17 pensieri riguardo “Indagini a tutto… Parco”

  1. Parco o porco del Ticino? Lo stabiliranno le indagini.

    Nel frattempo c’è una Lonate Pozzolo pura che si sta riunendo per la camminata del 21 Marzo con partenza alle 10 dall’inizio dei boschi di Via Gaggio a Lonate Pozzolo. Anche i non-Lonatesi sono invitatissimi. Ieri ho presentato una segnalazione ufficiale al Comune di Lonate Pozzolo. L’iniziativa rimane una semplice camminata tra amanti della brughiera del Gaggio, però oramai è qualcosa di diverso da uno spontaneo ritrovo di persone. Poi a me che ci siano 20 oppure 200 persone importa poco o niente. Vorrei che il maggior numero di persone fosse informato, quello sì, sullo scempio prossimo venturo. Alla camminata aspettiamo anche chi non la pensa come noi. Parlerà e ci spiegherà perché invece la terza Pista è bella e necessaria.

    Altra notizia: Viva Via Gaggio ora esiste anche su Facebook. Il rischio è che fra un po’ esista solo su Facebook. L’indirizzo? Eccolo: http://www.facebook.com/vivaviagaggio – se non l’avessi già fatto, diventa amico anche tu. Solo nel primo giorno, ottantacinque persone hanno stretto amicizia con il profilo di VivaViaGaggio. Non è cosa da poco: è meraviglioso! Alcune persone hanno già condiviso le proprie foto della via Gaggio. A vederle, una dopo l’altra così, viene il magone, pensando che presto tutto quel ben di Dio non esisterà più. Non esisterà più per colpa di un incontenibile delirio affaristico, che non arrecherà nessun bene per il territorio e i cittadini qui residenti. Anzi.
    O mi sbaglio?

  2. Ma siamo proprio sicuri che il nostro Primo Cittadino stia dicendo la verità sul problema dello scavo abusivo e successivo inquinamento ambientale della cava della famiglia Seratoni?
    Afferma che l’amministrazione ha fatto tutto quello che poteva e doveva fare per incassare le sanzioni erogate.
    Ci deve spiegare allora come mai L’amministrazione, nonostante i SOLLECITI SCRITTI inviati da noi dell’Ufficio Tecnico NON SI E’ OPPOSTA NEI TERMINI DI LEGGE AI RICORSI AL T.A.R. PRESENTATI DAI CAVATORI CONTRO LE SANZIONI EROGATE.
    Comportamento assolutamente degno di approfondimento da parte degli inquirenti e magari oggetto di una interrogazione consigliare, non trovate?
    Non mi pare che la nostra amministrazione navighi nell’oro ed anche se fosse tale comportamento denota quanto meno una CONNIVENZA con gli inquinatori sopracitati (E CLIENTI).
    O forse il nostro Sindaco a furia di stare a contatto col Sig. Furlanetto del Parco, come si legge in un articolo riportato qui nel blog, ha contratto lo stesso VIZIETTO?

  3. Sì però ora basta!
    Negli ultimi anni a Lonate sta succedendo di tutto..e non cose di cui andare fieri.
    E da quando e perchè la situazione è peggiorata?
    Chi governa?
    Cosa succede?
    Come evitare?
    Per fortuna c’è rimasta Via Gaggio a tenere alto l’onore anche se in tanti la percorrono ignari del triste destino che forse l’aspetta.
    VivaViaGaggio

