«L’Assessorato invita la cittadinanza a partecipare»… ma non glielo dice

Cinque pomeriggi speciali attendono i Lonatesi. Il professor Franco Bertolli guiderà delle interessanti «Conversazioni per le domeniche d’inverno», con l’arricchimento degli interventi di Ambrogio Milani e Alessandro Iannello.

Il volantino qua pubblicato illustra con chiarezza la sede, gli orari e i temi di ciascun incontro.
«L’Assessorato invita la cittadinanza a partecipare», è scritto. Peccato, però, che l’Assessorato alla cittadinanza non lo dica. Almeno non su Internet, sul prezioso e costoso portale del Comune di Lonate Pozzolo. In compenso, nelle notizie in primo piano, il Comune di Lonate Pozzolo, al 10 gennaio, informa che il 10 novembre 2010 (ma era il 2009…) alle ore 21.00 avrà (o ha avuto) luogo il Workshop “LE IMPRESE E LE ISTITUZIONI LOCALI DI FRONTE ALLA SFIDA DELLA GREEN ECONOMY”.

Al primo dei cinque incontri mancano soli sette giorni, non è così che si pubblicizza un evento. Non si dia la colpa alla pigrizia dei lonatesi se le manifestazioni non ottengono il giusto riscontro di pubblico.

Ancora una volta lamentiamo un utilizzo non adeguato dello strumento telematico. Per il bene dei lonatesi, nel nostro piccolo, sopperiamo noi.

20 pensieri riguardo “«L’Assessorato invita la cittadinanza a partecipare»… ma non glielo dice”

  1. Questo blog funziona meglio della Prealpina.grazie

    Purtroppo Domenica 17 Gennaio, festa di S.Antonio a Ferno, impegno già preso, per i prossimi cerco di tenermi libero.

    1. ASOLE MIO!!! Non toccarmi la Prealpina, che ora amplifica i temi del Blog e cita la fonte!
      Sai, sono contento di questo articolo, perché magari può dare fastidio, ma amplia le fonti di informazione e segnala possibili mancanze. Ogni volta la promozione dell’evento di turno sarà complessivamente più adeguata ed efficace. A trarne beneficio, i lonatesi, il motivo unico e ultimo di chi si spende nella politica del paese.

      Lonate Pozzolo, con il blog dei Democratici Uniti e http://www.legalonate.org, sta vivendo un fermento politico superiore al passato. È ancora troppo poco. I grandi assenti sono sempre loro: i lonatesi. Dei seimilaottocento lonatesi che hanno votato, quanti spendono anche solo un minuto al mese a pensare alla Cosa Pubblica? Uno ZeroVirgola. A meno che non scoppi una bomba atomica nel cortile. Forse.

      Il dovere di tutti, maggioranza e minoranza, è quello di invertire questa tendenza. Altrimenti questa non sarà mai una vera democrazia, ma solo una sua scialba caricatura.

      Lonatesi, unitevi!

  2. I miei complimenti ai gestori del blog. Ennesima riprova che se si vuole si può fare molto per la cittadinanza. Domanda (ammetto un po polemica): ma tra la festa di S.Antonio a Ferno e un evento a Lonate il nostro Sindaco (di Ferno) cosa sceglie?
    Tanto so già che non si “abbassa” a rispondere..

    Ancora complimenti!!

  3. Complimenti ai Democratici Uniti, complimenti e grazie anche a te, caro Paolo, per http://www.legalonate.org . Nel tuo ironico intervento lanci dei temi serissimi, sui quali vorrò ritornare, magari domani.

    Lascia ora che mi soffermi sui cinque incontri, sui cinque pomeriggi d’inverno animati dal Prof. Bertolli&friends. Hai visto il tema? Il dialetto sale in cattedra. Bello, vero? Mica bisogna esser leghisti per amare il dialetto. A mi ul dialett ma piàs, ma al parli mai alura al parli malamént e ma piasaria imparàl püse, imparàl da bón.

