Senza se e senza ma

Mi permetto di condividere due editoriali letti oggi:

  1. Gli indignati a senso unico” di Mario Calabresi su La Stampa di lunedì 14 dicembre 2009 [pdf];
  2. Contro la violenza per la libertà” di Ezio Mauro su La Repubblica di lunedì 14 dicembre 2009 [pdf].

Mi sembra pongano interessanti spunti di riflessione su quanto accaduto ieri a Milano … senza SE e senza MA !!

19 pensieri riguardo “Senza se e senza ma”

  1. Non ci sono dubbi, la violenza, che ha colpito Silvio Berlusconi, va condannata senza se, senza ma e però.
    Lo scontro politico tra le parti , per quanto aspro e duro, non può e non deve uscire dal solco del tracciato democratico.
    Condivido le opinioni espresse da Mario Calabresi e Ezio Mauro.
    Sono di una lucidità assoluta. Non nascondono che tutti (proprio tutti), compreso il primo ministro, hanno contribuito ad alimentare un clima di esasperazione politica, che non è solo scontro verbale tra gli addetti ai lavori, ma che attraversa l’intera società, creando fratture e barriere che possono portare (e portano) a situazioni che degenerano e diventano incontrollabili.
    In chi fa politica e ricopre ruoli importanti (parlamentari, opinionisti) deve prevalere il senso di responsabilità.
    Il continuo richiamo del Capo dello Stato ad abbassare i toni dello scontro politico non può e non deve cadere nel vuoto.

  2. condivido l’articolo di Mario Calabresi, quello di Ezio Mauro, dopo la campagna denigratoria e senza umanità tuttora in corso su Rebubblica nei confronti della persona Berlusconi, a mio giudizio mostra una notevole ipocrisia.

    allego un interessante articolo pubblicato dal ilsussidiario.net

    Mario Mauro: i frutti dell’ideologia che diventa lotta politica

    lunedì 14 dicembre 2009

    Silvio Berlusconi è stato aggredito dopo il comizio in piazza Duomo a Milano. Soltanto qualche giorno fa davano del pazzo a chi intravedeva un clima da guerra civile in Italia, l’aggressione di ieri ha dimostrato inequivocabilmente che la strategia in atto è proprio quella. Lo dimostrano le parole di Antonio Di Pietro subito dopo: «Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza».

    È esattamente il messaggio che da tempo Di Pietro vuole far passare, è Silvio Berlusconi che istiga alla violenza, quindi eliminiamolo. Tutto ciò che fa e tutto ciò che dice Silvio Berlusconi da quando è entrato in politica è sbagliato a prescindere. In ogni sua azione c’è qualcosa di criminale, di mafioso. Giusto quindi sopprimerlo in nome della democrazia vera. La democrazia dell’odio, della calunnia e dell’intimidazione. Perché Berlusconi è il nemico del popolo.

    Dobbiamo prendere coscienza del pericolo al quale sta andando incontro la nostra democrazia. L’aggressione al Presidente aggiunge un nuovo inquietante strumento di lotta politica, uno strumento che pensavamo ormai superato anche dalle frange più estreme dello schieramento politico: lo strumento della violenza, che è storicamente il metodo dell’ideologia.

    I responsabili politici dell’aggressione a Berlusconi, così vile e così odiosa, sono noti a tutti. Hanno invocato la piazza e la violenza, e la violenza è arrivata, ma la più grande violenza è la menzogna di coloro che vogliono farci credere che l’anomalia italiana è Berlusconi e non invece i nemici della democrazia che pretendono di incarnare in questo paese il bene e la giustizia e oggi come ieri altro non sono che fanatici o terroristi.

    Il dovere del popolo è ora certamente quello di scendere in piazza, ma contro i violenti e quindi andare in piazza contro l’ingiustizia che si fa tentativo di sovvertire l’esito di elezioni democratiche perché vi sono poteri che hanno una concezione delle istituzioni come padrone, non garanti della vita dei cittadini.
    Bisogna manifestare contro l’ideologia, quel fattore che piega la ricerca della verità e del bene comune a un interesse personale che coincide con il raggiungimento del potere con ogni mezzo e quindi anche con l’annientamento della libertà del popolo e della sua volontà, che in una democrazia non può essere in alcun modo messa in discussione.

    In questo momento così difficile per la vita del nostro paese l’opportunità di contribuire al bene di tutti passa ancora una volta attraverso la capacità di essere uniti e non lasciarci dividere dall’odio. L’unità si fa sulla verità, se non chiamiamo le cose con il loro nome l’esito è il ripiombare in quegli anni bui che proprio attraverso l’incapacità del riconoscere la violenza e le sue matrici ha reso cupa quella che da molti è stata definita la notte della repubblica.