  4. Sulla questione delle cave.

    Basterebbe andare a rileggere l’interrogazione consigliare che ho presentato nel settembre 2008 per capire la gravità del fatto oggi riportato dai giornali.
    Attraverso quell’interrogazione il Sindaco si è visto costretto a dare la notizia che nelle cave del Ticino erano stati estratti circa 185.000 mc di materiale senza autorizzazione e gran parte al di fuori del perimetro del Piano Provinciale Cave. Diversamente da parte dell’amministrazione comunale condotta da Gelosa ci sarebbe stato il silenzio fino ad oggi. Solo a fronte del muoversi della Procura di Busto conosciamo altre cose inerenti l’abuso dell’escavazione.
    E’ interessante analizzare il comportamento dell’amministrazione comunale Gelosa da quando si è insediata la prima volta nel giugno 2004. Uno dei primi lavori pubblici eseguiti fu quello del rifacimento della pavimentazione del palazzo comunale e relativa fontana. Ci si chiederà cosa c’entra tutto questo? Forse nulla. Anzi nulla. Però a mio avviso fu un segnale preciso da parte dei cavatori e non solo loro (un segnale benevolo, s’intende), perché si accollarono l’onere di quell’intervento di circa 70.000 euro. Una dichiarazione di buoni intendimenti, di collaborazione.
    Bene, dopo avere promosso una serata monotematica nell’autunno del 2004 con l’argomento cave, dove si evidenziò la correttezza dei numeri e delle situazioni lasciate dall’amministrazione comunale precedente, ci fu il silenzio fino all’interrogazione del 2008. L’attenzione riservata ai cavatori da parte dell’amministrazione comunale Gelosa è sempre stata alta. Infatti, al fine di dare continuità di espansione del Polo Calderona (parte sud/est) ci si prodigò per fare variare il tracciato dell’attuale strada di arroccamento che collega Sant’Antonino con la SS 336. La cosa non ebbe per fortuna buon esito.
    Si fece un regolamento per potere esercitare attività di parcheggio a servizio di malpensa sulle aree a standard in via Ceresio di proprietà dei cavatori. Ovviamente tutto regolare e legittimo.
    Si è approvato un PII a Tornavento che ha previsto la realizzazione di un parcheggio multi piano su aree a vocazione residenziale sempre di proprietà dei cavatori. Ovviamente tutto regolare e legittimo.
    Si è dato avvio ad un accordo di programma per la realizzazione di capannoni nel cosiddetto campagnone di Tornavento, sempre proprietari i soliti cavatori o società ad essi collegabili. Ovviamente tutto regolare e legittimo.
    Non ultima la questione dello smaltimento dell’amianto che avrebbe trovato collocazione in un ambito di cava. Ovviamente tutto regolare e legittimo. Forse un’operazione solamente mal condotta.
    Ma ritorniamo alla questione contingente dei quantitativi extra piano cave. Nella risposta all’interrogazione del settembre 2008 si danno dei numeri precisi: “è stata accertata da parte del Comune l’esecuzione di attività estrattiva in assenza di autorizzazione di mc. 185.845,00 di cui 11.758,00 all’interno del vigente Piano Cave Provinciale e mc. 174.087,00 all’esterno dello stesso perimetro. In relazione alle opere rilevate si è proceduto con la contestazione di violazione amministrativa di Euro 1.423.594,83, ai sensi della L. 689/81 art.14, e con la contestuale trasmissione degli atti agli altri Enti competenti (Parco, Provincia, Arpa e Procura).”
    «Altra situazione di escavazione esterna al Piano Cave è stata accertata in ambito Fossa Bustese. Relativamente alle opere rilevate dall’Ente Parco si è proceduto, per quanto di competenza, con lìemissione di contestazione di violazione amministrativa di Euro 941.318,40, ai sensi della L 689/81 art.14.»
    Bene, tutta questa informazione non sarebbe stata resa pubblica senza l’interrogazione. È politicamente accettabile un simile silenzio? Questa la risposta del Sindaco Gelosa: «non ne abbiamo fatto un clamore perché non state incassate (le sanzioni ndr), quando le incasseremo lo faremo….». Chiara la linea della trasparenza? Era così difficile comunicare i provvedimenti presi nei confronti dei cavatori almeno in commissione tecnica?
    L’altro aspetto è relativo alla formazione di una strada interna di collegamento con la Strada Statale 336 che era in costruzione.
    Con provvedimento di «ordinanze sindacali n.2 e n. 5 del 2007 per ordinare all’esecuzione di una strada temporanea e di cantiere di collegamento della zona sud del Polo Sant’Anna ………., dando mandato di provvedere, al termine massimo di 90 giorni dalla fine lavori, prevista per il giorno 31-03-2008, al ripristino dello stato di fatto», questa la risposta scritta all’interrogazione. Tutto a posto allora?
    La stranezza sta nell’ordinare una strada di cantiere lunga 800 mt, che al posto di essere realizzata a raso (cioè in campagna), viene ad essere in trincea con una escavazione di materiale quantificato in oltre 24.000 mc.
    Quel materiale asportato per la realizzazione della strada non è stato assoggettato al contributo dovuto al comune. Non è strano anche questo passaggio?
    Inoltre nell’ordinanza non si individua quale materiale deve essere reintrodotto nel ripristino dello scavo della strada.
    Questi atteggiamenti non possono essere sottaciuti. A distanza di 18 mesi dall’interrogazione, se non fosse stato per le notizie relative all’agire della Procura, l’informazione da parte dell’amministrazione comunale, ancora una volta “ZERO”.
    Io no so chi sia il “Geometro”, ma questa ulteriore notizia (se confermata) di non resistere in giudizio, aggrava, quantomeno politicamente, la già precaria posizione dell’Amministrazione comunale.
    Per concludere. Lo Studio Staf di Varese ( Studio di altissima professionalità e serietà) che per conto del comune è stato incaricato per oltre 10 anni ad effettuare i rilievi del cavato, è stato sostituito attraverso nuova gara. Ovviamente tutto regolare. Forse però non ve ne era la necessità e tanto meno l’obbligatorietà. Così abbiamo perso la memoria storica (cosa indispensabile per un buon lavoro) di ciò che è avvenuto nelle cave lonatesi in questi ultimi anni.