    Stiamo facendo la stessa fine degli alberi centenari di via Roma: stiamo perdendo le radici. E poi ci abbattono.
    T’è mai capitato di sentire un marocchino che abbia vissuto tre anni a Brescia? Parla bresciano meglio degli autoctoni? E un senegalese che abbia vissuto un po’ di tempo in Romagna? Pare venuto su a squacquerone e piadina. E uno straniero che vive qua a Lonate Pozzolo? Parla con accento calabrese! Giuro!!! Niente da dire contro l’accento calabrese, proprio di tanti miei amici cari della Calabria, ma c’è qualcosa che non va.
    Come io amo ascoltare il dialetto calabrese, sono sicuro che anche ai migranti dal Sud dell’Italia e dal Sud del mondo piacerebbe parlare ul dialét da Lunà. Certo, se nessuno glielo insegna, se nessuno lo sa più…

    CIAO!

  4. Nooo, che Roberto addirittura si facesse promotore del dialetto lonatese questo no, allora vuol dire che questo blog, oltre a documentare la popolazione, ti aiuta a “conoscere” meglio le persone. Ovvio che con me sfondi una porta aperta, nessuno di noi leghisti ha mai detto di avere la licenza per poter parlare del dialetto nei vari modi. Noi però ci adossiamo la responsabilità di “spingere” il più possibile per il mantenimento delle proprie tradizioni, anche dai piccoli particolari come i cartelli in lingua, che sono un piccolo insegnamento a tutti di come la nostra “vecchia” lingua chiamava le cose. Se poi gli altri non ci seguono non importa, democraticamente accettiamo la cosa (come ovvio che sia) ma intimamente ci incazziamo non poco. Daltra parte il nostro Sindaco abita in un paese dove che si chiama Ferno, ma anche Fèrnu, come indicato sui cartelli all’ingresso del paese.

    Un grazie a tutti i lonatesi per bene.

  5. t’é vist, ul Robèèèrt?.Caro Paolo, potrò aspirare a estendere i miei rami e a irrobustire la mia corteccia solo se le mie radici cresceranno sicure e profonde. Posso avere a che fare con chi è diverso da me, solo se sono consapevole della mia storia e dei miei valori. L’alternativa è la chiusura, l’odio.

    Purtroppo, nello smemorato marketing politico di oggi, l’odio è una scorciatoia vincente. In questo modo però si imbastardisce la società. L’odio crea anche disaffezione al gruppo, alla collettività. E, avendo fifa, siamo sempre più soli, più anonimi, più omologati. Praticamente, il sogno di McDonalds: lo stesso panino con lo stesso sapore sullo stesso vassoio da Sidney a Singapore, da Philadelphia a Johannesburg, da Milano e Marrakech.

    Un inciso sulla tua frase: «Tanto so già che non si “abbassa” a rispondere..». Già in precedenza ho lamentato l’assenza di una voce della maggioranza. Non certo del Sindaco in persona, che immagino oberato da impegni istituzionali e non. Il Sindaco, poi, è giusto che si esprima in altre sedi, più ufficiali. Lo stesso dicasi per gli altri esponenti più di spicco. Siccome, però, il blog è letto anche dai rappresentanti dalla maggioranza – questo è certo – e a volte è addirittura stampato – anche questo è certo – sarebbe bello che un loro esponente, un rappresentante del gruppo, un simpatizzante, dicesse la sua. Magari con un nick di fantasia, mica il nome e cognome. Solo Roberto Besani una volta è intervenuto e io ho molto apprezzato. Certo, c’è un altro motivo per cui non intervenire può apparire razionale per la maggioranza di Consiglio: dire la propria sul blog dei Democratici Uniti significa “legittimare”, dare maggior visibilità a un’iniziativa dell’opposizione. Questo, in una misera logica da campagna elettorale non andrebbe bene, ma qua – porcocane – non siamo mica in campagna elettorale! Lasciamo perdere i giochetti e i trucchetti, le cosce cotte dei maiali grigliati e delle cosce crude delle veline di Striscia. In campagna elettorale va bene tutto, tutto è lecito per un voto in più. Ora, però, sarebbe bello parlare di Idee. Togliamo i distintivi dalle giacche, svestiamoci delle divise di partito e rimaniamo… nudi alla meta, coi nostri nomi e i nostri cognomi, e con la nostra voglia di contribuire al Bene della collettività e non a quello personale. Che follia, vero? Oggi deliro. E ripeto… la meta unica e ultima è quella di avvicinare i cittadini alla Cosa Pubblica. Oggi come oggi, non frega niente a nessuno (oppure quasi niente a quasi nessuno, va’…mica che qualcuno si senta escluso!). È una tragedia.

