3 pensieri riguardo “Tutti per uno, uno per tutti”

  1. …e mentre i mitici negozietti di paese lucidano le vetrine e spolverano i tavolini, l’esercito dei supermercati invade la futura via Sofficino di Lonate Pozzolo, un pezzo dell’attuale viale Ticino e via per Busto Arsizio: Salvarisparmio (olé), Tigros (olé), Carrefour Market (olé), Il Gigante (olé)…e chissà cos’altro ancora. Tutti insieme appassionatamente in due chilometri o forse meno. Su una rotonda propongo la statua di bronzo di un Sofficino, sull’altra rotonda un tortellino Rana. Non affidiamo, però, i lavori all’Archittetto Iannello, per carità! Già siamo…conflittuali così.

    Ah, i mitici negozietti di paese… in Marocco, nel mio Marocco, sono un culto. Si esce e si compra quel che serve per la giornata o per il singolo pasto. Ce n’è uno a ogni angolo.
    Anche in Marocco ci sono i supermercati. Marjane è la catena più famosa. Il Marjane, però, è da fighetti. El pueblo (unido jamas serà vencido) va al hanut, al negozietto. Ed è una meraviglia. Qua mi pare che il modello imperante del consumo stia andando, sia andato, in una direzione opposta. Bando…alle ciance.

  2. Ancora una volta in fatto di partecipazione Lonate è….solo prima di Vizzola ma dietro a Ferno, Cardano e Samarate: chissà cosa cavolo abbiamo!!!
    Tempi duri, caro Roberto, ma non mollare.

    Una domanda da incompetetente: tra gli operatori del settore che possono aderire al bando non sono ammessi i centri commerciali, ma i piccoli e medi supermercati?

    1. Loi, serve più coraggio. Il coraggio di un’idea, da difendere come una madre. Il dio denaro miete adepti ad ogni battito di cassa, ad ogni partita di giro.

      I soldi sono un potentissimo strumento di Satana: inquinano le coscienze. Il confessionale non salverà.

      Certo bisogna farne di strada
      da una ginnastica d’obbedienza
      fino ad un gesto molto più umano
      che ti dia il senso della violenza
      però bisogna farne altrettanta
      per diventare così coglioni
      da non riuscire più a capire
      che non ci sono poteri buoni
      da non riuscire più a capire
      che non ci sono poteri buoni.

      Fabrizio De André, Nella Mia Ora Di Libertà. Storia Di Un Impiegato (1973)

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