    1. Leggo gli interventi di Donato e mi pare di assistere a una puntata di Report della Gabanelli. Complimenti.

      Ovviamente leggerei con uguale interesse anche le repliche. Aìgan, direbbe il prof. Bertolli. Traduzione per chi si collega da fuori Lombardia: avercene.

      La Pace e la Verità risplendano su Lonate Pozzolo.

  5. Per l’ennesima volta la generalizzazione del termine “CAVATORI” crea un danno di immagine a persone che non centrano nulla coi fatti in questione!!!
    Nel territorio di Lonate Pozzolo ci sono due poli estrattivi, l’ATE G1 “S. ANNA” di Via San Siro e l’ATE G2 “CALDERONA” composto dalle ditte CAVE ROSSETTI SPA di Via XXIV Maggio e la ditta F.LLI MARA SRL di Via Ceresio.
    E’ evidente che generalizzare col termine “CAVATORI” quando ci si riferisce ad un settore composto da sole due realtà e, nello specifico, per “episodi negativi” è alquanto scorretto per l’informazione oltre ad essere irrispettoso e diffamante per i soggetti immotivatamente coinvolti.
    A mio avviso il post di DN.BR. riporta insinuazione che ledono la mia persona che viene immotivatamente citata e sceditata.
    Per dovere di cronaca come auspicato dal precedente lettore, replico per punti al post citato.
    1) Rifacimento della pavimentazione del palazzo comunale e relativa fontana…
    Per quanto mi riguarda ricordo che l’Amministrazione Comunale mi chiese un contributo per la realizzazione di tale opera…aderii all’iniziativa per puro spirito di liberalità come in passato, con le precedenti amministrazioni, sovvenzionai il rifacimento della Via Gaggio, con importante contributo di uomini, mezzi e materiali, lo stesso dicasi per la ristrutturazione dell’asilo di Tornavento, dell’Oratorio di Lonate Pozzolo, della Scuola materna Sormani, della ristrutturazione del campanile, della battaglia di Tonavento, della completa realizzazione del campetto di calcio adiacente al campo delle rimembranze, messa a disposizione di uomini e mezzi meccanici in occasione delle varie giornate ecologiche…ecc.
    Con lo stesso spirito di liberalità aderii in modo “NON SIMBOLICO” alla Sua richiesta di sovvenzione della Sue due ultime campagne elettorali…e non certo aspettandomi ringraziamenti o favori di sorta…visti le evidenti scarse aspettative di vittoria…
    Lo feci semplicemente per dimostrare il mio rispetto e stima per una persona che ha dedicato parecchio del Suo tempo ad un dovere sociale quale la politica, indipendentemente dalla condivisione o meno di alcune linee di pensiero.
    2) Espansione del Polo Calderona (parte sud/est).
    Come sopra evidenziato, Polo Calderona è composto da due distinte aziende, CAVE ROSSETTI SPA e la ditta F.LLI MARA SRL.
    L’istanza di cui trattasi riguarda unicamente la ditta F.LLI MARA SRL.
    3) Si fece un regolamento per potere esercitare attività di parcheggio a servizio di Malpensa sulle aree a standard in via Ceresio.
    In questo caso i fatti sono esattamente l’opposto…
    Il sottoscritto acquistò dai Sigg. Scrosati il terreno di via Ceresio con destinazione urbanistica F1 standard. Dall’interpretazione della normativa vigente all’epoca risultava possibile inoltrare istanza per la realizzazione di un parcheggio temporaneo per stoccaggio vetture.
    Inoltrata l’istanza fu autorizzata dai Vigili e dall’amministrazione l’attività sopracitata per un breve periodo estivo.
    Attività che venne svolta da una società del settore seguendo le regole del provvedimento.
    L’anno successivo, inoltrai la medesima istanza per riproporre la medesima messa a reddito dell’investimento effettuato.
    Nel frattempo l’Amministrazione, grazie all’insistenza di alcuni membri della maggioranza contrari a tale iniziativa…approvò un provvedimento che imponeva all’operatore un’imposta tanto elevata da rendere l’attività temporanea di parcheggio non economica per l’operatore…che abbandonò l’iniziativa….e, come si sarà notato…il terreno è tuttora inutilizzato…( viva il partito del “NON FARE…” vedremo di questo passo dove andremo a finire…)
    4) PII a Tornavento che ha previsto la realizzazione di un parcheggio multi piano.
    Citazione falsa. Il terreno in questione era di proprietà fino a qualche anno fa di una mia società. Fu venduto dal sottoscritto ad un imprenditore di Tornavento come terreno edificabile residenziale…vedasi CDU allegato al rogito.
    Cosa poi l’operatore abbia proposto all’amministrazione Comunale non è certo di competenza del venditore…o “cavatore” come Si ostina a citare…
    4) Si è dato avvio ad un accordo di programma per la realizzazione di capannoni nel cosiddetto campagnone di Tornavento…
    Ancora una volta si generalizza col termine CAVATORI…
    In quell’operazione il cavatore…Rossetti Giovanni non centra nulla…
    (visto che si è citato il PII di capannoni…in seguito scriverò il mio pensiero in merito allo scempio ambientale del PII realizzato nella zona ex CO.BIT, CAVA MAGGIA…COMPOSTAGGIO…ECC… ad opera della precedente amministrazione Canziani ecc…)
    5) riguardo alla deplorevole vicenda dello scavo abusivo riguardante la realizzazione del peduncolo di collegamento con la 336 e successivo presunto ritombamento con materiali inquinati , in qualità di cavatore e Vicepresidente dell’associazione nazionale ANEPLA, non posso che condannare fermamente tale comportamenti che, se realmente accertati (dubito ancora che certe cose possano realmente essere accadute in Lombardia…sembrano più consone altre realtà…camorriste…) non posso che associarmi e condividere la Vostra condanna di comportamenti che oltre a creare danni alla salute pubblica, creano discredito e pregiudizio all’ìntera nostra categoria.
    Colgo l’occasione per esporre alcune mie osservazioni riguardo all’attività di “cavatore…”