    Ciao ai lonatesi.
    roberto.vielmi@gmail.com

  6. Chiedo scusa, ma voglio aggiungere:
    ovviamente come già pubblicato sul nostro sito, la stessa cosa (cioè chi ci amministra pur essendo di un altro paese) vale anche per Vicesindaco (Patera) che abita a Oleggio. Purtroppo non so come si scrive in dialetto Oleggio, ma tanto mi sa che lui non lo sa neanche pronunciare.

    Grazie e scusate ancora.

    1. Ueh, Asole, ta sa fidat nó del Paolo? Al cunta in minga i ball quel fiö lì, t’al sé? L’é dentar la pulitica, l’é no un perdaball. Mi al so nó, ma se l’ha di’ lü, al sarà inscì. Nó?.

      Poi alla lezione di dialetto chiedo al Prof. Bertolli di correggere. Lesson One, anzi Leziùn Vün

  7. Tema: Il Vicesindaco.
    Allora, lo scrivo in grosso, grasso e grassetto: tento di fare un discorso generale, non mi curo della specifica realtà lonatese. Va bene? Chiedo che si stampi anche questo, eh? Se no, non vale.

    Allora, riflettevo e pensavo che la figura del vicesindaco, rispetto a quella del sindaco, è da scegliere ancora con maggior cura, perché deve essere ancora più carismatica di quella del Sindaco. Questo, perché il sindaco ha dei precisi compiti istituzionali e a questi compiti è preposto. Il ViceSindaco invece acquista un suo pregio, solo se la sua figura fra i cittadini è particolarmente apprezzata per qualche qualità personale o politica.
    Quando la carica di Vicesindaco, invece, viene assegnata – come talvolta accade – per misere logiche di partito e di equilibri di coalizione tutte interne alle beghe dei politicanti, beh, il Vicesindaco rimane in ombra, resta la ruota di scorta. E tanto vale che ci sia.

    Mi viene ora in mente che fra i lettori di questo blog, nemmeno a farlo apposta, un ex-vicesindaco c’è. Donato, ti chiedo ufficialmente di commentare e dire se quel che ho scritto è una pirlata o c’è del vero. Tu, anche se nel contempo assessore, come vicesindaco ti sentivi una ruota di scorta, quello che si metteva la fascia tricolore quando il-Canziani-non-c’aveva-voglia-di-uscire (ciao, Giovanni!!!) oppure avvertivi l’importanza della carica? E se sì, come?

    Ah, una cosa. Il mio prof di italiano del liceo mi segnava sempre in rosso tutti i secondo me, a mio avviso, la mia idea è che…: ridondanze. Ero e sono d’accordo: se sono io a scrivere, è ovvio che esprima le mie idee. Di chi dovrebbero essere? Di mia sorella? Sorella, che saluto.

    Ammazzate, quanto scrivo. Prima o poi mia moglie mi cambierà la password del computer.

    CIAO!

