Amianto e dintorni

Per affrontare meglio il discorso sull’amianto sullevato dal post precedente, mi permetto di allegare qualche indicazione di siti dove si possono trovare informazioni e approfondimenti sul tema.
Una premessa: non ho la presunzione di riportare una bibliografia completa e dettagliata, voglio solo dare qualche spunto di approfondimento (lo ripeto: penso possano essere utili per affrontare al meglio la discussione, sempre che ce ne sia data la possibilità). Ovviamente commenti, critiche e integrazioni sono i benvenuti.

  • Un buon punto di partenza penso possa essere wikipedia, in italiano oppure, e meglio, in inglese (dove si trova anche una piccola parte dedicata allo smaltimento e all’eventuale riciclaggio).
  • Il sito web del dipartimento salute e sicurezza (health and safety) dell’European Trade Union Institute (ETUI) dedica una pagina all’amianto (asbestos in inglese).
  • Sul sito di Alessandro Ronchi si trova una collezione di FAQ su Amianto ed Eternit che è relativamente semplice ed efficace.
  • Presumo che la fantomatica “ditta di Ferno” sia la Zetadi Srl (sito) che si occupa, tra l’altro, di ritiro e stoccaggio di materiali per l’edilizia che contengono amianto (nel sito si dichiara che “Lo stoccaggio avviene nell’apposito impianto situato presso la nostra sede di Ferno, in provincia di Varese: un moderno centro di stoccaggio in cui rigorosi processi e attrezzature all’avanguardia ci consentono di lavorare nel pieno rispetto delle normative e delle leggi vigenti in materia, garantendo così la massima tutela dell’ambiente circostante.” Mi chiedo: se il sito di stoccaggio dell’amianto si trova a Ferno perché il comune di Ferno non è coinvolto nella discussione?). Sul sito web della Zetadi srl si possono trovare alcune presentazioni relative al progetto di inertizzazione amianto KRY AS (quello che presumo possa essere l’impianto di cui si parla nell’articolo della Prealpina):
    • presentazione del prof. Alessandro Gualtieri (Professore Ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia) che introduce il “problema amianto”;
    • presentazione del progetto KRY US;
    • articolo di presentazione del progetto KRY US.
  • Altre presentazioni si possono recuperare da altri siti web:
    • presentazione del prof. Gualtieri alla European Conference on Asbestos Risk and Management – Roma 4-6 dicembre 2006;
    • presentazione tratta dal sito della GE.PR.IN. srl (un’altra società che sembra coinvolta nel progetto);
    • presentazione del prof. Gualtieri ad un convegno tenuto ad Arborea il 23 febbraio 2006 e promosso dalla CGIL di Oristano e dalla FILLEA (Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, dell’Edilizia, delle industrie Affini ed estrattive). Questa presentazione è particolarmente interessante perché è l’unica in cui si spiega (a pagina 18) come mai ci siano pochi impianti di questo tipo . Riporto il testo:
      • diffidenza della popolazione nei confronti di questi processi di trattamento dell’amianto ed in generale del trattamento dei rifiuti;
      • opposizione (giustificata…) generalizzata da parte dell’opinione pubblica e delle associazioni ambientaliste verso tutto ciò che ha a che fare con l’amianto e con i trattamenti dei rifiuti (inceneritori, termovalorizzatori, …);
      • scarsa informazione su questo tipo di impianti/processi;
      • incertezze sulle condizioni di sicurezza e di impatto ambientale dei processi e degli impianti relativi;
      • pressioni politiche ed economiche a mantenere lo status quo e la gestione attuale del sistema delle discariche.

3 pensieri riguardo “Amianto e dintorni”

    1. Ciao Rob,
      non spaventarti troppo, come ha detto il sindaco si tratta solo di un progetto allo stato “embrionale”.
      Peraltro, dal punto di vista tecnico (per quel poco che ne capisco), un impianto di inertizzazione dovrebbe essere più sicuro di un sito di stoccaggio (per questo mi chiedo come mai il comune di Ferno si sia chiamato fuori).
      I problemi principali, secondo me, stanno nella mancanza (a) di trasparenza (come al solito dobbiamo ringraziare la stampa locale perché riesce ancora a far circolare alcune informazioni) e (b) di una politica di gestione del territorio (per esempio, qual è il piano strategico per la zona delle cave? cosa vogliono farne del territorio del nostro comune? cosa pensiamo che debba essere la Lonate del 2020? un dormitorio?).

      bye

      1. Grazie, Jack, per le rassicurazioni.
        Lonate Pozzolo dormitorio? Guarda, neanche quello: se incendiano i camion all’una e mezza di notte, è dura anche dormire…
        CIAO!

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