    L’attività di cava è indispensabile per lo sviluppo della società.

    I materiali derivanti dalla trasformazione della mista naturale coltivata nei giacimenti sabbio ghiaiosi costituiscono la materia prima per realizzare strade, ponti, ferrovie, scuole, ospedali edifici civili ed industriali.

    La nostra nazione non è ricca di miniere di ferro e neppure di foreste, risorse che hanno portato altri stati ad utilizzare acciaio o legno per le costruzioni.

    L’Italia, data la sua molteplice natura geologica, è ricca di sabbia e ghiaia, materia prima per il calcestruzzo utilizzato quale base per ogni tipo di costruzione dando lavoro a centinaia di migliaia di persone.

    Da questa semplice e pragmatica osservazione si deduce che le cave sono indispensabili.

    Come ogni altra attività la si può esercitare correttamente, seguendo le norme che regolano il settore, oppure in modo scorretto.

    Ma questo avviene in tutti i settori, ci sono banche che svolgono l’attività creditizia in modo corretto e banche che portano intere regioni o addirittura Stati alla bancarotta…vedasi quanto verificatosi nell’ultimo biennio…

    Per fortuna nel nostro settore, e qui parlo in qualità di vice Presidente dell’Associazione Nazionale dei Cavatori, le “mele marce” sono assolutamente una minoranza.

    Da anni l’associazione partecipa attivamente con le istituzioni regionali alla formazione delle leggi del settore, promuove iniziative volte alla valorizzazione ed incentivazione dei ripristini ambientali, organizza convegni in Italia ed all’estero per far conoscere le problematiche dell’attività estrattiva, l’evoluzione del settore ed il processo dell’attività di recupero delle aree scavate.

    Si tenga presente che contrariamente a qualsiasi altra attività industriale che modifica definitivamente lo stato dei luoghi dove’è insediata, l’attività di cava li modifica solo temporaneamente. Dove si costruisce una fabbrica un supermercato, un capannone…non ci saranno mai più piante od attività agricola, dove c’è una cava…terminata l’attività, ritornerà ad esserci quanto c’era in passato…

    Contestualmente al progetto di escavazione stabilito dalle autorizzazioni rilasciate, vi è l’obbligo di realizzare opere di ripristino ambientale che riportino i terreni scavati pressoché alla stato originario se non addirittura migliorati: rimboschimento con specie arboree autoctone pregiate sulle scarpate e coltivazioni agricole sul fondo cava.

    Teniamo conto che l’attività estrattiva contribuisce all’aumento della ricchezza della popolazione del Comune dove viene esercitata.

    Per esercitare l’attività estrattiva si devono comprare decine di migliaia di metri quadri di terreni, la dimensione media dei poli estrattivi del territorio lonatese è di circa 600.000 mq. Cadauno.