    1. La carica di Vicesindaco è importante se è sostenuta da una delega assessorile di peso. Diversamente il ruolo del Vicesindaco è quello del tappa buchi.
      Nella realtà lonatese ha prevalso la logica della spartizione in funzione della preferenza e non della competenza.
      Patera, non si è reso conto che con l’incarico di Vicesindaco, accompagnato da delega assessorile inconsistente, non ha più peso politico all’interno di questa maggioranza. Visto che aveva lavorato bene come assessore ai servizi sociali (in più occasioni riconosciuto anche dall’opposizione) perchè non gli è stata riconfermata la delega? Si rende conto che è stato messo politicamente nell’angolo? Si rende conto che gli è stato tolta la forza derivante dal contatto con i cittadini?
      Ovviamente contento Lui contenti tutti. Ma questa non è politica è altra cosa.

      1. Grazie di cuore per la risposta. Non avevo considerato l’abbinata vicesindaco-assessorato. Vorrei scrivere dell’altro, ma non ho tempo. Ritornerò. Ciao e grazie ancora.

  8. Quello che dice Roberto è vero come l’aria. Io la butto sempre sul pratico e rozzo (d’altra parte sono leghista e quindi poco propenso alle parolone e ai discorsi che non portano a niente) ma chi mi garantisce che il Vicesindaco metta tutto l’impegno necessario per il ruolo che riveste, se poi finito il suo “lavoro” giornaliero se ne va a casa in un’altra regione?
    Quante volte è accaduto anche a noi di dire: chi se ne frega di quello che succede a Ferno/Samarate/Oleggio ecc. con tutti i problemi che abbiamo nel nostro comune? e perchè non lo può fare il Vicesindaco o il Sindaco?

    Grazie e ciao.

  9. Se ha sbagliato qualcosa, si può fare un’interrogazione in consiglio,
    per informare tutti i consiglieri.

    Non occorre presentarne 13 come i DU, (dopo un colpo di sole!!)

    Finito il suo lavoro e il ruolo di Vicesindaco, penso che è autorizzato andare a riposarsi,
    dove vuole con la famiglia.
    Non mi sembra che ha la casa al mare oppure la barca (con l’amante) come altri Politici.

    Saluti

    1. Caro Asole, uno degli assessori che ricordo con più ammirazione ed emozione dei miei primi quarant’anni di vita a Lonate Pozzolo è Giampaolo Livetti, fernese di Ferno.
      Nonostante ciò, probabilmente sbagliando e tradendo orizzonti assai paesani, io istintivamente sono più portato a gradire rappresentati politici che vivano a Lonate Pozzolo, o che passino molto del loro tempo a Lonate Pozzolo. Che presidino del territorio.
      Probabilmente tu ti sei sentito tirato in causa, in quanto sei lonatese non più residente a Lonate, però ti chiedo: se tu amministri a Lonate Pozzolo e abiti a Vattelapesca, poco distante, con tua moglie e i tuoi figli…nel caso in cui a Lonate Pozzolo si presentasse una ditta di smaltimento di sostanze tossiche, io da Lonatese egoisticamente vorrei che – e mi batterei perché – la ditta venisse costruita altrove, magari proprio a Vattelapesca (mi danno rassicurazioni che non causerà danni per l’ambiente? Benissimo, un motivo in più per costruirla a Vattelapesca), ma se tu abiti a Vattelapesca, magari non ti batteresti così tanto perché non fosse costruita a Lonate Pozzolo, lasceresti la scelta agli altri.
      La voce di un singolo non cambia la storia,però contribuisce.

      È un’analisi un po’ grezza, lo so. Io però la penso così. Una persona che abita e/o opera sul territorio è personalmente e non solo politicamente coinvolta nelle piccole e grandi scelte che l’amministrazione di un Comune impone.

      CIAO e BUONA GIORNATA.

  10. Si Asole tu hai ragione, ma a me uno che si fa dare i voti dai suoi concittadini e subito dopo si trasferisce in un’altra ragione mi lascia perplesso sulla sua serrietà. Aggiungo che se in campagna elettorale lui ha pubblicamente manifestato la sua scelta e la gente lo ha votato lo stesso, allora si è comportato correttamente, altrimenti rimango della mia opinione.

