del 9 marzo 2010

8 pensieri riguardo “Danno di immagine per tutte le cave”

  1. Ho avuto una sgradevole sensazione leggendo l’articolo e anche il titolo…ho l’impressione che ergersi ad esempi di purezza e castità sia lo sport preferito a Lonate…la storia di questi anni ci ha dimostrato invece che il mondo delle cave è un mondo da conoscere e approfondire con serietà, cercando anche di capire bene cosa succede all’interno di quei buchi enormi.

    1. l’affermazione che “l’illecito non sia ancora stato accertato” penso che a questo punto non sia sostenibile…
      sono state prese iniziative così importanti…vedasi articoli del 04/03…sequestro dell’area..iscrizione sul registro degli indagati…rilievi comunali pubblici dove si evidenzia chiaramente l’abuso…dichiarazioni del Guardiaparco…ecc…

      Se così non fosse…ci sarebbe davvero da preoccuparsi!!!

    2. qui nessuno ha la presunzione di ergersi “quale esempio di purezza e castità”

      se legge con attenzione la mia intervista non potrà che prenderne atto.
      Lo scopo di quanto dichiarato è semplice di chiedere ai giornalisti e commentatori di NON GENERALIZZARE su fatti specifici…considerato che a Lonate ci sono solo due poli estrattivi…non 100…

      In merito al danno d’immagine, gia la semplice Sua affermazione ” cercando anche di capire bene cosa succede all’interno di quei buchi enormi” fa comprendere come i fatti verificatisi gettano un’alone di discredito e diffidenza sull’intera categoria…

  2. Controllori, controllati, giornalisti, giornalai, visitatori del blog, editori del blog: insomma, un po’ tutti quanti noi… l’augurio a tema può essere solo uno: io, speriamo che me la…cava!

    Ciao!

  3. Non ci sono dubbi, il danno e l’illecito, quanto meno quello amministrativo e di conseguenza quello ambientale si è verificato. Lo dicono i rilievi effettuati dallo Studio STAF di varese. Ricordo per l’ennesima volta che i dati dell’escavazione di 185.000 mc sono già noti al pubblico sin dal settembre 2008, quando il Sindaco ha dovuto rispondere ad una mia interrogazione specifica.
    Quella che viene ad essere messa in secondo piano è la questione della strada di servizio temporaneo per la fornitura di materiale per la realizzazione della SS 336. Ancora una volta la domanda è: perchè si è ordinata la realizzazione di una strada in trincea (che ha comportato tecnicamente un’estrazione di ulteriori 24.000 mc) e non a raso a piano campagna (controllabile e più veloce da eseguire)? E’ interessante vedere le date delle richieste, la velocità dell’iter e l’emissione delle ordinanze.

    1. Buongiorno, Dn.Br.

      forse Lei che è sicuramente un autorevole detentore della memoria storica dell’attività di cava nel nostro Comune può toglermi questo dubbio…
      Parecchi anni fa l’amministrazione comunale di allora, non ricordo se addirittura Bergamaschi o successiva Vaccaro – Canziani, per scongiurare il rischio di insediamento di una discarica di RSU a fronte della messa in disponibilità dell’area per eventuali necessità Regionali…,in fase di stipula della prima convenzione prestese la cessione gratuita di una porzione di fondo cava dell’attuale ATE G1.
      Questa mia convinzione acorrisponde al vero?
      L’amministrazione comunale è proprietaria di una porzione di terreno all’interno dell’ATE G1?
      Ringrazio anticipatamente e cordialmente saluto.

      1. Ricordo con precisione che fu scongiurata la discarica di rifiuti solidi urbani con una forte mobilitazione e raccolta di firme all’epoca del Sindaco Bergamaschi, relativa alla cava maggia.
        Poi nelle fasi di stesura della convenzione del Pola S.Anna era prevista ed individuata un’area in cessione al Comune come forma di garanzia per impedire qualsiasi ipotesi di discarica.
        Il passaggio di proprietà non si concretizzò (se non ricordo male) perchè l’area individuata era all’interno del famoso art. 17 (area Parco) e si sovrapponeva ad un impegno di acquisizione da parte del parco rispetto a uno dei tanti (aimè) piani di recupero ambientale. In questa ricostruzione delle cose ci potrebbe essere qualche imprecisazione, ma la sostanza c’è.
        Dunque a quanto mi risulta il comune non è proprietario di nessuna area del Polo S.Anna.
        La mia considerazione è che oggi l’eventuale rischio di una discarica (visto anche le novità introdotte dalla Legge Reg. 14)sono per fortuna lontane.
        Seppur con tutti i limiti del caso spero di esserLe stato utile.
        Buona giornata

  4. Se a Lonate ci sono solo due poli estrattivi e non cento, come dice il rappresentante del settore, ed uno è oggetto di indagine da parte delle autorità, per la media dei polli a Lonate il 50% è almeno sospetto. Quindi è normale che i cittadini cerchino di capire cosa succede e perchè.
    Ci sarebbe da preoccuparsi del contrario, ci sarebbe da preoccuparsi dell’assenza di senso civico, ci sarebbe da preoccuparsi se chi governa non favorisse la partecipazione.
    C’è da preoccuparsi dei silenzi.
    Dunque, grazie a questo blog che informa e mette a confronto varie posizioni

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