    I cavatori acquistano dai proprietari dei terreni Lonatesi a prezzi nettamente superiori al valore agricolo del fondo, non meno di 10/20 volte del valore agricolo del fondo.

    Si pensi a quanta ricchezza è stata distribuita nel corso dei decenni a centinaia di famiglie lonatesi grazie al nostro lavoro, senza contare i milioni di Euro versati all’Amministrazione Comunale sotto forma di contributo di escavazione previsto dalle norme vigenti dal 1982, anno di entrata in vigore della L.R. 18.

    Da vero cavatore mi sento a volte frustrato da questo alone di diffidenza e antipatia riguardo al lavoro che svolgo con tanta passione e dedizione. Sono ancora più amareggiato quando sento che per colpa di presunti riprovevoli comportamenti altrui viene messa in cattiva luce l’intera categoria e vengono vanificati anni di sforzi per migliorare l’immagine del nostro settore.

    Non si deve fare di ogni erba un fascio….

    Chiedo pertanto che non si generalizzi con titoli del tipo “Cavatori di Lonate ……ecc” nel caso ci siano fatti inequivocabilmente dimostrati e bene che l’articolo permetta una chiara identificazione dei luoghi oggetto di indagine evitando così di creare danni all’immagine alle altre aziende del settore operanti nello stesso comune.

    Ringrazio i lettori delle mie parole ed ancora una volta gentilmente chiedo…NON GENERALIZZARE

    Cordialità

    Dott. Rossetti Giovanni

    1. Egr. Dott. Rossetti,
      da assiduo lettore e commentatore di questo oramai famosissimo blog, mi sento di doverLa ringraziare.
      Dell’argomento cave non so un cav…olo. Me ne sto facendo una cultura proprio adesso, grazie – o per colpa – di questa storiaccia di cronaca, sulla quale c’è ancora tanto da indagare e accertare.
      Sento di doverLa ringraziare per aver accettato il confronto, ad armi pari, commento contro commento, mettendoci la faccia, per mezzo della firma.

      Botta-risposta: finalmente a Lonate Pozzolo si respira normalità!