  11. Mi permetto due commenti.
    (1) Sul tema delle radici (e del dialetto) riporto la citazione di Altai «Molti credono che il Signore disperse le lingue degli uomini per punirli, ma è l’esatto contrario. Egli vide che l’uniformità li rendeva superbi, dediti a imprese tanto eccessive quanto inutili. Allora si rese conto che l’umanità aveva bisogno di un correttivo e ci fece dono delle differenze.
    Cosí i muratori, di costumi e fedi diversi, devono trovare un modus vivendi che consenta di portare a termine l’edificio
    » … quindi l’ipotesi è che “Babele non sia una maledizione divina ma un insieme di diversità che hanno l’opportunità di convivere e di migliorarsi a vicenda” [parole queste di GIuliano Amato]. Insomma, mi sta bene riferirsi alle proprie radici, alla propria cultura, alle proprie tradizioni, ma per guardare avanti e non per rimanere ancorati al passato; per trovare punti di sviluppo e costruire una società aperta (e “colorata”) e non per innalzare steccati e rimarcare le differenze.

    (2) Sul tema della della residenza degli amministratori provo a ribaltare la logica: se Lonate può essere amministrata da un sindaco residente a Ferno e un vicesindaco residente a Oleggio può darsi che i confini dei comuni non siano i confini dei problemi (come dire che i problemi di Lonate sono probabilmente simili a quelli di Ferno e di Oleggio, vedi per esempio alle voci Malpensa, crisi economica, stazione ferroviaria, governo del territorio, …). Problemi che, soprattutto nel contesto attuale di scarsità di risorse, potrebbero essere affrontati meglio su una scala sovracomunale (come dire “l’Unione fa la forza!”). Insomma, non mi crea problemi il fatto che il sindaco di Lonate risieda a Ferno … però trovo poco coerente che sotto un sindaco “fernese” siano state ridotte le competenze dell’Unione dei comuni.

    PS @Roberto sulla scrittura … poco ne so, ma scrivere al tempo di Internet è un po’ diverso. Mail, chat, blog, … sono forme di comunicazione che si posizionano in mezzo tra la forma scritta e quella orale, combinano l’informalità della comunicazione verbale con la “non volatilità” degli scritti. Ribadire che si sta esprimendo la propria opinione, sebbene ridondante, permette di stemperare affermazioni che dette a voce sarebbero accompagnate da un sorriso o da un cenno del viso.
    Se proprio vuoi ridurre la ridondanza, puoi sempre usare l’abbreviazione IMHO 🙂 [… scommetto che nei temi che scrivevi per il tuo prof non avresti mai messo uno smiley 🙂 …]

    1. Caro The Jack, è questione di vissuti: le persone più assolutiste, integraliste e mal disposte al dialogo che abbia mai conosciuto sono proprio quelle tutte sorrisetti&battutine, quelli del secondo me…, a mio avviso…, per me… , quelle fintamente remissive e umile. Ecco perché adesso sto molto in guardia.

      Io amo invece chi espone le sue idee con tutta la veemenza che la situazione possa consentire, ma che rimanga conscio della propria possibile fallibilità. Ognuno resta portatore di una verità comunque relativa e passibile di modifiche.

      Se mi si convince di un’idea diversa dalla mia, la posso anche cambiare, felice di cambiarla. È successo già.

      CIAO e GRAZIE DEL TUO COMMENTO! Approfitto per complimentarmi con te per il tuo servizio a Lonate Pozzolo.

      rob

      p.s. Sul tema residenza-dei-politici…al prossimo giro

      1. La mia esperienza è diversa … quando ero più giovane (sic) mi è capitato di veder interpretare le mie mail come dirette e, a volte, offensive … adesso cerco di essere più prudente 🙂
        Per quanto riguarda la possibilità di cambiare idea, il discorso sarebbe molto lungo … dico solo che per me, IMHO :-), il DIALOGO non è uno strumento, ma un valore, e anche uno dei principali. Bisogna però intendersi sul significato di “dialogo”. Non c’è dialogo se non sei disposto ad accettare le idee dell’altro (e questo non vuol dire che le mie convinzioni non siano radicate!)

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