    1. Sarò di parte, ma leggo nell’articolo di Mario Mauro tracce dello stesso populismo che trovo nelle dichiarazioni di Antonio Di Pietro: sono i due lati della stessa medaglia. Per smontare la logica della violenza bisogna smettere di vedere come NEMICI tutti coloro che la pensano in modo diverso dal proprio.
      Concludo riprendendo la parole di Diego Cugia (nel suo post Berlusconi è mio fratello): “Sono sinceramente dispiaciuto che il presidente del consiglio sia stato vittima di una violenza e gli auguro, con tutto il cuore, di tornare più in forma di prima. La mia solidarietà non è ipocrita. Sono fermamente convinto che Berlusconi sia un danno per questo Paese. Ma il suo sangue in piazza Duomo è un danno ancora più grave. Perché sospende la democrazia. Interrompe il dialogo, anche il più aspro. Impedisce il diritto civile di criticarlo in santa pace, anche da questo piccolissimo blog. Finché Silvio Berlusconi non sarà in pieno possesso delle sue capacità fisiche, in piedi e in gamba, io sarò berlusconiano.

      1. Urca!!! Addirittura «berlusconiani» dobbiamo tutti diventare «finché Silvio Berlusconi non sarà in pieno possesso delle sue capacità fisiche, in piedi e in gamba»?!? E vabbé, va’ cosa ci tocca fare. Cogliamo il giusto invito e diventiamo berlusconiani. Un motivo più per augurare che si riprenda prestissimo. CIAO!

    2. Ah, dimenticavo: volevo salutare ed esaltare l’intervento di Roberto Besani. Salvo clamorose omonimie, è un consigliere comunale della maggioranza lonatese. Solo pochi giorni fa avevo invocato la presenza di una voce della maggioranza, eccola arrivata. Sono contento.
      Il blog dei Democratici Uniti diventa così…un Consiglio Comunale. Apertissimo! Applausi! CIAO!

  3. Considero Silvio Berlusconi un avversario da battere e non da abbattere.

    Le immagini sono da brividi. Sul serio.

    Bravo è stato Silvio I° da Arcore ad avere la forza di farsi mostrare dalla folla, ferito ma vitale. Un grande gesto davvero, forse dettato dallo shock più che dal coraggio. Meno male che l’ha fatto.

    Spero che i Robocop della scorta cambino mestiere da domani. Hanno fatto la figura di Dida di un po’ di tempo fa nella porta del Milan. Si sono distratti, traditi dal clima festoso. Distrarsi non si può, però.

    A “Porta A Porta” sta andando in onda il teatrino.

  4. Anche al peggior nemico mai violenza fisica, figuriamoci ad un avversario..
    E della violenza verbale cosa ne pensate visto che nessuno può dichiararsi estraneo: chi accusa Di Pietro non si dimentichi di Bossi; chi accusa La Repubblica non si dimentichi di Libero e Il Giornale.
    E noi che subiamo questo spettacolo e le relative conseguenze a chi dobbiamo credere? Ci sarà pure qualcuno che sia credibile e rispettato da tutti! Anche se in disaccordo con il pensiero dominante!

  5. Certo, è ovvio che, senza se e senza ma, la violenza non va mai avallata, nei confronti di chiunque ed in qualunque situazione, non solo in questa.
    E’ anche inutile portare avanti una discussione di questo tipo, perché ragionevolmente nessuno può giustificare un atto fisico di violenza verso una persona.
    Al di là della solidarietà umana, permettetemi però di non mettermi in fila a portare solidarietà politica a Berlusconi, perché non la merita, perché per l’Italia Berlusconi resta un problema.
    Dopo questa situazione lo sarà ancora di più, perché lui e il suo Governo approfitteranno di questo atto per portare avanti provvedimenti che limiteranno la libertà di esprimere il proprio pensiero, sia in Internet, sia nei luoghi pubblici.
    E tutto ciò passerà inosservato intanto che Vespa e simili continueranno ad osannare il povero premier ferito.

  6. Un commento a ciò che ha scritto Besani. E’ il tipico pensiero di chi vede negli altri la causa di ciò che e successo. Non si pone minimamente nell’ordine dell’autocritica. Caretteristica tipicamente ciellina. Barriera mentale. L’altro è il male. Alla faccia delle ideologie. E’ sconosciuto il vocabolo “critica”.
    Ha mai letto o sentito Besani gli insulti che il premier ha rivolto, indistintamente, agli altri? Non si ricorda più che ha dato dei COGLIONI a chi non l’avesse votato?

  7. …ma sì, dài, continuiamo a fare gli opinionisti. La mia opinione di oggi ha a che fare con le dichiarazioni del Ministro Maroni: il Ministro Maroni dice che domenica a Milano il servizio di sicurezza ha funzionato bene. Vedi tu: a poco ammazzavano il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Interno non ha nulla da eccepire.

    http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/2100_500_ministro/00967_2009_12_15_informativa_Camera.html

    Per la serie: l’operazione è riuscita, il paziente è morto. Quasi.