      Distinti saluti.
      robertovielmi

  6. Egr. Sig. Vielmi,

    Non ho il piacere di conoscerLa personalmente,

    nel caso fosse interessato ad approfondire la materia, posso procurarLe una serie di pubblicazioni predisposte dalla nostra associazione riguardanti l’attività di coltivazione mineraria e conseguente recupero ambientale.
    Ormai da anni seguo l’attività estrattiva anche a livello istituzionale,
    Da poco rieletto membro della Consulta Cave Provinciale di Varese, sono stato membro della commissione nazionale di Confindustria che si occupa dell’attività di riciclaggio di materiali inerti derivanti da demolizioni edili, oltre ad essere vicepresidente dell’Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei e Affini (A.N.E.P.L.A).
    Nel corso degli anni ho costatato che la maggior parte delle persone che parlano e scrivono in materia di cave, al 99% non ne hanno mai vista una dal vero.
    E questo non solo da parte semplici cittadini ma addirittura riguarda giornalisti, politici, ecc…
    Una maggior presa di coscienza della materia eviterebbe di parlare per “luoghi comuni” che, oltre ad essere dannosi per l’informazione, conducono ad una visione distorta della realtà.
    La nostra associazione organizza annualmente convegni in paesi Europei ed Extraeuropei, per visionare, approfondire e confrontare le problematiche del nostro settore.
    Le posso assicurare che solo in Italia il settore “cave” è visto come un “problema” e non come una risorsa… solo in Italia il settore è gestito più dalla “politica” che dai tecnici…solo in Italia le Amministrazioni Provinciali e Regionali ci mettono 6 (sei) anni per approvare un Piano Cave Provinciale…(piano cave Varese scaduto nel 2002 …approvato il nuovo nel 2008!!!)
    Sintetizzo e semplifico per far comprendere meglio la questione.
    In Regione Lombardia dal 1982 si è normato e regolamentato il settore estrattivo (L.R. 18/82 e successiva 14/98)
    La programmazione presenta delle analogie con quanto avviene in materia urbanistica con il PRG prima e PGT attuale.
    Ogni Provincia predispone ed adotta il Piano Cave, che definisce i vari ambiti estrattivi e giacimenti dove sarà possibile esercitare l’attività estrattiva (per analogia con l’urbanistica …approvazione del PGT che stabilisce dove e quanto edificare…)
    Successivamente le aziende prima di poter cavare devono attenere dagli enti competenti l’ approvata la Valutazione di Impatto Ambientale, l’approvazione del Progetto d’Ambito, l’Autorizzazione Paesaggistica, l’autorizzazione dei beni Archeologici, convenzioni con Parco e Comune ed infine l’Autorizzazione provinciale all’escavazione (sempre per analogia con urbanistica..il Permesso di Costruire che per il suo ottenimento prevede tutta una serie di adempimenti preliminari ) tempo medio della pratica dall’approvazione dei piani cave..2/3 anni.
    … previa successiva approvazione di V.I.A. autorizzazione paesistica,S.I.A. ed autorizzazione territori. o adotta
    Immagini in che situazione operano le aziende del settore che per anni non hanno la possibilità di approvvigionarsi di materia prima dal proprio giacimento…pur avendo effettuato enormi investimenti per l’acquisto dei terreni, macchinari, impianti… a causa dei ritardi nell’approvazione degli strumenti pianificatori.
    Quanto sopra al fine di evidenziare la condizione in cui alcune aziende del settore si vengono a trovare e devono scegliere se chiudere…o operare in difformità rispetto ai progetti di coltivazione mineraria. (per analoga si ricordi il problema delle quote latte degli agricoltori…)
    Nel caso della mia azienda abbiamo preferito ridurre drasticamente il fatturato cercando fonti di approvvigionamento in altre Regioni…Piemonte e, commercializzando prodotti finiti di altre cave.
    Altri cavatori hanno seguito vie diverse.
    Questo non per giustificare la pratica dell’abusivismo e la vicenda che ha coinvolto l’ATE G1 “San Siro”, in quel caso il problema è completamente diverso e riguarda la realizzazione in difformità rispetto al progetto autorizzato dall’Amministrazione Comunale di un peduncolo di collegamento tra la CO.BIT. e la SS 336, oltre a scavi abusivi avvenuti al di fuori del perimetro dell’ATE, addirittura in un area di proprietà del Consorzio Parco del Ticino… Fossa Bustese, ed il successivo ritombamento con materiali “di dubbia qualità ” cito quanto letto dai giornali”
    Per analogia in materia urbanistica è come se il titolare di un permesso di costruire per la realizzazione di una villetta senza cantina…la realizzasse con una cantina profonda 10 metri…
    Il problema riguarda un area adiacente un ambito cave e per questo rientra nella tipologia di problematiche legate allo scavo abusivo oltre i limiti del piano approvato…
    Il presunto riempimento con materiali inquinati , esula dal problema degli scavi abusivi e rientrerà nella più delicata materia dell’inquinamento ambientale.
    Spero che questa mia breve e sintetica spiegazione porti ad una migliore comprensione dei fati verificatisi nel Nostro comune.

    Cordialità

    R.G.

  7. Da semplice cittadino apprendo con piacere che tra noi ci sia un così autorevole rappresentante delle organizzazioni del settore cave e affini.
    Sono consapevole dell’aspetto anche sociale che una azienda rappresenta e quindi sono convinto che la politica debba favorire l’insediamento di tutte quelle attività imprenditoriali che operano nel rispetto delle leggi e soprattutto nella salvaguardia della salute e dei diritti dei cittadini.
    Certo non si può generalizzare ma, alla luce dei fatti, così come non si dovrebbe poter dire che tutti i proprietari di cave operano in modo scorretto, altrettanto sembra non potersi affermare che tutti agiscano lecitamente e onestamente.
    E Lonate non ha bisogno di ulteriori elementi che possono causare danni alla salute e alla tranquillità.
    Dunque chi è preposto ai controlli lo faccia, e l’amministrazione faccia la sua parte: e mettendo in campo tutte le forze disponibili anche perchè, se ho ben interpretato,ci sono un sacco di soldi che potrebbero entrare nelle casse comunali.