  8. Voi sapete da che parte sto, quindi adesso so di far arrabbiare tutti, Lega compresa; premesso che quello che è successo a Milano sia da condannare e da ritenersi folle, nel mio piccolissimo mi permetto di dire che anche quello che è successo ieri alla camera, e cioè porrere la fiducia alla finanziaria, non sia un gran segnale di atteggiamento democratico. Non sono un gran intenditore di politica, ma dai giornali mi sembra di capire che si poteva “tranquillamente” discutere in aula con l’opposizione, dopodiche, ammesso e non concesso che i tempi non l’avessero consentito, allora si poteva fare questo “atto di forza”.
    Credo che sia anche da questi atteggiamenti che la gente non sia più abbituata ad un confronto forte, ma democratico, prendendo per esempio lor signori, si sente in diritto ed in dovere di insultare, offendere ed addirittura passare alle vie di fatto.
    Con le dovute proporzioni, ma certi atteggiamenti da “intoccabili”, (o si fa come dico io o non si discute nemmeno), sembrano quelle della maggioranza di Lonate Pozzolo.
    Paolo Tiziani, segretario Lega Nord Lonate Pozzolo

    1. Caro Paolo, sappi che mi hai fatto letteralmente esplodere dalle risate sul passaggio: «Con le dovute proporzioni, ma certi atteggiamenti da “intoccabili”, (o si fa come dico io o non si discute nemmeno), sembrano quelle della maggioranza di Lonate Pozzolo». L’ho fatto senza motivo, non ho elementi per suffragare la tua tesi e poi – sai – come ho scritto altrove (in circostanze assai particolari, circostanze per le quali attendo ancora delle scuse) sono un dipendente comunale dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno. Rivendico il mio diritto ad avere delle idee, ma un attacco politico frontale di questo tipo non mi sembrerebbe da parte mia giusto. Eppure ho riso di gusto per il tuo affondo, messo lì “a tradimento”. Adesso spero in una replica – meglio se qua sul blog – da parte di un esponente della maggioranza. Che dibbbbbattito sia. I tuoi interventi mi piacciono un sacco: sei diretto, accetti il dialogo democratico, sei di una gentilezza unica. Che cosa volere di più?

      …e se, dopo la tua esternazione sulla fiducia del governo (condivido: è stata prima di ogni cosa inutile prima che inopportuna, insomma…una stupidata), ti cacciano da segretario della Lega Nord, parlo io con Nadia, «il numero uno del centro-sinistra di Lonate Pozzolo» (urcocane! fonte: La Provincia): un posticino nella commissione tecnica verrai che salta fuori.
      Sghignazzo. Dài ché la vita è già triste…ridiamoci un po’ su. Beato chi ha il coraggio di non rinunciare all’ironia.

      Ciao ai lonatesi.

      1. accidenti, anche stavolta non ho cambiato il link! Doppione di Nanni Loy. Che non guasta mai, è il ritratto di un’Italia che non c’è più.

  9. Grazie Roberto, se non mi sbattono fuori dalla Lega (scherzo ovviamente)domenica fatti (ma l’invito è per tutti quelli che leggono questo blog)vedere in piazza, così potrò offrirti (come a tutti) una fetta di panettone, e ci scambiamo gli auguri.
    Per chi non dovesse venire, colgo questa occasione per fargli i mie migliori auguri di buone feste.
    Ti e vi aspetto.
    Paolo Tiziani

    1. Grazie per l’invito. Se riesco a schivare la corsa (sono un quasi-ex podista maratoneta), sicuramente passo in piazza così finalmente ci presentiamo e ci salutiamo. Cercherò di te. Grazie ancora. CIAO!

    1. Roberto, prendo spunto dal tuo intervento per affermare che tutto questo casino di matrice politica attorno a un malato di mente, che riesce a lanciare una statuetta in faccia al nostro Presidente del Consiglio nell’inettitudine degli uomini della scorta, è DE-LI-RAN-TE!

      Questo sarebbe stato il tempo del silenzio, attorno al Primo Ministro italiano, ferito per mano di un folle. E invece…

      In tutto il vergognoso can-can, teatrino dell’inverosimile, l’ha detta giusta quel bell’uomo di Pierferdinando Casini: in questa spirale di tensione politica generatasi, chi è senza peccato scagli la prima pietra. O la prima statuetta del Duomo.

      Cicchitto che in Parlamento a sangue freddo dà del «terrorista mediatico» al giornalista Travaglio è da mani nei capelli. Anche Fini l’ha fatto notare. Così non se ne esce.

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