  8. Dopo avere letto il commento del Dr. Rossetti, sono doverose da parte mia alcune precisazioni e ulteriori considerazioni.
    Le mie affermazioni non hanno alcun intento allusorio nei confronti del privato che legittimamente opera per i propri interessi. La mia critica politica si rivolge all’amministrazione comunale che ha molta attenzione nei confronti di chi ha grandi possibilità e dimentica facilmente il semplice cittadino dai piccoli e legittimi interessi.
    Le contro osservazioni alle mie affermazioni mi paiono più una conferma che una messa sotto accusa.
    Se devo accettare una critica (e la accetto) e quella di avere parlato in termini generici di cavatori. Questo può avere generato incomprensioni e tensioni. Premesso questo, rispondo dicendo che le elargizioni fatte in piena liberalità (a Lonate sono di moda) ad un ente pubblico quando si hanno degli interessi in gioco, generano e lasciano sempre qualche dubbio nel cittadino. Non si può paragonare il dono fatto ad asili e parrocchie alla stregua del contributo elargito all’Ente Comunale. Così come non si può fare riferimento alla Via Gaggio, perché i mezzi e il materiale ( seppur dati con grande disponibilità) erano stati pattuiti in modo del tutto trasparente con atto convenzionale.
    Il riferimento al sostegno “NON SIMBOLICO” delle ultime due campagne elettorali (viste le motivazioni per le quali è stato dato), è un esempio di come in una dialettica democratica e civile, il proprio pensiero e la propria (reciproca) libertà di espressione non è ne vincolata ne condizionata.
    Le differenze tra i soggetti che operano nel campo delle estrazioni di materiale di cava, senza dubbio ci sono. Non a caso nella mia interrogazione consigliare trattata nel settembre del 2008, ho chiesto una relazione dettagliata per ogni ambito estrattivo. In quell’occasione è emerso in tutta chiarezza chi ha operato nel rispetto delle regole e chi no. Non è stato fatto di tutta un erba un fascio.
    Per quanto concerne i singoli punti da me elencati (con il limite del riferimento generico dei cavatori), ricordo che nelle fasi di trattazione degli stessi (nei vari consigli comunali) non mi sono mai sottratto alle osservazioni e a prese di posizioni precise, anche con critiche molto forti. Per tanto non ho svelato nulla di nuovo del mio pensiero. Comprendo il disappunto per averli richiamati in un contesto che è segnato da contestazioni e violazioni che non coinvolgono al Dr. Rossetti.
    Per quanto riguarda l’operazione della ex cava maggia e le cose che avrebbe da dire, è bene ed auspicabile dirle, anche se i tempi delle osservazioni sono chiusi da parecchio tempo. Ricordo per dovere di cronaca che quell’operazione è stata attuata in funzione del Piano d’Area Malpensa e approvata dalla Regione Lombardia.

    1. Ringrazio ancora una volta il dott. Rossetti per il commento, che nobilita il dibattito e il blog. Sì, mi piacerà conoscere di più l’argomento cave. Troveremo il modo.
      Caro Dott. Rossetti, mi ha colpito in particolar modo il seguente passaggio: «le aziende del settore che per anni non hanno la possibilità di approvvigionarsi di materia prima dal proprio giacimento». Così, un po’ sorridendo e un po’ sul serio, io pensavo che voi foste i padroni di Lonate Pozzolo e invece scopro che non siete nemmeno padroni a casa vostra! Siete nella stessa situazione dei proprietari di un bilocale in un palazzo a edilizia convenzionata, con tanto di mutuo sul groppone! 🙂

      …e dn.br., il nostro milenagabanelli del blog… che dire di dn.br.? Non molla proprio, eh! Questo si è che un bel duello. Epico!

      Visto che qua sul blog, come in ogni blog che si rispetti, si bl…atera pure, mi permetta – dott. Rossetti – di non perdonarLe, anche se col sorriso sulle labbra, l’uso del titolo accademico. L’ho sempre considerato alla stregua di una debolezza. Una debolezza tutta italiana. A meno che non sia un medico, eh?

      Anche io sono laureato, sa? Quelle lauree vecchie, quelle toste. Mica la triennale! Ogni tanto uso anche io il dott. (con quel che ho studiato e pagato…e non mi è servita a niente!!!), ma poi me ne vergogno sempre un po’.

      🙂

      Col sorriso, eh. Sempre col sorriso. Siamo su un blog e su un blog ogni tanto ci si avventura in interludi scherzosi. Lo scherzo è la pratica più seria che io conosca.

      Un caro saluto.
      (dott.) Rob Vielmi

  9. Carissimo Roberto Vielmi,

    mi scuso per l’uso del titolo, d’ora in avanti utilizzerò il nick R.G.
    Concordo con Lei che è una pratica tutta italiana…all’estero non si utilizzano “suffissi” per identificare una persona…l’ho utilizzato semplicemente perchè ne ho letti altri nel blog…ma me ne scuso di nuovo…
    Forse più che per debolezza…il titolo mi ricorda le grandi fatiche passate….per conseguirlo.
    Concordo pienamente con Lei quando fa riferimento alla “vecchia guardia”
    Io sono classe 1962.
    I miei genitori sono stati dei gradi lavoratori ed io ho seguito da sempre il loro esempio
    Otto ore di lavoro al giorno…in cava e non solo in ufficio…poi tutte le sere per parecchi anni economia e commercio al serale
    Lavorando sono stato fuoricorso per parecchio tempo…senza mai mollare fino alla laurea…forse anche per questo, dopo tanta attesa non vedo motivo di vergogna ad utilizzare tale titolo che, contrariamente a quanto leggo da Lei, a me è servita davvero molto…
    Sono fermamente convinto che gli studi universitari siano indispensabili creare delle buone basi per la formazione personale e professionale di una persona.
    Torniamo alle cose serie…
    In merito a Via Gaggio, ricordo che il contributo dato dalla nostra azienda non rientra in alcuna “convenzione”
    Noi partecipammo alla “rinascita” della via Gaggio sin dall’inizio dell’iniziativa…
    Solo successivamente in fase di convenzione l’amministrazione concordò con “altre aziende del settore” l’inserimento di tale impegno nella convenzione…
    Posso con assoluta sincerità affermare che per quanto riguarda la mia azienda, negli anni in cui ha amministrato il centrosinistra ed in particolare con L’assessore Brognara, ci siamo sempre trovati a dialogare con un interlocutore corretto attento e preparato.
    Almeno per quanto riguarda il nostro polo estrattivo non ci sono mai stati particolari problemi.
    Anche se, già allora…e mi riferisco ad una decina di anni fa, sempre a causa di escavazioni abusive avvenute nell’altro polo estrattivo…si venne a creare un clima di diffidenza nei confronti degli operatori che comportarono l’inasprimento dei costi ed obblighi previsti dalle convenzioni stipulate.
    In merito alla “CAVA MAGGIA” penso che non ci sia molto da giungere a quanto si possa osservare passandoci davanti.
    Dal 1983 l’attività di cava sarebbe dovuta essere cessata…e qui il condizionale è “d’obbligo”.
    Successivamente l’area fu inserita nel piano d’area Malpensa e l’amministrazione dell’epoca ritenne che per evitare che altri…pianificassero per loro, al fine di una maggiore tutela del paesaggio, visto il contesto in cui si trovano le aree in oggetto, sarebbe stato sicuramente meglio gestire direttamente a livello comunale il programma d’intervento.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti…
    Decine di migliaia di mq di capannoni, (realizzati qualche metro più bassi del piano campagna il piano campagna per poter permettere agli operatori di recuperare qualche centinaio di migliaio di mc. di mista naturale di ottima qualità…senza neppure pagare il contributo comunale previsto dall’art. 35 – L.R. 14/98 ….e non mi si vanga a dire che la convenzione prevedeva la sola movimentazione di tale materiale in loco!!!)
    Un capannone destinato all’attività di compostaggio…in cui se non erro partecipa in quota anche la SAP…ora inagibile in quanto il terreno sottostante ha ceduto…chissà come mai….
    Neanche un albero piantato…neppure un mq. di scapata ripristinata…
    E le fidejussioni a garanzia…come mai nessuno le escute visto l’inadempimento degli operatori???
    Il tutto a fronte di oneri a favore dell’amministrazione in scomputo opere..praticamente ridicoli…se non erro valorizzati in circa 1.500.000 di vecchie Lire.
    Si prenda ad esempio che per il piano integrati “pirellino” che riguarda la trasformazione di un volume già esistente…da industriale a residenziale , la convenzione prevede oneri per circa 1.400.000,00 di EURO!!! non ci sono paragoni…neppure attualizzando i valori nel tempo…
    In questo giorni mi sono giunto diversi “messaggi trasversali” del tipo…perché non ti fai i c…i tuoi in merito al problema degli scavi abusivi altrui…
    In effetti io mi sto proprio facendo i …miei..
    Certo che è difficile stare sul mercato… se per anni ti trovi un concorrente che per un motivo o per l’altro ha sempre materia prima a costo zero…
    Cordialmente

    R.G.

  10. Ci sono tanti molti per essere dottori (dipende dall’esamificio), ce n’è uno solo per essere signori. Caro Rossetti, Lei Signore è. Complimenti. Grazie per essere stato alla battuta semi-seria sulla laurea. Sì, qua c’è il mio quasi omonimo, dott. Roberto J. Vielmi, che si firma col titolo accademico: è che lui interviene in veste ufficiale da scienziato politico con le sue consulenze protocollate. Anche io trovo che non ci sia niente da vergognarsi, in effetti, ma ne faccio una questione di vissuto: le persone più tristi e inette che ho conosciuto in vita mia sono state quelle che fanno precedere il nome dal dott. Colpa loro!

    Riguardo alla parte seria, non posso che continuare a lodare i tanti spunti ed elementi che ci dà per addentrarci in un tema così importante e attualmente scottante. Mi fa venire voglia di saperne sempre di più e i Suoi commenti meritano un posto di maggior rilievo in questo blog rispetto a quello di semplice commento.

    Grazie ancora, di cuore.

    Cordiali saluti.

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